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Ritorna Fairworld on-line

Dopo alcuni mesi di assenza dovuti a "Lavori in Corso" ritorna in funzione il sito web di Fairworld, dedicato al mondo del Commercio Equo e Solidale. Curato dalla cooperativa Pangea di Roma e dalla Città Invisibile, Fairworld ospita la lista di discussione dedicata ai temi dell'economia alternativa, la rivista telematica F.A.I.R. sul commercio equo oltre a numerosi e interessanti documenti, come la Carta Italiana dei criteri del Commercio Equo, links, ecc.
www.commercioequo.org oppure www.citinv.it/equo.

Buoni risultati per il Progetto FASE

Non c'erano solo le tre ragazze di un noto spot in giro su una barca, quest'estate. Il veliero Estelle, nell'ambito del Progetto FASE (Fair Trade in Southern Europe, per lo sviluppo del Commercio Equo nell'Europa meridionale), portato avanti in Italia dalla cooperativa Pangea, durante i mesi estivi ha fatto tappa in vari porti del Mediterraneo diffondendo il messaggio del Fair Trade. Gli organizzatori fanno sapere di essere molto soddisfatti dei risultati ottenuti: il pubblico in generale e le numerose scuole che hanno visitato il veliero, infatti, hanno reagito ottimamente. In occasione del tour di Estelle è stata inoltre lanciata la campagna "Commercio Equo e Solidale: un diritto per ogni essere umano!", che ha lo scopo di promuovere il commercio equo come strumento di difesa e tutela dei diritti umani fondamentali, in particolare quelli economici e sociali.
E' stato inoltre realizzato un videoclip sul commercio equo dal titolo "Un'altra via di uscita", costituito da un cartone animato sulla base di una canzone appositamente scritta dal musicista napoletano Daniele Sepe, testo di Dario Iacobelli, per la regia e l'animazione di Maurizio Forestieri.
Il videoclip, che dura circa cinque minuti, ha, tra l'altro, vinto il primo premio come miglior cortometraggio d'autore al Festival Internazionale di Animazione "I Castelli Animati" e costituisce un originale strumento di promozione delle idee che stanno alla base del Commercio Equo e Solidale. Il videoclip è in vendita ed è possibile ordinarlo attraverso:
Associazione Botteghe del Mondo: e-mail
bdm@citinv.it;
Consorzio Ctm-Altromercato: e-mail ctmbz@altromercato.it;
Cooperativa Pangea: e-mail pangea@iol.it.

Annuario Commercio Equo 2001

E' uscito l'annuario ufficiale del Commercio Equo e Solidale edizione 2001. L'EFTA (European Fair Trade Association) Year Book 2001, contenente notizie ed aggiornamenti sul mercato del commercio equo in Europa è disponibile ad un prezzo di 4,2 Euro nelle diverse lingue dei paesi dell'Unione Europea. E' possibile richiederlo direttamente all'Efta inviando una e-mail all'indirizzo: efta@antenna.nl

L'Altracucina, le Cene del Commercio Equo e Solidale

Il Progetto L'Altracucina è organizzato da otto Botteghe del Mondo in cinque regioni italiane.
Durante i mesi di ottobre, novembre e dicembre sarà possibile partecipare a speciali serate gastronomiche interamente dedicate ai prodotti del commercio equo, in vari ristoranti convenzionati, che prepareranno "equomenù" creati per l'occasione. I piatti che compongono questi menù seguiranno le tradizionali ricette dei paesi d'origine (alcuni esempi? Riso Thailandese al Curry, Cous Cous integrale dalla Palestina, Tè aromatizzati) e saranno a base di prodotti alimentari solidali. Le regioni coinvolte in questa golosa attività sono: Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sardegna.
E' possibile trovare il calendario e l'elenco dei ristoranti sul sito:
www.citinv.it/equo/altracucina oppure rivolgendosi alla Cooperativa Pangea: e-mail: pangea@iol.it tel. 06/8416600

Grande successo per "Plaza do Sur"

Il 28 Ottobre, in concomitanza col convegno "Banane Scatenate" organizzato a Genova dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Consorzio Ctm-Altromercato e Altreconomia e al lancio nazionale delle prime Banane eque e solidali importate in Italia da Ctm-Altromercato, in più di 100 città italiane si è svolta una festa a base di banane, dal titolo "Plaza do Sur". Nelle città coinvolte è stato possibile degustare gratuitamente piatti a base di banane ed essere informati sulle condizioni di lavoro nelle piantagioni. Era inoltre possibile acquistare le nuovissime confezioni di Banane eque, provenienti dal Costa Rica.
Anche "Il Chicco di Senape" ha partecipato all'iniziativa vendendo in pochissime ore 100 kg di banane.
Nell'ambito dell'organizzazione del convegno è anche stato redatto un dossier sul tema, scaricabile direttamente dal sito di Ctm-Altromercato (
www.altromercato.it).

