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n° 1

Luoghi memoria

Novembre 1999

AL RIPARO DI UN'OMBRA

Le stanze ordinate, la finestra dallo sguardo perso nel frutteto, erano davanti al tavolo col mio lavoro, con tanta carta e fogli e penne e matite e colori, e libri che ordinavi con cura anche se non sapevi leggere.

Ti compiaceva l'invasione del glicine verso il pergolato e l'unico melograno. Si sentiva nelle rimembranze delle tue canzoni. Motivi a filo di voce risuonanti insieme ai ricordi. Anche quelli sono l'immenso patrimonio. Tutto il legno grigio era ridotto a graffi, scalfito dalle raffiche di un vento impietoso e secco. Poiché ero nata in una giornata invernale ventosa, la veranda era stata costruita per questo. Il balcone è là dove non abito più, ma dove vivo.

Lì era steso il mio cuore giovane e ne sono stata a forza espropriata. Il tuo balcone, il giardino e i tuoi fiori erano il mio grande podere, in questa vita senza diritti, in questa città senza rispetto, in questo paese senza giustizia. Adesso ho cent'anni, i miei e i tuoi.

Vivendo coi tuoi occhi e i miei cammino come te. Ancora passa il vento, le braccia del tuo amore più non sento perché sono diventate invisibili. Così i miei occhi diventano verdi e poi grigioverdi nella tristezza. Ma se sorridi entro nelle favole e rimango a chiedermi stupita qual è la moneta con cui fu fuso l'anello del tuo tesoro? Se sorridi si apre la strada che porta a Vesebo fiancheggiata dagli olmi, dai pini dell'abate pittore, dai castelli e dalle arcate dell'anima. Le rupi e i lapilli spenti si tingono di lapislazzuli. E i filari di viti infiniti di uva giallo-dorata coi pendagli di ambra e di sole riveriscono a specchio i riflessi che sciolgono le trecce dei tuoi capelli sottili. Quei capelli che non ho accarezzato mai. Eppure sei l'unica donna degna di vestirmi e da cui mi sono lasciata toccare e vestire. Andando via sei scesa coi miei vestiti protetta solo dalle mie mani povere fino a che ho potuto.

Sono l'erede di tutto questo e di tanto altro.

Noi parlavamo, mi rammento .

Adesso amaramente ammetto e con rinuncia: anche le donne offendono, anche le donne mentono, anche le donne rubano. Nessuna donna potrà rubarmi questo.

Ambrosanio Maria Filomena

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