Boicotta danone!
La Danone, grazie a una strategia di graduale chiusura degli stabilimenti meno redditizi e l'accorpamento di quelli piccoli, minaccia in Francia una ristrutturazione che porterà a 1.780 licenziamenti.
Analoghi tagli sono previsti anche per gli stabilimenti italiani.
Già nel giugno 1998 si era aperto un grave scontro in Francia in occasione della ristrutturazione dello stabilimento di Sant-Meloin, nonostante nel 1996 e nel 1997 la Danone avesse firmato col sindacato internazionale due accordi che la impegnavano a informare i sindacati ed a concordare con essi i piani di ristrutturazione.
Per di più, in coincidenza perfetta con la Danone, la Marks and Spencer ha deciso a sorpresa la chiusura di tutti i suoi diciotto grandi magazzini in Francia entro la fine del 2001, così che altre 1.700 persone perderanno il posto di lavoro.
Lo stesso Lionel Jospin ha condannato l'irresponsabilità sociale mostrata dai due gruppi.
Il primo appello al boicottaggio dei celebri yogurt e degli altri popolari prodotti della Danone è stato lanciato dalle maestranze licenziate negli stabilimenti di Ris-Orangis e Calais, con il sostegno della C.G.T., (Confédéeration Générale des Travailleurs), e di altri sindacati."Sappiamo che lo sciopero e l'occupazione non sono armi sufficienti", spiega Nicole Piérié, delegata della C.G.T., "Per questo abbiamo pensato al boicottaggio. Bisogna che Danone capisca che non è niente senza i lavoratori francesi".
Visitate www.transnationale.org, sito in francese sul passato della Danone
[...] Per i dirigenti di queste imprese, ciò che importa prima di tutto è "creare valore per l'azionariato", avendo per obiettivo l'aumento continuo dei profitti. In questo quadro, la norma, quanto a redditività del capitale, deve essere a due cifre. Purtroppo, quella del ramo biscotti di Danone raggiunge "solo" il 7,9%, contro più del 12 per le bevande.
Mentre la crescita dell'economia si aggira intorno al 3%, un tale aumento dei profitti è semplicemente il segnale di una distorsione nella redistribuzione dei redditi. I profitti possono crescere a questa maniera perché la quota dei salari, nel valore aggiunto (la ricchezza creata dalle imprese) non fa che calare.
Attac non può che denunciare l'atteggiamento di Danone, multinazionale francese in piena salute, che distrugge la vita di quelli che hanno contribuito ai profitti record annunciati nel 2000.
Ed è tanto più inammissibile che il gruppo Danone ottenga dal Dipartimento 91 e dalla Regione Ile-de-France sovvenzioni per la costruzione di un centro mondiale per la ricerca e lo sviluppo a Saclay.
[...] Attac ha deciso di aderire all'appello al boicottaggio dei prodotti Danone lanciato dai salariati delle imprese di Calais e di Ris-Orangis e incita tutti i suoi comitati e gruppi locali e aderenti a mobilitarsi e a sensibilizzare i concittadini nei luoghi di vendita.
[da Attac-Francia, Danone, Marks & Spencer: i misfatti della logica finanziaria]
I Prodotti della Danone
ACQUE MINERALI
Un'idea
Dal sito di Indymedia Francia (www.france.indymedia.org): usare i numeri verdi della multinazionale per recapitare messaggi di protesta contro i licenziamenti. I numeri verdi si trovano sull'etichetta di ogni prodotto Danone. Però, non comprate i prodotti per leggere i numeri, ma andate al supermercato e appuntateveli su un foglio di carta.
Chi è la Danone
Multinazionale alimentare di origine francese, il Gruppo Danone è presente oggi in 27 paesi.
Sorta nei primi anni Sessanta come produttrice di contenitori di vetro, nel giro di una quindicina di anni è divenuta una dei colossi mondiali dell'alimentare e delle bevande.
