Consorzio CTM Altromercato
Nei giorni 30 giugno e 1 luglio scorsi si è tenuta a Roma l'assemblea soci del consorzio Ctm Altromercato, alla quale hanno partecipato 57 Botteghe del Mondo (di cui 8 con delega), 110 persone provenienti da tutta Italia e 11 Botteghe del Mondo non socie. Durante l'assemblea si è discusso dell'attuazione del piano "Per un'economia responsabile", della partecipazione alla conferenza IFAT, delle iniziative della rete Lilliput per il G8 a Genova, del ruolo di Ctm Altromercato, nonché è stato eletto il nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio. Nel prossimo mese di ottobre si svolgerà una ulteriore assemblea che avrà come oggetto l'approvazione del bilancio 2000-2001 e che sarà organizzata in modo tale da aumentare la qualità della partecipazione dei soci attraverso, per esempio, lavori di gruppo e modalità più coinvolgenti per i partecipanti.
www.altromercato.it

Conferenza IFAT
Dal 9 al 16 giugno scorsi ad Arusha (Tanzania) si è svolta la conferenza IFAT (International Federation of Alternative Trade), avente per tema "The Fair Trade Difference: People, Partnership and Principles". I temi trattati sono stati i valori distintivi del commercio equo e solidale, le possibili strategie per la sua espansione nel mondo e le possibili collaborazioni tra le diverse associazioni aderenti a IFAT, tra cui Ctm Altromercato, al fine di promuovere il commercio equo. www.ifat.org

Tuttaunaltracosa
La settima edizione della fiera nazionale del commercio equo e solidale, organizzata dalla Associazione Botteghe del Mondo, si è svolta a Genova dal 15 al 17 giugno scorsi. Oltre che di un viaggio attraverso gli 80 stand di presentazione dei progetti di commercio equo e di vendita dei prodotti dal Sud del mondo, è stata l'occasione per discutere di molti temi di carattere sociale, tra i quali ha rivestito il ruolo principale quello degli effetti dell'attuale processo di globalizzazione sull'ambiente e sulla distribuzione della ricchezza. Tra i moderatori dei forum di discussione erano presenti Anna Pizzo e Pierluigi Sullo (Carta) e Miriam Giovanzana (Altreconomia). www.assobdm.it

Insieme a CTM Altromercato
Rigoberta Menchù, premio Nobel per la pace, in un incontro informale a quattr'occhi con Ctm a Bolzano lo scorso giugno, ha firmato la sua testimonianza di appoggio al Consorzio Ctm Altromercato con queste parole: "Ademàs que vender un producto compartimos un proyecto. Mil y miles de artesanos del Sur y voluntarios de las tiendas del Mundo para una red de comercio justo y solidario." (Più che vendere un prodotto condividiamo l'idea. Migliaia e migliaia di artigani e volontari delle Botteghe del mondo per una rete di commercio equo e solidale).

Provate l'aroma del caffè geneticamente modificato...
L'associazione ActionAid ha lanciato una campagna contro la prosecuzione delle ricerche, attualmente in corso, per sviluppare caffè geneticamente modificato. Attualmente il 70% del caffè commercializzato nel mondo è prodotto in fattorie di piccole dimensioni. Il caffè GM in fase di sviluppo potrà incrementare i profitti delle grandi multinazionali, portando fuori mercato le piccole fattorie, che rischierebbero di venire inglobate, assieme ai lavoratori, dalle grandi aziende. Per maggiori informazioni: www.actionaid.org.

Succhi di frutta
Sono arrivati in Gran Bretagna i primi succhi di frutta a marchio Fairtrade. I succhi sono prodotti a Cuba e vengono commercializzati in colorate confezioni da un litro recanti immagini legate ai luoghi di provenienza. I lavoratori coinvolti nella produzione ricevono, oltre ad un salario "equo", anche un premio sociale da usare a beneficio dell'intera comunità, che fa parte della Cubàs Association of Small Farmers; quest'ultima rappresenta numerose fattorie di piccole dimensioni e cooperative di agricoltori cubani. http://www.fairtrade.org.uk/fc-sum01.htm

Quindici giorni di commercio equo
Dal 5 al 18 Marzo scorsi la Gran Bretagna si sono tenute due settimane di promozione del commercio equo e solidale, aventi lo scopo di aumentare la diffusione dei prodotti e, soprattutto della filosofia che sta alla base del CES, tra i consumatori inglesi. L'iniziativa, supportata da numerose associazioni, ha visto la collaborazione delle principali catene di distribuzione del regno unito, tra le quali Sainsbury's, Tesco e Safeway. I metodi utilizzati sono stati l'allestimento di stand con prodotti del CES (più di 700 nei supermercati e oltre 1000 per le strade), nonché l'organizzazione di momenti di incontro e discussione sul tema del commercio. Il risultato di questo tipo di azioni sembra decisamente positivo, come testimonia una ricerca condotta in Gran Bretagna alla fine di marzo 2001 secondo la quale un inglese su cinque riconosce il marchio Fairtrade, il doppio rispetto all'anno precedente. http://www.fairtrade.org.uk/

a cura di Gianluca Gigliucci

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La natura nell'agricoltura
Brevi cenni alle coltivazioni biologiche (quelle che rispettano l'ambiente)

Recentemente, in un paesino del centro della Francia, sono rimasto colpito dal fatto che, nel giardino dietro al ristorante dove ho cenato, ci fosse un piccolo appezzamento dove erano piantate le spezie che avevano esaltato i piatti da me appena gustati. La profonda genuinità della cosa, la produzione e il consumo di un ottimo prodotto naturale e senza sostanze aggiunte mi hanno davvero colpito. In un mondo globalizzato e multimediatico, ipertecnologico ed evoluto per tutti i gusti, trovare questi piccoli gioielli di genuinità è affascinante. Da qui è partita una piccola ricerca su quella che io ritengo agricoltura autentica, cioè quella biologica.

