Mondo
7/8/99 16:23
Scienza. Nuove speranze per la cura dell'Alzheimer.
La foto di copertina di Nature (Thanks to www.nature.com)
Washington, 8 Luglio. 
Una ricerca condotta nei laboratori della casa farmaceutica Elan Corporation di San Francisco dà nuove speranze per la cura del morbo di Alzheimer, la malattia attualmente incurabile che causa una degenerazione della memoria e dell'intelletto e ha esito mortale.

L'azienda intende adesso passare alla sperimentazione sull'uomo entro l'anno e ritiene che nell'arco di cinque anni potrebbe sottoporre il prodotto alla Fda (Food and drug administration), l'ente federale americano per il controllo su farmaci e alimenti. 

Lo studio, coordinato da Dale Schenk e pubblicato sulla rivista scientifica Nature, si e' basato sull'amiloide, la proteina appiccicosa di cui sono formate le placche nelle persone colpite da Alzheimer. 

Le cavie utilizzate in laboratorio erano state geneticamente modificate perche' producessero piu' amiloide del normale. Ai topi sono state poi inoculate dosi di amiloide, mescolate a sostanze stimolanti del sistema immunitario. 

Un sistema invalso in diversi vaccini, e volto a fare in modo che l'organismo identifichi una determinata sostanza come un intruso da aggredire e distruggere. 

Un anno dopo, il cervello degli animali e' stato sezionato e si e' visto che le placche di amiloide erano assenti o di piccola estensione. Nelle cavie geneticamente modificate ma non sottoposte al vaccino, invece, le placche erano diffuse e ampie. 

Gli scienziati hanno in seguito iniettato il vaccino in topi gia' affetti da placche di amiloide, e hanno riscontrato che la progressione delle nocive concentrazioni di questa proteina si era fermata e in alcuni casi sembrava addirittura regredita. 

Le reazioni della comunità scientifica.
I risultati della ricerca sono stati commentati positivamente, pur con alcune perplessita'. 

Il dottor Zaven Khachaturian, consulente dell'Associazione americana dei malati di Alzheimer, ha definito lo studio "una pietra miliare" perché, anche se negli umani non dovesse essere efficace il preparato provato sui topi, presenta comunque l'idea nuova di un vaccino contro i depositi di una proteina che provoca anche diverse altre patologie quali il morbo di Parkinson, il mieloma o il morbo di Creutzfeldt-Jakob, la variante umana della malattia della mucca pazza. Secondo Khachaturian, comunque, c'e' la possibilita' che le placche di amiloide siano un effetto e non la causa dell'Alzheimer: in tal caso il vaccino della Elan non sarebbe utile per questa malattia. 

Un altro esperto, Blas Frangione, capo del gruppo di ricerca sull'Alzheimer dell'universita' di New York, ha segnalato che, a parte le placche di amiloide, nel cervello delle persone colpite dal morbo compaiono anche altre anomalie non rilevate, invece, nei topi. Tra queste, grovigli di proteine nelle cellule nervose. Le modifiche genetiche sul cervello dei topi "non sono una fotografia dell'Alzheimer, ma solo di una parte di esso", ha detto Frangione. 

Khachaturian ha poi puntualizzato che, in ogni caso, anche se il vaccino fosse efficace sugli umani, sarebbe difficile stabilire a chi somministrarlo. L'Alzheimer, infatti, insorge generalmente in soggetti di eta' superiore ai 60 anni e prima che si manifesti, nella maggioranza dei casi, non ci sono segnali di una particolare predisposizione dell'individuo ad ammalarsi. Indicatori geneteci di rischio di Alzheimer si notano soltanto in pochissimi casi, ha spiegato Khachaturian. 

 
 
 
 

Sommario
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Elan Corporation

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