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Pensieri randagi

In principio si chiamavano profughi. Man mano che il loro numero è aumentato, così come la loro provenienza, sono diventati via via albanesi, kurdi, kossovari, cinesi...
Finché qualcuno in l'Italia ha deciso di sentirli come un problema (e, più che altro, una minaccia, se non altro perché insistevano un po' troppo a speronare le motovedette della Finanza), ed ecco che subito i TG hanno cominciato a chiamarli "clandestini", cioè illegali. E quindi a legare tout court le loro tristi sorti ai peggiori crimini: spaccio, sfruttamento della prostituzione, contrabbando.
Come si dice, "cornuti e mazzolati".
Quale meraviglia, quindi, quando i TG di fine luglio riportavano la notizia di alcune centinaia di "cristiani" affondati nel lontano Oriente a bordo di una delle solite barche della disperazione!
E mi sono detto "Meraviglia degli effetti del Giubileo! Non riuscirà - come da qualcuno sperato - a sfoltire i palcoscenici televisivi dalla solida processione di tette e culi in mostra, ma finalmente un po' di sana pietà...".
Già sono sfigati e miseri, povericristi: chiamarli "cristiani" è almeno un segno di compassione, un modo per sentirseli meno alieni e lontani... Un po' come si faceva un tempo, quando anima, cristiano e persona erano sinonimi intercambiabili. Finalmente una assimilazione compassionevole...
Poi, mi sono informato meglio, e "purtroppo" erano davvero cristiani: scappavano dalle persecuzioni islamiche (cosa accettabile, scappare dalla fame è una cosa così poco elegante...) e perciò avevano quindi qualche merito in più rispetto tutti gli altri che si affacciano alle nostre coste (oltre all'innegabile buon gusto di affondare così lontano dall'Italia da non costituire minaccia).

E poi il Giubileo è tracimato su tutta l'estate!
Motociclisti, con ogni probabilità perché no, pure i carpentieri, quelli che si chiamano Alfio, i genitori dei preti, i preti e chi più ne ha più ne metta, tutti hanno avuto il loro giorno nel Giubileo!
Beh, proprio tutti no...
Non mi risulta ci sia stata la giornata giubilare dei mancini (e questo mi riguarda personalmente) e soprattutto nessuno ha voluto che ci fosse una giornata giubilare degli omosessuali.
Anzi, quando si sono accorti che l'annuale parata del Gay Pride si sarebbe svolta proprio a Roma nell'anno del Giubileo... apriti cielo!
Grida di scandalo, provocazione bella ma non buona! Rutelli, non ancora candidato dell'ulivo, subito a togliere patrocini e poi a ristabilirli. Il presidente del coniglio Amato a lamentarsi che purtroppo abbiamo una Costituzione che impedisce di proibire la libera manifestazione delle proprie pacifiche idee...
E su tutti, la Chiesa, o meglio - cioè peggio - il Vaticano.
"Aprite le porte a Cristo" è un conto, pensare che Cristo apra le porte a chiunque, è oggettivamente un po' troppo...
Il papa in persona ha parlato di grave offesa recata alla città di Roma.
Ora, secondo me, c'è qualcosa che non torna. Lasciamo perdere il dato evidente, cioè che il povero Cristo per tutta la sua vita pubblica ha accettato, e cercato, la compagnia di pezzenti, prostitute e peccatori vari... gradendo peraltro poco la frequentazione con la gente ammodino e con i potenti. Si dirà, ovvi atteggiamenti da giovane contestatore: avesse raggiunto un'età più ragguardevole, probabilmente avrebbe rivisto le sue strategie comunicative, e le sue frequentazioni...
Ma mettiamo pure che Gesù sia fuori moda, ed i suoi modi poco efficaci rispetto a tutti i problemi che la Chiesa deve affrontare ora.
Quello che non mi torna, è che ho sempre creduto che la Chiesa condannasse non la persona omosessuale ma l'atto omosessuale.
Probabilmente una distinzione di lana caprina, ma comunque quantomeno un modo elegante per non commettere gli errori del passato quando per combattere l'eresia - diritto di ogni religione - si ricorreva al metodo semplificato di condannare gli eretici (al rogo, vero e proprio un tempo, ora solo sociale - in attesa di tempi migliori?).
Qualcuno mi deve spiegare come fa un corteo colorato a diventare un atto sessuale (così magari ricomincio a marciare anch'io!).
Ma colmo dei colmi, l'episcopato italiano, capitanato da "rovina Ruini", ha fatto pervenire nelle mani del CCD un video di altre parate gay, piene di provocazioni, e personcine buffe travestite da improbabili suore e preti...
Buffo stile... Un po' come se Leone I, anziché incontrare Attila, si fosse limitato a far circolare la voce - questa peraltro vera - secondo la quale Attila era un tantino barbaro, e troppo dedito ad infilarsi le dita nel naso per venire a marciare libero ed orgoglioso in Italia...

Sfigati sono, ma purtroppo per loro non povericristi. Per questo, il buffo Biffi, con il canonico eccesso di zero morale, in una lettera pastorale ha suggerito ai governi europei di selezionare gli immigrati che bussano alle nostre porte in base alla loro religione. In fondo, si sa, i filippini, oltre ad essere docili cattolici sono pure bravi domestici...
E poi i latinoamericani, sempre cattolici, e così carini e solari. Specie ora che arrivano in Europa per una sana fame, e senza troppi marxismi nel capino...
Questo - parole di Biffi - non per far felice la Chiesa, che anzi ama e cerca di convertire tutti, ma per rispettare le radici culturali ed il diritto di famiglia europei.
Perché la Chiesa ha i suoi principî, ed il lavoro sporco lo affida sempre a qualcun altro. Il cretino di turno. In questo caso l'Europa. Il cui diritto di famiglia dal punto di vista della Chiesa è parecchio storto (matrimonio agli omosessuali?????), ma almeno finché serve ad arginare l'invasione islamica...

Bau VII

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