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n° 1 |
Cinema |
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Novembre 1999 |
VII Festival del Cinema Lesbico
Bologna 25/28 Febbraio 1999
Il 7 dona alle streghe, ma l'immaginario lesbico delle pellicole presenti a Bologna non corrisponde alla grande fantasia di una cultura classica medioevale, di Saffo e di Lesbo rimangono i nomi come involucri vuoti, nessuna memoria. Le pellicole proiettate mostrano più una vicinanza al desiderio di perdere la propria identità come i propri capelli, ignorando la storia di menomazione e perdita, sono le stesse donne che tagliano 'l'altra'. Eliminare ogni estetica e precipitare nel corpo come inferno tattile simbiotico definito ed eterno. E' un viaggio nell'eliminazione di ogni femminile, e dell'essere donna , per un simbiotico con il maschile ad un livello fusionale e confusionale in cui non sia più possibile distinguere. Un po' come l'operazione Michael Jackson fra nero e bianco, dimostrare che ogni colore può cambiare contro il razzismo dei bianchi diventare da nero bianco cambiare colore cambiare tratti somatici, così contro il sessismo cambiare sesso dimostrare che la donna può diventare uomo, uno strano modo di combattere quello di diventare il nemico, diventare specchio.
'Immaginaria' incontrarsi solo donna e scoprire differenze in cui scompare una immagine di donna vinta e ridotta da immagini che accostano sempre più la differenza uomo/donna a favore della dominante maschile assente come presenza dagli schermi e dal pubblico ma sempre più contaminante nelle coppie sempre più protagoniste. La distanza dal movimento femminista che si affermava nella dominante propria, non più a imitazione dell'uomo, diventa abisso mentre si pubblicizza il prodotto misto donna uoma, come una nuova conquista nella ripetizione di un vecchio schema di coppia. La dominante anglosassone di un lesbismo che si titola senza memoria del significato della comunità di Lesbo del collegamento con l'arte e il cosmo di una sessualità non riducibile alla genitalità colonizza e riduce una interessante dimensione di una comunità che potrebbe crearsi secondo il proprio desiderio e creare un futuro. Troppo ridotto l'universo lesbico proposto da immagini documentari spesso superati e noiosi, stile testimonianze anni 70 già all'epoca difficili da digerire. Ma l'ironia segno di civiltà quando arriva rompe ogni fondamentalismo e muove l'intelligenza non a caso un corto narrativo vince il premio del pubblico giocando sugli schemi e ribaltandoli. 'Rapido finale con passione' di Luki Massa in 5' attraverso un gioco di sguardi e ammiccamenti tra donne lesbiche ci riserva la sorpresa di scoprire che la passione scoppia tra la vecchia e la giovane e risolve inconsueta la sfida e la competizione e la divisione in età. In fondo si elimina l'apartheid delle razze e si pone quello delle età. Sembra che non ci sia possibilità di eliminare ogni apartheid nel breve e conciso video di Luki l'occhio delle giovani non vede che la passione scatta tra la vecchia e la tapparellista perchè la vecchiaia non fa parte della scena erotica come l'infanzia due realtà confinate nell'apartheid. Il tema dell'amore tra donne come forza che sfida e vince ogni legge razziale è mostrato dal documentario 'Love story' che vince l'altro premio del pubblico. La regista Cathrine Clay intervista le superstiti e mostra in forma di fiction il personaggio del passato monta scene di repertorio e costruisce una interessante tela in cui inscrive la sua storia ,senza tralasciare di intervenire a tratti con una dose sottile di ironia. Una storia tragica d'amore tra una tedesca madre perfetta ariana di tre maschi e una ebrea-tedesca durante la seconda guerra mondiale. L'ironia è sulla totale ingenuità della tedesca che ignora per lungo tempo chi è la donna che ama, e quando lo scopre non cambia , amore protezione ingenuità. Ma quando la Gestapo diciotto mesi dopo verrà a prelevare Felice, Lilly non potrà più proteggerla e vedrà per sempre allontanarsi il suo grande amore che ci racconterà le ha dato i momenti più belli di tutta la sua vita. Grande storia romantica tragica e quasi inconcepibile ma reale, l'amore è oltre il razzismo ma non ha potenza per vincerlo. Lo sperimentale più votato dal pubblico è 'Corazon sangrante' di Ximena Cuevas. Ritmo immagini e parole per un video musicale ironico e sarcastico che mescola con gusto sapori e sentimenti, in un minestrone in cui cuociono i luoghi comuni dell'amore tragico, l'iconografia cristiano cattolica popolare delle processioni delle statue dei santi dei Cristi delle stimmate dei sangui etc...Altri 5' di ritmo e ironia utilizza schemi per farli saltare. Ma non sempre le pellicole e i video mostrati hanno questa intelligenza purtroppo spesso la noia e i luoghi comuni senza la forza dell'autoironia portano ad una sorta di panacea tipo:- Lesbica è bello- da lasciare prive di reazioni.Possibile ci si interroga che si possa accettare senza capacità critica ogni sorta di possibile sottocultura?
Lina Mangiacapre