EDITORIALE
- Nuovo pensiero indio
IN MOVIMENTO
- Campagna Acquisti Trasparenti
- Smobilitebio
- Emergency
DIETRO IL DOLCE CIOCCOLATO
LA SFIDA DEL CE&S
OBIETTIVO MONDO
- Africa. Un continente alla ricerca di sè
DOSSIER RISVEGLIO INDIO
- Olocausto Maya
- L'irriducibile alterità
- Chiapas, La Realidad
- Levantamiento!
- La lotta dei Mapuche
- Intervista a mons. Ruiz
L'APPELLO
L'ANIMA DEL MERCATO
- Equoflash
- Equoshopping
PENSIERI RANDAGI
LETTURE
- Nigrizia
- I coralli sono morti
VOCI
- Erri De Luca
SUONI & VISIONI
- Madredeus
- Garage Olimpo

Home
Contattateci

EQUOFLASH

Fiocco Rosa su Internet.
L'Associazione Botteghe del Mondo, che riunisce le Botteghe italiane del Commercio Equo e Solidale, ha annunciato la nascita del proprio sito web. L'indirizzo è www.assobdm.it e comunica la propria disponibilità ad inserire link e a recepire consigli e segnalazioni.

Caffè Equo negli USA!
Uno dei maggiori leader nel settore dei servizi di bar e caffetterie degli Stati Uniti ha deciso di inserire caffè equo e solidale, garantito dal marchio Transfair (sezione statunitense), in duemila punti vendita. Il caffè proviene da gruppi di produttori del Nicaragua e del Guatemala. Si tratta senza dubbio di un importante successo commerciale che certamente aumenterà i volumi di vendita ed esportazione dei gruppi coinvolti.
Maggiori informazioni possono essere reperite all'indirizzo:
www.transfairusa.org

Buone notizie per il cacao?
Secondo una notizia ANSA il commissario europeo Fischler, rispondendo ad una interrogazione del capogruppo italiano del PSE, ha dichiarato che la Commissione Europea si impegnerà a favorire l'introduzione di un marchio di qualità per il cioccolato senza grassi vegetali.

Per saperne di più.
E' uscito un breve testo di approfondimento sul caffè, realizzato da Transfair Italia, Cospe con la collaborazione della cooperativa Amandola. Si tratta di 32 pagine dedicate al percorso del caffè dal titolo "Dal chicco di Caffè alla tazzina…senza passare per la borsa di New York". L'opuscolo contiene dati, vignette e informazioni utili a formare e informare sul caffè e sulle possibilità aperte ai produttori dal Commercio Equo e Solidale e dal Mercato Equo.
Il prezzo di copertina è di £ 2.000.
Per ordinarlo è possibile contattare Transfair Italia, chiedendo di Tatjana: Tel 049 8750823
transfair@intercity.it

Una Carta Fondamentale
I capi di stato dell'Unione Europea durante il consiglio dei Ministri di Colonia (3-4 Giugno 1999) decisero che era giunto il momento, per l'Unione, di dotarsi di una Carta di Diritti Fondamentali. Venne allora costituito un organismo, chiamato Convention, formato da vari rappresentanti per ogni paese con il compito di scrivere una proposta di Carta di Diritti. La Convention ha cominciato a lavorare all'inizio di quest'anno, stilando una lista di diritti che potranno essere inclusi nella futura carta (diritti sia politici che civili, giudiziari, economici e sociali). La Carta proteggerà i diritti fondamentali di tutte le persone che vivono nell'Unione Europea e può diventare la "cornice etica" per le relazioni politiche e commerciali dell'Unione Europea con i paesi terzi.
La cooperativa Pangea di Roma, insieme ai suoi partner Setem (Spagna) e Cidac (Portogallo) e con la collaborazione di O'Pappece (Napoli), ha preparato una proposta sui diritti economici e sociali, basata sui principi del Commercio Equo e Solidale, da presentare alla Convention. In occasione, infatti, del viaggio di Estelle (il veliero del Commercio Equo che durante l'estate ha viaggiato per il Mediterraneo), queste organizzazioni hanno promosso una raccolta di firme a sostegno di tale proposta, che sono state inviate alla Convention insieme ai materiali della campagna "Il Commercio Equo e Solidale difende i diritti umani" che Pangea, Setem e Cidac hanno promosso insieme quest'anno.
Per informazioni: pangea@iol.it

