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Lettera aperta al più grande imprenditore d'Italia
(ma, probabilmente, anche d'Europa)
Caro Silvio,
chi non ti vuole non ti merita.
Proprio così… Se, come rivelano i tuoi sondaggi, c'è ancora un 5-10% di italiani che non ti vuole alla guida dell'Italia, allora mi chiedo in che razza di posto sto vivendo. Non basta, a questo 1-5%, l'esempio di quel che hai realizzato, per capire che nessuno meglio di te può guidare questa nostro povero paese?!? No, loro non si fidano neanche del più grande imprenditore d'Italia (ma, probabilmente, anche d'Europa) e pendono come tanti fessi (anzi, pochi fessi - e sempre meno - per nostra fortuna) dalle labbra di quei comunisti del PCI-PDS-DS, i quali ti attaccano con argomentazioni le più pretestuose.
Già, dei comunisti, eredi non pentiti di una mostruosità ideologica di cui dovrebbero vergognarsi. Hai ragione quando, ai talk-show politici, se anche ti chiedono l'ora, prima ricordi al paese di essere l'unico baluardo contro "un regime che ha portato solo lutti, tragedie e lacrime e che ancora opprime nel mondo due miliardi di esseri umani" e poi rispondi: "Sono le 22,30…"
Ebbene, questi comunisti dicono che sei un monopolista della comunicazione in conflitto d'interessi con la cosa pubblica e incompatibile con un ruolo politico, che hai realizzato un impero grazie a losche relazioni con Craxi, la P2 e la mafia.
Ma l'elettorato italiano non è stupido e si rende perfettamente conto che, a girare per Milano, prima o poi si finisce per incontrare tutti - anche la buonanima di Craxi - e magari si va a prendere un caffè insieme, si diventa amici, si va a vedere il Milan insieme (scusa la ripetizione di insieme), si parla del più e del meno, si vota lo stesso partito. Ma questo che significa? Che ci si approfitta delle amicizie "giuste"? La legge Mammì sulle telecomunicazioni andava fatta, e sarebbe stata a vantaggio delle TV private anche se tu avessi fatto il ciabattino.
Ed essere iscritti alla P2, poi, è addirittura un vanto, altro che associazione a delinquere e attentato contro lo Stato. Cos'altro era la P2, se non un patto di sangue tra patrioti contro il pericolo comunista, contro "un regime che ha portato solo lutti, tragedie e lacrime e che ancora opprime nel mondo due miliardi di esseri umani"? Questa considerazione basta da sola a liquidare la questione.
Quanto ai legami con la mafia, li provino. Nemmeno i magistrati comunisti, epigoni di "un regime che ha portato solo lutti, tragedie e lacrime e che ancora opprime nel mondo due miliardi di esseri umani" sono riusciti a dimostrarli, perché, semplicemente, non esistono.
Per quel che riguarda il monopolio dell'informazione e l'incompatibilità con le cariche politiche, poi, questi comunisti, nipotini di "un regime che ha portato solo lutti, tragedie e lacrime e che ancora opprime nel mondo due miliardi di esseri umani", hanno il cattivo gusto di darti lezioni di libero mercato e di democrazia all'americana, loro che hanno scoperto l'America solo ieri, quando tu la importi in Italia da vent'anni. Ripetono che, in America, non ci si potrebbe mai candidare alla guida del paese da proprietari di un impero mediatico.
Ma quale America, chiedo io? Da novizi della democrazia, loro non sanno che essere democratici significa saper guardare non solo ai più forti, ma avere l'apertura di accogliere anche modelli culturali che non sono quelli dominanti. Per questo, Silvio, tu hai scelto di ispirarti all'altra America, a quella meno scintillante, quella dei Fujimori e dei Pinochet, che, in felice sintesi, sono stati padroni di uno Stato e dell'informazione insieme. Questa è promozione dei Paesi del Sud del Mondo, non la loro, fatta di pietà e di terzomondismo.
Ma, per tornare al punto da cui sono partito, chi non ti vuole non ti merita.
Per uno come te, che è il più grande imprenditore d'Italia (ma, probabilmente, anche d'Europa), l'unico obiettivo degno deve essere quello di avere un consenso assoluto. Solo così potrò godere nel vederti Primo Ministro, in diretta televisiva, mentre, col tuo immarcescibile sorriso, racconti barzellette in inglese alla Regina d'Olanda e distribuisci pacche sulle spalle ad ambasciatori e cardinali di tutto il mondo.
Altrimenti, se anche nell'urna uno 0,5-1% si ostinerà a dire di no al più grande imprenditore d'Italia (ma, probabilmente, anche d'Europa), ti invito a liberarti di quel fardello che è il nostro paese e a ritirarti a fare la tua vita in un paradiso tropicale e - perché no? - fiscale (ognuno ha il diritto di godersi quel che ha guadagnato senza indebite appropriazioni statali o, per dirla fuori dai denti, espropri proletari). Ritirati in un bel paradiso dove non ti possa mai raggiungere alcun magistrato comunista, tirapiedi di "un regime che ha portato solo lutti, tragedie e lacrime e che ancora opprime nel mondo due miliardi di esseri umani".
Se il peggio capitasse e uno 0,1% degli elettori non ti votasse, pensa solo a te stesso, perché forse non è più tempo di amor di patria e di slanci altruistici. Chi non ti vuole non ti merita…
Adesso ti saluto, pensando a quanto mi piacerebbe essere con te, Emilio Fede e Cesare Previti quando vi ritrovate a parlare di poesia e del complesso e delicato universo femminile.
Sono comunque a tua disposizione per ogni consiglio e supporto alla tua campagna elettorale. Se hai bisogno di me, mi puoi chiamare alla redazione de il Chicco di Senape.
Con affetto e stima,
Starsky
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