L'agricoltura biologica, o agricoltura organica (come si dice nei paesi anglosassoni), coincide con una pratica agricola che ammette solo l'impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze chimiche sintetizzate dall'uomo. L'agricoltura può quindi essere definita "biologica" dal suo apparire, risalente a circa 10.000 anni fa, fino a metà del secolo scorso. Solo negli ultimi centocinquanta anni, sotto l'impulso degli studi del barone Justus von Liebig, le sostanze chimiche di sintesi fanno la loro comparsa in campo agricolo. L'agricoltura biologica non è quindi una moda recente, propugnata da ecologisti fanatici, ma una pratica tradizionale che ha permesso la sopravvivenza e lo sviluppo dell'umanità per decine di millenni. In agricoltura biologica si utilizzano pratiche agricole tradizionali che mantengono ancora la loro validità, ma si fa anche largo ricorso a nuove discipline a nostra disposizione. I manuali distinguono l'agricoltura biologica in 3 settori principali:

La legge riconosce come produzione biologica quella ottenuta dalla semina di prodotti su appezzamenti di terreno che soddisfino da almeno 2 o 3 anni i requisiti fondamentali prima richiamati, sostanzialmente riconducibili ad una grande attenzione a cosa viene utilizzato per concimare o bonificare i terreni, alimentare le coltivazioni e difenderle da parassiti. Se queste condizioni vengono soddisfatte, il prodotto è riconosciuto come biologico e viene dato il permesso di registrare la classificazione sulla confezione (la base di questa regolamentazione è il Reg. CEE no 2092/91).
Il biologico sembra quindi coincidere, romanticamente, col lasciare che la natura faccia il suo corso. Coincide poi con la coscienza di non introdurre sostanze nocive all'interno del nostro corpo e col rispetto delle tradizioni, che sono anche la base della nostra cultura. E biologico significa - bene supremo - il sacrale rispetto che dobbiamo alla terra intesa come tale. Eccoci allora a proporvi alcuni prodotti biologici (ma solo alcuni) presenti nelle Botteghe del Mondo. Tè Indiano: tè nero BOPF (tè di prima foglia, ma di raccolta più tarda), BOPF aromatizzato al mango o ai frutti di bosco, a cui è associato il progetto relativo ad una piantagione di tè biologico ad Oothu, nei giardini di Manimuttur, nella zona meridionale dell'India. La terra appartiene alla Bombay Burmah Trading Corporation (BBTC), una ditta indiana che possiede tremila ettari coltivati a té. BBTC dà un valore tutto speciale ai programmi sociali e favorisce la partecipazione diretta dei lavoratori alle decisioni riguardanti il processo produttivo. Nella zona di Oothu abitano circa 1.200 persone, tra cui 500 contadini e 250 lavoratori occasionali. Ci sono 200 case, due asili, due scuole elementari statali, una farmacia, un centro di primo soccorso e un ospedale nella piantagione vicina, dove lavorano stabilmente due medici. La politica di BBTC è quella di creare buone condizioni di vita per i lavoratori, e non ci sono differenze di retribuzione tra donne e uomini. Per stimolare l'interesse al proprio lavoro, BBTC organizza una serie di "gite educative" per i propri dipendenti, che possono visitare altre piantagioni e confrontarsi sulle differenze osservate. La ditta, infine, finanzia diversi eventi culturali. Tè dello Sri Lanka: tè nero Bio Pekoe (tè di seconda foglia, meno pregiato), Bio BOP (tè di prima foglia, più pregiato), Bio Bopf, Bio BOPF Earl Grey (aromatizzato al bergamotto secondo la ricetta classica), tè verde (non subisce fermentazione durante la lavorazione). La raccolta, la lavorazione ed il confezionamento sono effettuati con metodi completamente manuali da gruppi di donne dello Sri Lanka, all'interno del progetto Stassen Natural Food, che ha come obiettivi principali il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori delle piantagioni di tè e lo sviluppo dell'agricoltura biologica. Caffè Uciri: caffè messicano. Secondo la tradizione indigena, la terra non è un'entità estranea da sfruttare il più possibile, ma una pacha mama, una Madre Terra da rispettare perché da essa dipendono la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future. Per questo Uciri sceglie di non utilizzare pesticidi, erbicidi o fertilizzanti chimici. E ancora, potete trovare: caffè miscela-bio, tè Darjeeling, infuso Rooibos, miele Flor de Campanilla, zucchero Dulcita, cacao El Ceibo, Quinoa, cioccolato Mascao, noci Paranuts, etc. è a noi consumatori più o meno liberi e critici che resta la scelta di ciò che di buono vogliamo per noi e per la nostra natura.

a cura di Alberto Mancini

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