Sempre più caffè equo nella Grande Distribuzione
Anche la catena Panorama apre al caffè equo e solidale. Grazie ad un accordo con Transfair Italia e Goppion Caffè di Treviso, infatti, è ora possibile acquistare nei punti vendita Panorama il caffè "Nativo", proveniente dai produttori di Chajul (Guatemala).
Ulteriori informazioni presso:
Goppion Caffè Tel 0422-490921.

a cura di Barbara Caleo

Top

I pro e i contro delle canne
Curiosità e considerazioni su origine e utilizzo dello zucchero per accompagnare le vostre dolci scelte

Ogni canna, così come ogni cosa, ha i suoi pro e i suoi contro: quella da pesca ammazza un po' di pesciolini (contro), ma permette di realizzare ottime grigliate (pro); quella di fucile ha tanti contro, per quelle dell'organo il pro e il contro dipende da chi ha in mano la tastiera. Poi ci sono le canne di bambù: tanto famose ma non so se no ho mai vista una per davvero; ci sono altre canne un po' discutibili i cui pro per alcuni sono dei contro per altri.
Ci sono poi delle canne molto dolci: quelle da zucchero. Per i contro penso al fatto che fanno venire la carie e, se utilizzate impropriamente, alterano il sapore di cibi e, soprattutto, bevande: amo infatti sentire i sapori veraci e quindi caffè, tè, tisane, etc. le preferisco amare o, meglio, naturali. Però lo zucchero ha anche dei bei pro: ad esempio è un componente fondamentale per la realizzazione di una bella e fresca Caipiroska. E allora viene il momento delle scelte importanti: canna o non canna?
In base a cosa fare la scelta? Così è nata una piccola ricerca su origini dello zucchero e relative curiosità.
Una prima considerazione è che, curiosando qua e là, mi sono accorto come il Vecchio Mondo abbia conosciuto solo di recente (alcuni secoli) tanti prodotti (buona parte dei quali "sfiziosi") che oggi usiamo quotidianamente e che riteniamo profondamente radicati nelle nostre tradizioni popolari.
Ho scoperto, infatti, che anche lo zucchero (come il caffè, il te, il cacao e tantissime spezie) è stato conosciuto ed è entrato nei costumi europei da qualche secolo, non di più (ma come si viveva in Europa un migliaio di anni fa?).
La canna da zucchero fu "addomesticata" per la prima volta in Nuova Guinea diversi millenni prima di Cristo. Da lì arrivò poi nelle Filippine, in India e in Indonesia.
La diffusione in Europa avviene intorno al 1100 in contemporanea con l'espansione araba nel nostro continente.
A quel tempo si ha notizia di coltivazioni di canna da zucchero in Sicilia, a Cipro, a Malta, in Marocco e Spagna (zona di Granada, dove ancora oggi esiste l'unica piantagione di canna da zucchero in Europa).
Ma la coltivazione della canna da zucchero richiede molta acqua e molto lavoro, perciò venne presto spostata nelle colonie, dove il clima subtropicale e l'abbondanza di manodopera a basso costo (schiavi) ne agevolò la coltivazione.
Lo zucchero di canna comincia a comparire sulle tavole delle famiglie europee nei primi anni del 1500.
Nel XIX secolo i maggiori produttori di zucchero di canna diventeranno il Brasile e Cuba. E' interessante a questo punto scoprire come l'importanza della canna diminuisca in funzione di fatti legati prevalentemente a motivi politici. Agl'inizi dell'800 Napoleone, e con lui la Francia, essendosi inimicato le potenze europee, non ebbe più accesso ai prodotti delle colonie, fra i quali, importante e apprezzato, lo zucchero.
Per tenersi buona la popolazione, fece avviare studi per cercare dolcificanti alternativi allo zucchero di canna. Le ricerche diedero ottimi frutti: gli scienziati scoprirono, infatti, che tutti i vegetali contengono "zuccheri", anche se in percentuali diverse tra loro.
