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n° 1 |
Luoghi memoria |
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Gennaio 2001 |
GIULIA
"Il sole a mezzanotte"
Ancora torno a visitare "Giulia" lussureggiante e austera,
più bella e muta di quando l'ho scoperta. Allora
affascinata e incerta ora compiaciuta e sicura di trovarla. Tutto
si muove in me pur di vederla. Anche il suo muro valico talvolta,
oltre le siepi vado e oltre i contrafforti. Oltre le pile di
fascine giungo, intrisa di umidità di brina. Giungo oltre
la coltre di nebbia e di foschia marina che l'avvolge. Spesso
infreddolita e stanca sgattoiolo al mattino, volando sonnolenta
cedo quota perdendo sia la cappa che la maschera in cui vengo
avvolta. Nessuno indaga quando arrivo e non desto stupore, la mia
presenza è attesa e accolta indisturbata. Vigile il muro
ha un compito sapiente: smistare dalla massa la mia gente,
lasciare fuori vandali e trafugatori, ipocriti e mediocri e chi
ha il cuore impuro o ignora il suo valore, chi non sa osare e non
sa volare.
Eppure fragile mi appare e in alcuni tratti da rinsaldare,
più nei punti muschiosi che nelle cavità delle
nicchie è da riparare. Anche le arcate hanno segni di
ceditura nelle strombature. Il rinomato autore nel suo disegno
magistrale aveva previsto la funzione di protezione ma non aveva
immaginato di calargli un ruolo tanto ardito e duro. Severo,
egregiamente con scrupolo rituale esso continua a distaccare,
quasi imperiosamante e forte, sfidando le intemperie e i moti coi
scossoni vesuviani e la morte, il cui primo passo più non
tocca. Tutto sorvolo al di là di esso e mi è
più chiaro nella notte, con la mente mille volte, padrona
dei mie sogni finalmente e dei pensieri. Oggi, domani, ieri,
lasciando canoni agli sprovveduti, a chi non sa vedere, a chi non
sa sognare né dormire.
Non violo codici segreti in queste imprese, essi liberamente
vengono ceduti e gradualmente vengono svelati. "Sognare,
dormireforse morire" in questa vita.
In questa vita di "Giulia" resta solo il blasone cinto di
corona di principessa nuda, nessuna riproduzione, nessuna
effigie, né qui né altrove. La sua leggenda su per
i pendii è sperduta e giù nei fondali marini
è scandagliata. Via via per le serre, appoggiata alle
colonne o nei fregi dei camini. Nessuna pittura. Nemmeno un
tentativo scultoreo o un attribuzione tra le intriganti e
leggiadre figure protette dalle grate nell'esedra del giardino,
dette "ore".
Dove vive allora?
L'audacia premia l'animo ribelle svelando quel mistero,
l'immagine di lei e quanto è bella e di quale sorte e
quanto amore tolto. Il perimetro del muro chiude solo una parte
di "quel mondo", io posso oltrepassarlo quando voglio fino al
vestibolo e alle volte, passando per le scale e i sotterranei,
apro le porte. Anche se mi perdessi tornerei da "Giulia". Anche
se il meccanismo cedesse e io scoprissi "il sole a
mezzanotte".
AMBROSANIO MARIA FILOMENA
Da ville vesuviane del 1700, "Villa Giulia" dei principi di San Nicandro di S.Elia attribuita all'arch. Luigi Vanvitelli.