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Voci di donne dal Mediterraneo
Questa volta abbiamo deciso di presentare, attraverso le loro poesie, un gruppo di donne caratterizzato dalla comune origine mediterranea. Queste poesie - insieme a molte altre - sono state pubblicate nell'ambito di "Mediterraneo Casa Comune", un progetto di educazione all'interculturalità promosso da Focsiv - Volontari nel mondo, che presenta una raccolta di poesie per valorizzare la lettura femminile sulla condizione, il ruolo e l'identità della donna nelle diverse culture del Mediterraneo. Questa raccolta ha voluto mettere in luce il punto di vista delle donne mediterranee, individuare le tracce dei loro pensieri, calarsi nelle loro situazioni, lasciarsi attraversare dai loro movimenti interiori, quasi a scandagliare le tante identità femminili che si celano e si intravedono nei versi proposti.
Una poesia tradizionale
Amal Mūsā
Donne come me Non sanno parlare; ogni parola in gola è spina da ingoiare. Donne come me Non sanno che lacrimare All'improvviso Versare Come arteria ferita. Donne come me Ricevono colpi E non osano renderli; di rabbia vibrano; si sottomettono. Leone in gabbia Donne come me La libertà Van sognando
Maram al-Misrī
Il mio Paese bianco Bianco, mio desiderio e scopo Dove il mio cuore è sempre quieto Che fluisce di bellezza pura Sii cauto e ti vedrò Paese mio Sarai dolente, assai paziente Č la passione e quando è sera insonne amico Amato nel bene mi avrai lasciata con dolcezza.
Nūrah 'Abd al-Hāfiz Sa'adā
Nouara la folle Lancia un grido sconvolto Disfa i capelli Li sparge alle figlie della tribù Alla soglia si siede Offre al vento il grembo Attende la caduta delle stelle E il pallore della luna Attende di divenire Tronco d'ulivo ramo di palma Le hanno detto che la luna è donna Attratta dagli occhi per tradimento Lancia il suo grido, la folle figlia della folle, disfa i capelli li sparge alle figlie della tribù piange e si lamenta geme spinge il suo grido sconvolto il fratello e il fratello di sua moglie ma la folle di sua sorella ai corvi ha offerto il petto perché tutto il latte sia tratto ha rivelato, in questo tempo maledetto, che il fratello non è più fratello della moglie né della sorella Bambina mi hanno ripudiata Come sarò donna? Lei ha gridato Io la folle figlia della folle Ha lanciato il volto al fuoco, il fuoco del suo fuoco si è bruciato Lei, sublime, è rimasta Al centro delle braci Con la schiuma della cenere Ha fatto le abluzioni Ha pregato su una tomba dimenticata Da donne ossessionate dalla tristezza Dalla notte dei tempi Ha fatto una lapide Una stele per appoggiarsi Eretta, come un salice Diritta in cielo Ai corvi ha offerto il petto Perché tutto il latte sia tratto Ha rivelato, in questo tempo maledetto, che il latte della madre sa di acqua ma anche di oleandro e tutto ciò che è amaro Lei ha gridato Urlato il suo grido sconvolto Finché verso di gufo Risuonasse nel deserto Bambina mi hanno ripudiata Come sarò donna? Io folle figlia di folle In questi tempi maledetti Il fratello non giura più In nome del sapore del seno e del latte
Zaynab al-A 'wa_
Creatività Nella notte svelo Il mio pudore Apro il mio sole Tutto E velo la mia follia Mi abita Incandescente Volubile Ondeggio Come ondeggiante mare Quando alta è la marea E le mie tempeste si inseguono Tremende Si irradia la mia luce Risplendo Come lampo fuggente Dietro una nube Divampo Come lume ala luce di Dio Mi dedico al mio scopo Regno Signora della creatività In cima ad una stella Si compie la mia follia e la mia arte Ruggisce Ai miei rinvii, I miei rifugi, Sultano della foresta Ruggisce il mio leone Per folle amore del rosso astro S'incendia l'orizzonte.
Mālikah al-'Āsimī
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