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Sole 24 Ore, Mercoledi' 10 Marzo 1999 Economia italiana
Per le patologie rare un aiuto dai fondi Ue

(NOSTRO SERVIZIO, cioe' del Sole 24 Ore)
ROMA — Cinque milioni di persone rappresentate in Italia da 50 diverse associazioni; 25 milioni in tutta Europa; 20 negli Usa: sono solo stime, sufficienti pero' a documentare l’entità dell’urgenza rappresentata dalle patologie rare, quelle cioe' che secondo la definizione adottata in Europa colpiscono fino a 5 individui su 10mila. Una popolazione rilevante che si ammala di circa 5mila patologie dai nomi astrusi (10% delle malattie conosciute; circa 4mila di origine genetica), per lo più prive di terapie valide: perché un prodotto indirizzato alla cura di un numero limitato di casi non e' redditizio e non stimola gli investimenti in ricerca. Il rebus delle malattie rare e dei farmaci "orfani" di sponsor sarà da domani fino a sabato al centro del seminario internazionale di studi organizzato a Firenze, con la partecipazione di rappresentanti del mondo scientifico e istituzionale.
Obiettivo dichiarato, l’individuazione delle azioni da intraprendere per completare la strategia delineata dal Piano sanitario nazionale 1998/2000, prevedendo l’identificazione dei centri nazionali di riferimento per le patologie rare e la costituzione di una rete di presidi ospedalieri a essi collegati, oltre all’avvio di un programma nazionale di ricerca in materia, che secondo gli operatori andrebbe completato con la creazione di una anagrafe delle malattie rare.
Regolamento e programma quadro in arrivo dall’Ue. Il progetto italiano dovrebbe inserirsi nel programma che la Ue vuole realizzare per il 1999-2003: teso fra l’altro a realizzare un network comunitario di informazioni sulle patologie rare (sintomi, dati epidemiologici, misure di prevenzione, trattamenti standard, sperimentazioni cliniche, programmi di ricerca in corso ecc.), il programma (dotato di un budget di 6,5 milioni di euro) sarà approvato definitivamente in maggio dal Parlamento europeo. Il quale sta intanto esaminando un regolamento destinato a istituire la procedura comunitaria per il riconoscimento degli "orphan drug", con incentivi alla ricerca simili a quelli già da anni adottati negli Usa e in Giappone.
La proposta Ue garantirebbe: l’esclusiva di mercato per 10 anni; procedure rapide per la valutazione delle domande da parte di un comitato per i medicinali orfani; l’adozione della procedura centralizzata per la registrazione, con immediata commercializzazione in tutti i Paesi membri; l’esonero per le aziende dal pagamento dei diritti percepiti dall’Emea.
Le proposte delle aziende. Sul versante italiano e' già pronto il pacchetto di richieste e proposte di Farmindustria per garantire un accresciuto impegno delle aziende. Le misure proposte prevedono fra l’altro: la costituzione di un fondo per la ricerca finanziato con una quota pari al 2,5% del totale di montepremi e vincite al lotto e superenalotto (8mila miliardi nel ’98); la defiscalizzazione delle quote investite nella ricerca per i farmaci orfani; la fissazione di prezzi di vendita tali da consentire il recupero dei costi sostenuti; lo sconto del 50% sui costi delle sperimentazioni cliniche; il recepimento della direttiva Ue sulla brevettabilità delle biotecnologie contro la quale l’Italia pero' ha già avanzato ricorso.
Sara Todaro