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Bologna, l'AST ha assistito 23 mila malati

© La Repubblica Salute, 18 marzo 1999, di Marina AMADUZZI

HA ASSISTITO gratuitamente in 13 anni, 23.510 malati terminali di tumore. Ogni giorno porta cure e assistenza a 1.627 sofferenti in tut-ta Italia. Sono i numeri dell' Ant, l'Associazione Nazionale Tumori fondata nel 1978 da Franco Pannuti, ex primario oncologo al Sant'Orsola di Bologna oggi in pensione, che nell'85, ha dato vita, proprio a Bologna, al primo "Odo", l'ospe-dale domiciliare oncologico.

Oggi se ne conta-no diciannove in Italia, tra Emilia-Romagna, Puglia, Marche, Lombardia, Veneto, Toscana, e uno aperto quattro anni fa a Tirana.

"Non siamo contrari all'Hospice, previsto dalla legge approvata alla Camera, però alla fine non si vuole investire sull'assistenza domicilia-re, che è quello che veramente conta", spiega Pannuti. Ponendo che un Hospice abbia 30-40 posti letto per degenti che vengono ricoverati in media 90 giorni, questo significa che in un anno una struttura del genere ospita 160 malati ter-minali. Se un posto letto costa 500 mila lire al giorno, vuoi dire che in un anno un hospice costa 7,3 miliardi, 45 milioni per ogni malato accolto. L'Ant ha assistito nel'99, solo a Bologna, 1126 persone per una media di 90 giorni, con una spe-sa di 3,5 miliardi, la meta' di quella di un hospi-ce. Insomma, fare degli ospedali è sempre un'o-pera meritoria ma farli a danno dell'ospedale a domicilio che costa di meno e assiste più perso-ne non è giusto. Senza contare che in Inghilter-ra, la patria degli hospice, di queste strutture non se ne costruiscono più perché sono diventati ospedali oncologici a tutti gli effetti analoghi a quelli degli ospedali tradizionali.

Attraverso l'Odo, l'Ant porta a casa del sofferente, gratuitamente, il respiratore, l'ecografo, le apparecchiature radiologiche, la chemioterapia, l'oncologo con il medi glia. "Ho clonato l'ospedale a casa del sofferente, senza chiedere un centesimo alle famiglie" dice Pannuti. Per l'Ant lavorano a tempo pieno (e regolarmente retribuiti) 78 medici, 2 farmacisti, 54 infermieri, 4 psicologi, 2 fisioterapisti, 50 consulenti esterni tra cardiologi, dentisti, ortopedici,... L'Ant ha un budget annuale di circa 11 miliardi di lire: il 90 per cento delle entrate sono offerte di privati e opere di solidarieta', il resto è frutto delle convenzioni con le Asl da cui Ant riceve 900 mila lire all'anno per ogni paziente assistito.

In 12 regole un impegno verso chi soffre.

PER tutelare I diritti del malato cro-nico (e terminale) si è Impegnata anche l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma che propone questa Carta.

Il malato cronico in evoluzione di malattia ha diritto di:

1) Essere considerato persona fino al termine della vita.

2) Essere sollevato dal dolore fisi-co ed altre sofferenze.

3) Ricevere risposte veritiere alle domande.

4) Attendersi cure mediche ed Infermieristiche anche quando l'obbiettivo sia solo quello del conforto.

5) Ricevere interventi proporziona-ti alla situazione clinica, senza accanimento e senza abbandono terapeutico.

6) Essere curato da persone com-petenti e disponibili al bisogni.

7) Partecipare alle decisioni che riguardano l'assistenza.

8) Riflettere e approfondire le esperienze spirituali e religiose, anche con l'aiuto di chi lo circon-da.

9) Conservare la speranza ed essere curato da chi da un senso di speranza.

10) Esprimere le emozioni per l'av-vicinarsi della morte.

11) Avere aiuto dai familiari per accettare la morte.

12) Non essere lasciato solo e di morire in pace, con dignità.



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