Soldi zero, speranze deluse tante, ma esperienze e capacità da non gettare via. Eravamo un gruppo di ricercatori e giornalisti siciliani "fuori dal mercato", esperti di antimafia e immigrazione, occupati a fare inchieste e dotati di spirito critico, ma senza mezzi di comunicazione e fuori dagli "spazi ufficiali".
La soluzione: fare da soli!
Il primo marzo del 2000 nasce dunque terrelibere [www.terrelibere.it], che subito assume una chiara connotazione grazie alla divisione in sezioni (sud, antimafia, multinazionali...) e che nei mesi successivi si arricchisce di mostre fotografiche a scorrimento automatico (dedicate per esempio ad Albania, Sicilia, Guatemala); di filmati multimediali (tra gli altri, una ricostruzione virtuale della festa catanese di Sant'Agata); di cartoline elettroniche a sfondo politico/sociale che possono essere immediatamente spedite per sensibilizzare o promuovere campagne; di archivio di ricerca per parola chiave, che ormai contiene migliaia di pagine di documenti messi gratuitamente a disposizione di chiunque; di terrelab, il laboratorio dedicato alla web-art ed allo studio/sperimentazione di immagini, grafica, suoni; di radioterrelibere, una web-radio ascoltabile in real audio.
Sono state poi prodotte importanti ricerche: il Plan Colombia, la Storia del movimento antimafia, l'inchiesta Benetton, e quella sulla mafia a Sigonella.
È nata quindi una rete di contatti da ogni angolo di Italia ed una redazione coordinata dalla Sicilia, ma costituita in prevalenza da giovani siciliani sparsi in varie parti del mondo (Kosovo, Colombia...).
Una ricchezza in più, che ci permette di affrontare temi come l'immigrazione da un'angolatura più complessa del solito. Un esempio tipico è la questione della prostituzione colombiana, analizzata tramite un articolato piano di ricerca, sia dal punto di vista di partenza (il distretto di Buenaventura) che di arrivo (il quartiere catanese di San Berillo).
Infine, due parole sulla rete.
Quella che 400 giorni fa ci sembrava una soluzione di ripiego oggi si rivela uno strumento potente: costi bassi (in tal modo, il fatto di essere perennemente senza soldi non ci penalizza, e ce ne infischiamo di pubblicità e contributi e non abbiamo avuto bisogno nemmeno di avviare la classica sottoscrizione); possibilità di sperimentare nuovi linguaggi; zero limiti di spazio (pubblichiamo a piacimento articoli come libri) e facilità di consultazione, grazie ad un efficace motore di ricerca interno che permette rapide indagini ai visitatori.
Ad un anno di distanza i contatti si sono moltiplicati ed oggi sono circa mille al mese. E nonostante la voluta assenza di contributi pubblici e sponsor privati, è stato creato uno spazio importante per giovani ricercatori, particolarmente apprezzato, come testimoniano le visite in costante aumento e soprattutto il feedback di richieste, suggerimenti, proposte.
Il progetto prosegue ora mantenendo la sua scelta rigorosa di indipendenza ed autonomia e consolidandosi nella ricerca di nuovi collaboratori, maggiori spazi ed ancora altre forme di comunicazione.
Antonello Mangano
(a.mangano@terrelibere.it)