a cura di Barbara Caleo

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Purché sia alcool
Consigli per i moderni pirati
per riuscire a districarsi nell'odierna jungla dei rum

In certi momenti, purché sia alcool, va tutto bene. In altri momenti no, non ci basta sentire qualcosa di forte che ci infiamma il palato e poi scende per la gola, lasciando una scia di fuoco dietro di sé.
In altri momenti è bello guardare il colore di ciò che si ha davanti, annusarne il suo aroma per richiamare alla memoria momenti e sensazioni del passato o per provarne di nuove ed alla fine legare queste sensazioni con il gusto forte o lieve di ciò che stiamo bevendo.
Un'occasione per far tutto ciò è assaggiando, tra l'altro, il Rum cubano che potete trovare presso molte Botteghe del Mondo sparse in tutta la penisola, isole comprese.
Il rum richiama spesso alla memoria storie leggendarie di pirati ed isole del tesoro, uomini più o meno affascinanti, con qualche occhio o gamba in meno di quelle che ci sono state donate, che vivono per correre dietro a tesori localizzati da improbabili mappe del tesoro (se non addirittura dietro alle stesse mappe dei tesori ridotte in tanti brandelli sparsi ai quattro angoli del Mar dei Sargassi), per abbordare le navi che capitano sotto mano (qualunque tipo di nave, tanto il gusto è nell'abbordaggio), per far baldoria nella loro isoletta privata con donne e fiumi di rum.
E pensare a questo mondo leggendario per poi vedere nei supermercati il Rum "Nonsoqualemarca", prodotto a 20 km da dove abitiamo e che costa poco più di una tazzina di caffè, è abbastanza avvilente.
Lo confesso, in principio anche io peccavo: per dei mediocri Cuba Libre anche io comperavo il rum meno caro disponibile sul mercato.
Ma, effettivamente, erano i momenti in cui "purché sia alcool".
Poi ho cominciato ad apprezzare il "meno ma più buono" e così ho iniziato a scoprire mondi che differiscono tra di loro per sfumature, a volte abissali.

Ed ora un po' di curiosità: all'origine di questo distillato c'è la canna da zucchero approdata nei caraibi verso il sedicesimo secolo all'epoca dei Conquistadores. Ed è proprio qui che la canna da zucchero trova il suo habitat migliore.
Alcuni rum sono ottenuti dalla spremitura della canna (è usanza per tradizione dare fuoco alla piantagione per poi raccogliere le canne che si impregnano così di quel particolare sentore che alcuni rum ricevono solo dopo un buon invecchiamento e che viene chiamato "il profumo del fuoco"), mentre altri derivano dalla melassa della canna, cioè dal residuo della sua lavorazione.
Si dice che proprio quest'ultimo tipo di lavorazione fu quello usato nel diciassettesimo secolo dal frate domenicano Jean Baptiste Lebat quando ebbe l'idea di recuperare la melassa facendola fermentare e distillare, dando così vita al primo rum.
Il succo di canna o la melassa sono quindi fatti fermentare e poi, eliminata la testa e la coda, il cuore del distillato verrà destinato al consumo o all'invecchiamento: esso, in origine, è un distillato incolore che assume aroma ed una particolare luce solo con l'invecchiamento, che può durare fino a vent'anni.
In commercio troviamo quindi il rum bianco (così come esce dalla distilleria), il rum ambrato (a seguito del breve invecchiamento nei fusti di quercia, o colorato artificialmente con caramello e quindi di qualità molto minore) ed il rum scuro (invecchiato da più di 3 anni).

Eccovi alcune caratteristiche dei rum a seconda del luogo di provenienza:
o Cuba: rum prevalentemente secchi ed alle volte aromatizzati durante la distillazione con vaniglia, sherry, uva passa o maracuja;
o Giamaica: rum forti, pungenti e caratterizzati da lunghi tempi di fermentazione;
o Repubblica Dominicana: rum particolarmente agricoli;
o Antille Francesi (Martinica, Guadalupa): è questa la vera e propria zona eletta per i rum agricoli, grandi distillati da meditazione;
o Sud America (Venezuela,guyana Britannica): la canna da zucchero "demerara" caratterizza i rum di questa zona particolarmente morbidi;
o Portorico: rum di tradizione americana, delicati e leggeri.
Non sempre il distillato di canna prende il nome di rum: in spagnolo si chiama ron; in francese rhum; clarin ad Haiti, usato ancora oggi per i riti voodoo; nelle Antille lo chiamano tafia; nelle isole caraibiche lo chiamano guarano o guildive; mentre nell'america del sud lo chiamano aguardiente de cana.