La proprietà del gruppo è frammentata fra oltre 140 mila azionisti, i principali dei quali sono i banchieri Lazard, la famiglia Agnelli e la società di assicurazione Axa.
La produzione del gruppo Danone è costituita da: latticini e prodotti freschi - settore in cui è leader mondiale -, acque e altre bevande, biscotti, pasta, salsa, contenitori in vetro.
Negli ultimi anni è diventata leader nelle acque minerali negli Stati Uniti [secondo operatore dopo la Nestlè], in Argentina, in Cina e in Indonesia.
Nel marzo dello scorso anno ha lanciato, insieme alla Nestlè, il primo supermercato on-line per i prodotti di largo consumo delle due aziende.
Ha un accordo strategico mondiale con Coca-Cola per la produzione e la commercializzazione di succhi di frutta.
In Italia Danone opera attraverso varie società: Danone, Galbani, Gelaz, Italaquae, Saiwa, Sorgente Santagata, Birra Peroni.
Danone fa parte di EuropaBio, un'associazione che raggruppa le industrie con interessi nel settore delle biotecnologie, il cui scopo è di intervenire a tutti i livelli per legittimarne l'impiego.
[da CNMS, Guida al consumo critico]
a cura di Marco Pieroni
Le brutte sorprese...
Dovreste vederlo, il laboratorio da cui escono gli ovuli di plastica della Kinder Ferrero coi pinguini, le farfalline e le macchinine che piacciono tanto ai nostri piccini.
Immaginatevi una grande fabbrica sgangherata e pericolante sulla strada che solca Pankota, un paese agricolo vicino a Timisoara, in Romania. Aprite una porta e vedrete, nel loculo di due metri per due, riscaldate da una vetusta stufa a legna, quattro persone lavorare a cottimo, a ritmi da far spavento, manovrando certe macchinette punzonatrici che se ci lasci sotto un dito, addio...
È questo il modello suggerito dagli industriali trevisani che andranno a celebrare l'inizio dell'anno produttivo a Timisoara? Per carità, l'"obiettivo competitività" è stato raggiunto. Alla grande. Non c'è Cina, India o Gabon che ti offrano, come la Romania, gli spazi, le lusinghe fiscali, le operaie disposte a lavorare a cottimo in topaie come quella di Pankota per 170 mila lire italiane mensili, a un'ora di volo dal Nordest.
(da un articolo di Gian Antonio Stella - Corriere della Sera)
In questa surreale quanto vera descrizione del giornalista si trovano le ragioni per inviare una lettera-monito alla Kinder-Ferrero, che troverete sul sito: www.promiseland.it
Segnaliamo questo caso perché colpiti dall'insolita pacatezza con cui, in questa lettera, chiunque vorrà spedirla, può avvertire "l'ignara" Ferrero che ci sono persone costrette a lavorare 12/14 ore al giorno, per produrre almeno 1.000 sorpresine, in stanze pericolanti e senza poter dire nulla!
Anche il più convinto dei moderati, che non vuole mai prendere posizione, non potrà resistere...
Boicottaggio Nestlé
"Ogni giorno 4.000 bambini nel Sud del Mondo muoiono a causa dell'uso improprio
del latte in polvere
"
(dichiarazione del Direttore esecutivo dell'UNICEF, James Grant)
Per tutti questi, ma anche per chi da anni segue con interesse il confronto tra la società civile e il colosso dell'industria alimentare, la Segreteria Nazionale della Rete Italiana Boicottaggio Nestlé (Ribn) ha recentemente lanciato una campagna nazionale di tesseramento, per diffondere i contenuti del boicottaggio, ottenere un maggior coinvolgimento delle realtà locali e, non ultimo, ricavare fondi destinati ad un'azione sempre più diffusa ed incisiva.