Quando emerse che la barbabietola resisteva senza problemi al clima europeo, era facilmente coltivabile e conteneva un'alta percentuale di saccarosio agevolmente estraibile, la Francia investì moltissimo su questo prodotto.
Contemporaneamente si scoprì che il suo zucchero poteva esser utilizzato con successo anche per la conservazione della frutta (fino ad allora l'unico metodo era l'essiccatura, lunga e dispendiosa).
A questo punto, possiamo tutti facilmente capire come lo zucchero di barbabietola abbia soppiantato sia quello di canna che il miele usato come dolcificante.
Lo zucchero così come lo intendiamo noi è il saccarosio, un composto chimico della famiglia dei carboidrati, naturale e presente in tutte le piante verdi.
Particolarmente ricchi ne sono la canna da zucchero (15-25%) la radice della barbabietola (10-25%), il fusto del sorgo da zucchero ed il fusto dell'acero.
Lo zucchero raffinato (quello bianco, per intenderci) è energia pura. Se invece vogliamo energia con qualcosa in più (il qualcosa sono diversi sali minerali di cui l'organismo ha fame ogni giorno) dobbiamo dirigerci sullo zucchero grezzo (quello di colore ambrato).
Lo zucchero di canna che potete trovare nelle botteghe del mondo è lavorato artigianalmente nei cosiddetti mulini ed è 100% succo di canna concentrato. Le canne vengono raccolte, tagliate e spremute per mezzo di rulli fino ad estrarne il succo. Lo sciroppo denso così ottenuto viene prima fatto sedimentare e poi concentrato, facendo evaporare totalmente l'acqua.
Il prodotto finale, come abbiamo già detto, conserva gran parte dei sali minerali che invece vanno persi nella produzione dello zucchero bianco. Tra i vari minerali, i principali sono Calcio, Potassio e Magnesio.
Il colore scuro dello zucchero integrale è dovuto alla presenza di melassa e alla leggera caramellizzazione che avviene durante la lavorazione.
Lo zucchero che trovate in bottega proviene da due posti lontani tra di loro, ma uniti nel progetto che ne sostiene la produzione.
Lo zucchero Mascobado arriva dall'isola di Panay nelle Filippine ed è prodotto e confezionato da 2 cooperative di piccoli gruppi di produttori organizzati: Pitafa e Kamada.
L'attività, iniziata nel 1989 con un solo mulino per la spremitura, ha permesso di sostenere le microeconomie delle comunità rurali e delle periferie urbane più povere a sud di Manila, anche attraverso corsi di formazione e interventi sul territorio per migliorare le condizioni sociali (realizzazione di impianti d'illuminazione elettrica, fonti di approvvigionamento d'acqua e asfaltatura strade).
L'altro progetto è quello in corso con la cooperativa Copropac, in Ecuador. Da essa arriva in Europa lo zucchero Dulcita attraverso Mcch, un'organizzazione di circa 400 cooperative nata a sud di Quito, con l'obiettivo principale di migliorare i rapporti di scambio e di commercializzazione.
Attualmente Mcch impiega 85 persone e si occupa di coordinamento commerciale (acquista prodotti alimentari all'ingrosso pagando immediatamente e li rivende a prezzi equi alla propria rete di spacci in Ecuador e nel circuito del commercio equo e solidale in Europa), trasformazione di prodotti, turismo popolare (favorisce un turismo consapevole, attraverso la conoscenza della vita dei contadini ecuadoriani), coordinamento femminile.
In conclusione, tra i pro delle canne che si vendono presso le botteghe del mondo - e dei loro frutti - c'è anche l'equità e la solidarietà; un buon motivo per provarne il dolce succo.

Alberto Mancini

Top