Il rum è da gradire da solo, ma si sposa bene anche con molti altri componenti visto che è la base di moltissimi cocktail. Uno di questi è il Mojito, reso famoso da Hemingway che giornalmente ne beveva seduto alla Bodeguita del Medio, popolare locale de L'Avana.
È uno dei miei preferiti ed è realizzato partendo da 1 cucchiano di zucchero da sciogliere in 7 ml di succo di limone. A questo miscuglio si aggingono poi 2 rametti di menta fresca ben strizzata per farne sprigionarne l'aroma e di seguito il rum (45 ml), del ghiaccio e dell'acqua minerale (60 ml).
Ma vi ricordo che il rum è utilizzato anche in molte altre golose applicazioni quale, per esempio, i mitici Babà.

Il Rum che potete trovare presso le Botteghe del Mondo è il rum "Liberacion", viene direttamente da Cuba e potete trovarlo sia ambrato (invecchiato 3 anni) che scuro (invecchiato 7 anni).
Che siate cubisti/e o no, che Cuba sia per voi "segno d'immensa invidia, o di pietà profonda, d'inestinguibil odio o d'indomato amor", sono sicuro che sul suo rum il giudizio potrà essere d'unanime approvazione.
Assaggiare per credere.
E poi partire alla ricerca di un altro tesoro.

Alberto Mancini

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Il cibo dei sensi

Spesso, a causa della complessità del mondo in cui viviamo, ci capita di dare per scontate tantissime cose, non riuscendo quindi ad apprezzarne la potenzialità. Voglio dire: quante volte sentiamo distrattamente un brano alla radio, magari mentre stiamo guidando, pensando ai problemi della giornata e lanciando occhiate velenose a chi cerca di sorpassarci in modo più o meno lecito?
E magari quello è proprio il brano che il nostro spirito richiede in quel momento per rilassarsi un po' e farci ripartire alla grande.
È vero che a causa del nostro modo di vivere sempre di corsa accumuliamo tensioni incredibili che non riusciamo poi ad allentare perché non alimentiamo il nostro "io" più intimo di ciò di cui ha bisogno, di cose semplici ma essenziali.
È da tempo quindi che mi sono convinto che dovremmo riuscire a nutrire il nostro animo, attraverso i sensi, per farlo rilassare, dargli l'opportunità di cibarsi di sensazioni positive.
Diamo troppo per scontato il fatto che abbiamo dei sensi (chi 5, chi più e chi meno) da sfruttare, tanto che spesso li utilizziamo come "mezzo" e mai come "fine" precludendoci tante sensazioni positive che potrebbero farci stare meglio. Un esempio molto facile per rendersene conto è andare in un bosco, chiudere gli occhi e ascoltarne la voce, annusarne gli odori, farsi attraversare dal suo "essere bosco": sensazioni bellissime, spesso completamente sconosciute o dimenticate, che appagano l'udito, l'olfatto, l'anima. Allora ho iniziato ad andare alla ricerca dei sensi perduti, cercando il cibo che li potesse risvegliare e far rivivere, per meglio raggiungere lo spirito.
Dopo aver fatto un buon lavoro con il gusto (lavoro iniziato 5 kg fa ed eseguito anche troppo bene) e avere da tempo accontentato il mio udito con buona musica (che alcuni amici chiamano rumore), siamo alla fase olfattiva. Ed è in questa fase che ho scoperto l'esistenza delle essenze.
Come tutte le cose nuove, è stato interessante capire le proprietà e l'uso di quelle boccettine colorate e profumate che ho visto spesso, soprattutto capire a cosa serviva quell'attrezzo formato da due recipienti tondi messi l'uno sopra l'altro, con quello inferiore forato (ho sempre pensato che fosse un portacandele, anche se il funzionamento mi lasciava perplesso) chiamato "diffusore".
Vediamo allora di capire un po'meglio cosa sono le essenze e come possiamo utilizzarle.
Le essenze aromatiche sono composte al 100% da oli essenziali puri che possono essere anche usati per l'aromaterapia, scienza antica di 4000 anni, che si basa sul potere curativo degli aromi delle piante.
Gli oli essenziali sono l'anima delle piante: contengono tutte le proprietà aromatiche e terapeutiche che aiutano il corpo a rinforzare il suo sistema immunitario e ad equilibrarlo psicologicamente e fisicamente, e possono essere inalati direttamente.
Numerosi studi hanno dimostrato che, attraverso l'inalazione, la stimolazione aromatica agisce principalmente sul sistema nervoso, con immediati e positivi effetti sullo stato d'animo e conseguenti grandi benefici a livello fisico.
L'inalazione di certi aromi naturali aumenta la concentrazione e l'efficienza, riduce la stanchezza ed è altrettanto tonificante quanto la caffeina contenuta in una tazza di caffè, senza nuocere alla salute.
Per l'uso: si può impiegare il diffusore (l'oggetto strano di cui ho fatto cenno prima che è solitamente composto da un piccolo vasetto portacandela sul quale mettere un secondo vasetto che contiene acqua con alcune gocce di essenza, per farne spandere delicatamente il profumo in tutta la stanza), oppure possono essere messe direttamente nel deumidificatore dei caloriferi o delle stufe (d'inverno, poiché d'estate penso che abbiate i termosifoni spenti).