Ai soci, che come organizzazioni nazionali, locali o in qualità di singoli cittadini aderiranno, con quote di 10, 50 o 100 mila lire l'anno, Ribn invierà trimestralmente un foglio di aggiornamento sullo stato della campagna di boicottaggio, con notizie sulle violazioni del codice di condotta, sull'allattamento al seno, sugli aggiornamenti sulla multinazionale elvetica e sulla cronaca di tutte le azioni intraprese localmente dai singoli gruppi aderenti alla Ribn.
Ribn ha predisposto anche il nuovo dossier sulla Campagna e un nuovo modulo per la raccolta delle firme, che verranno consegnate annualmente ai Ministri della Sanità e della Solidarietà Sociale in versione cartacea e/o elettronica.
Per ulteriori informazioni, richiesta moduli adesione e/o firma o altra documentazione disponibile potete contattare:
Rete Italiana Boicottaggio Nestlé,
c/o Casale del Podere Rosa, Roma
fax: 06 8270876
e-mail: ribn@yahoo.com
a cura di Lorena Campos
La Rete Italiana Boicottaggio Nestlé
(RIBN) aderisce all'International Nestlé Boycott Committee (I.N.B.C.) di Cambridge e si coordina con l'International Baby Food Action Network (I.B.F.A.N.) di Penang, una rete di oltre 140 organizzazioni che lavora in più di 70 paesi per il miglioramento della salute e dell'alimentazione dei lattanti e che da anni conduce un'azione di verifica sul rispetto del Codice Internazionale di Condotta Oms/Unicef 1981 sulla commercializzazione e vendita dei derivati del latte materno.
Per dire no al profitto a scapito delle persone..
Alla protesta si sono subito associati parecchi sindaci di sinistra, che metteranno al bando i prodotti Danone dalle mense - innanzitutto quelle scolastiche - sotto loro controllo.
Robert Hue, leader comunista, è andato oltre: in aggiunta al boicottaggio ha preannunciato una proposta di legge in base alla quale i gruppi che, come la Danone, hanno beneficiato di fondi pubblici, dovranno restituirli fino all'ultimo centesimo in caso di licenziamenti.
Gli industriali francesi hanno risposto invocando il "principio di non ingerenza" e chiedendo al governo Jospin di "smetterla di intervenire nelle contese industriali", appoggiando il boicottaggio lanciato dai lavoratori dello stabilimento di Calais e adottato da Attac.
- Ferrarrelle
- Igea
- Antica Fonte
- Boario
- Fausta
- Vita
YOGURT E AFFINI
- Yogurt Danone
- Vitasnella
- Actimel
- Danito
- Danette
BISCOTTI E AFFINI (Saiwa)
- Ritz
- Oro Saiwa
- Oro Ciok
- Crackers Premium Saiwa
- Cipster
- Biscotti Tuc
- Pansaiwa
- Urrà
- Biscotti Vitasnella
- Dolcezze del mondo
- Le Frolle
- Wafer Saiwa
ALTRI PRODOTTI (gruppo Galbani)
- Vallelata Galbani
- Mozzarella Santa Lucia
- Galbanino
- Bel Paese
- Certosa
- Biscotti Prince
degli ovetti Kinder
La società Nestlé, primo produttore mondiale di latte in polvere, ha violato e viola ripetutamente il Codice Internazionale di Condotta OMS/UNICEF sulla commercializzazione e vendita dei derivati del latte materno. Secondo i dati dell'UNICEF le violazioni compiute da Nestlé e da altre grandi imprese del settore, soprattutto nei paesi del Sud del mondo, provocano, ogni anno, la morte di un milione e mezzo di neonati.
Nonostante queste cifre, c'è sempre qualche diffidente che pensa siano tutte paranoie; c'è anche qualche disinformato che crede sia tutta una manovra dei concorrenti della Nestlé (come se ne avesse...); o c'è qualche rassegnato che crede sia un problema troppo grande e troppo consolidato per superarlo.
Campagna nazionale di tesseramento