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n° 2

Cinema

Novembre 2001

Basta la pioggia

di Lina Mangiacapre

Il cinema Napoletano questa volta ha mostrato la sua forza e la sua identità indiscussa. L’opera di Vincenzo Marra ribalta i termini di qualunque condiviso e graffia il cuore e l’anima di una inutile quanto arbitraria omologazione. ‘Tornando a casa’ titolo simbolico e spaventoso, quale casa quando sei cacciato dal tuo mare e dalla tua città, quale quando il tuo amore può essere ucciso da un bimbo, quale quando sei braccato da tutti i cosidetti popoli civili e non hai nemmeno il diritto di essere visto nella tua condizione di profugo e perseguitato. La genialità di Marra è ribaltare ogni schema il pescatore Napoletano ormai invisibile ad un potere che ha stabilito la fine dei pescatori o la riduzione a piccoli gruppi solo per folclore, decide di cambiare nazionalità e forse proprio nel cancellare la sua identità c’è forse il suo ritorno a casa, forse finalmente gli sarà possibile ancora pescare, vivere del suo lavoro, ritrovare la dignità e la visibilità della sua esistenza.

O morire o partire, e il suo gesto generoso di salvare un’altra vita ,creduto morto dagli amici, trova chi lo salva, profughi che lo scambiano per uno di loro, come in realtà Franco si sente, e insieme a loro viene riportato a casa, in quelle acque dove gli era vietato pescare.  La profondità filosofica di questa pellicola ci colpisce avvince e convince, Napoli ancora una volta risponde e propone altre chiavi per aprire porte che non si vedono. ‘L’uomo in più’ di Paolo Sorrentino si avvale di un attore sorprendente per la sua bravura e mutevolezza (Toni Servillo). Il doppio senso di questo titolo nasce proprio dallaamara coscienza che il valore spesso è la condanna e l’esclusione, chiunque abbia qualcosa in più da dire o dare sarà eliminato. UN geniale giocatore sarà distrutto per essersi opposto alla corruzione, un cantante suo omonimo lo vandicherà e finirà ancora in carcere a cucinare il miglior pesce che esista. E forse è o nell’aldilà o in carcere che giacciono parcheggiate le intelligenze. ìLuna Rossa’ di Capuano chiude il trittico nel parallelo tra radici greche e Camorra. Slendido ancora Servillo(Amerigo), Antonino Juorio(Egidio) e la Licia Maglietta(Irene). Mentre scrivo mi arrivano notizie dei disastri che ha provocato nella città di Napoli la pioggia che basta a sabotarla propio come una orrenda azione terrorista.