I sensi, gli odori, le essenze, l'estasi...
Come per ogni cosa, però, ci vuole moderazione: eccedere nell'uso di essenze, ad esempio versandone più di qualche goccia, vuol dire impestarne l'aria, cosa questa che si rivela non piacevole, anzi abbastanza disgustosa; ve lo assicura uno che ha fatto un viaggio di 500 Km in macchina dopo averci (per errore) rovesciato dentro parte di un vasetto di essenze.
Eccovi ora un breve riassunto di alcune delle proprietà terapeutiche delle principali essenze in commercio:
o basilico: affaticamento nervoso, superlavoro intellettuale, insonnia nervosa. Rinfresca lo spirito, aumenta la concentrazione ed i riflessi.
o rosmarino: debolezza generale, superlavoro fisico e intellettuale, perdita della memoria, asma, emicranie. Aiuta a combattere la stanchezza.
o maggiorana: affaticamento generale, ansietà, insonnia, emicrania, affaticamento nervoso. Favorisce una maggiore stabilità psichica.
o menta: affaticamento generale, dolori gastrici, gonfiori del ventre, emicrania, asma. Favorisce la digestione e agisce contro la nausea.
o geranio: astenia, nevralgia. Rilassante, antiemicranico.
o citronella: debolezza, affaticamento. Contro gli insetti nocivi.
o limone: infezioni, astenia, inappetenza, reumatismi, iperacidità gastrica, ipertensione, varici, asma, bronchiti. Rinfrescante, diuretico, disinfettante.
o arancio: depressione, ansia, nervosismo, insonnia.
o eucalipto: Affezioni delle vie respiratorie, reumatismi. Fa scendere la febbre, aiuta a superare gli attacchi d'asma e le allergie, protegge contro gli insetti.
È ovvio che queste essenze possono essere utilizzate anche in diverse combinazioni sia per beneficiare delle diverse proprietà (anche se penso che un mix non sia la soluzione di tutti i problemi), che per creare dei nuovi aromi personalizzati.
È altrettanto ovvio che anche nelle Botteghe del Mondo potete trovare questi prodotti con i loro vari (per fogge, dimensioni, progetti e prezzi) diffusori.
A tale scopo vi ricordo alcune dei mix di essenze che potete trovare:
o lemongrass: è un'erba tropicale dall'aroma leggermente agrumato, che tiene lontani gli insetti;
o zen: per favorire i momenti di meditazione e di introspezione;
o oasi: il suo aroma accompagna dolcemente i momenti di rilassamento e di evasione;
o fiorile: per rinfrescare e purificare gli ambienti chiusi;
o ambra: per i momenti di creatività e di riflessione.
Il progetto a cui sono legate è condotto da "Sasha Association for Craft Producers": un'organizzazione di donne che in India coordina la produzione di oggetti di artigianato di una cinquantina di gruppi e quindici comunità di villaggio. La varietà dei prodotti è tale che essi vengono normalmente suddivisi in tre settori: oggettistica e strumenti musicali, tessili, abbigliamento ed accessori.
In particolare, la produzione di essenze è opera di un gruppo di donne riunite nella Ruro Agro Services Association (RASA) che produce anche cosmetici alle erbe, comprendenti oli da bagno e massaggio, creme per il viso, borotalco e shampoo. I prodotti di Rasa contengono esclusivamente ingredienti naturali di ottima qualità.

In conclusione, vi invito a iniziare un viaggio alla riscoperta dei sensi (magari trovandone anche un sesto o un settimo latenti) alimentandoli con il cibo che loro si addice e partendo, se volete, da qualcosa di "essenziale".

Alberto Mancini

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