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n° 2

Cinema

Dicembre 1998

La vendetta dell'immagine
di Lina Mangiacapre

Lola corre

Il concetto ha ucciso il mito, scrivevo anni fa, la televisione ha ucciso la realtà scrive Baudrillard, la televisione "il grande fratello" farà la fine dei dinosauri? Si interroga George Gilder e spiega: la TV non vuole riconoscere la rigogliosa diversità dei suoi utenti… la TV morirà perché ignora la vera natura umana: la tendenza verso l'automiglioramento e l'autonomia-.Pierre Bourdieu incita: si può si deve lottare contro l'audience in nome della democrazia. Secondo Toffler la terza ondata ( la terza rivoluzione tecnologica, quella dell'informatica che segue alla prima, agricola, e alla seconda, industriale) sta rendendo obsoleti il potere politico e quello economico - che pure continuano ad esercitare una vigorosa influenza- mentre il potere di più elevata qualità è quello della conoscenza: "Il powerchift più importante…è il silenzioso mutamento nei rapporti intercorrenti tra la violenza, la ricchezza e la conoscenza man mano che le società corrono verso la collisione con il domani". Harold Adams INNIS, nel 1950 pubblicò il libro "A history of comunication" nel quale ricostruisce la storia del mondo occidentale dal punto di vista della comunicazione.

L'idea di Innis è che la base del rapporto sociale ed economico tra gli uomini è la comunicazione della conoscenza, nelle forme e con gli strumenti dati in ogni epoca storica…: "E' corretto dividere la storia dell'occidente nei due periodi della scrittura e della stampa… Sarebbe però presunzione suggerire che la parola scritta abbia determinato il corso della civiltà…Ci può accadere infatti di trascurare l'importanza della parola pronunciata e di dimenticare che essa ha lasciato scarse testimonianze tangibili". Innis si arresta alla soglia della comunicazione elettronica, alla radio, che gli sembra una rivincita dell'Oralità. Nel 1963 Havelock con il suo "Cultura orale e civiltà della scrittura da Omero a Platone" ci mostra come in Omero sia ancora riconoscibile il marchio di una civiltà non alfabetizzata: la forma poetica epica, oltre ad essere connaturata ad una mente non alfabetizzata, è anche più piacevole, perché eseguita dall'aedo, nel corso di una performances di stimoli acustici e ritmici (musica della Lira, accenti del Verso) in un rapporto quasi ipnotico tra ricordatore e pubblico. La comunità consolida con questa forma la propria identità e la tramanda senza che una ristretta casta la controlli-. Per Havelock Platone si batte per :"l'invenzione del linguaggio astratto della scienza descrittiva, da sostituire al linguaggio concreto della memoria orale". E ritorniamo alla necessità del delitto come creazione del concetto astratto: il delitto da compiere era l'eliminazione dei corpi, ma come scrive Baudrillard:"se non vi fossero le apparenze, il mondo sarebbe un delitto perfetto, ovvero senza delinquente senza vittima e senza movente". Ed è questo delitto che si è voluto nascondere anche se l'arte si è opposta e continua nel suo lasciare tracce a trasgredire. Ma il movimento femminista degli anni '70 ha denunciato il delitto ed ha rimesso il corpo nel mondo creando il grande scandalo di rendere visibile l'interdetto. Il cinema e la televisione hanno reso visibile la differenza dei corpi e tutta la cultura deve ora convergere sull'eliminazione di questo scandalo dell'altra, assimilare in un indistinto nuovo delitto di un corpo virtuale non disgiunto dal suo ologramma. Non è stata Maria Vergine a partorire il figlio di Dio annunciato dall'Angelo ma l'incontro su un altro piano di realtà virtuale ha codificato un evento singolare memorizzato dalla freccia del tempo, già catturato dall'orizzonte rigido di un buco nero. Ma il corpo di Maria non è stato ritrovato, Cristo è resuscitato ecco che il nuovo delitto non potrà essere denunciato… non siamo sicuri se non del corpo e delle sue differenze ma le nuove tecnologie sembrano derubarci di qualcosa che da sempre ci è stato sottratto con l'assassinio del mito e la creazione del concetto. Le tecniche non arrivano all'esistenza dal nulla e interrogata la scienza sullo spazio tempo, categorie necessarie per il nostro corpo la nostra esistenza, la scienza risponde lanciandoci in un universo senza confini, e aggiunge che il cosiddetto tempo immaginario è in realtà il tempo reale, e quello che chiamiamo tempo reale è solo un parto della nostra immaginazione. Il tempo immaginario è indistinguibile dalle direzioni nello spazio. Non c'è differenza tra l'avanti e l'indietro nel tempo immaginario, mentre in quello reale si. Da dove ha avuto origine questa differenza tra passato e futuro? Solo con il cinema l'operazione di visibilità tra passato e futuro è possibile, ed è proprio il cinema che utilizza cloni di attori e rende immagini e corpi oltre la morte. Il delitto al cinema ha sempre un colpevole e una vittima. Mentre per noi il viaggio nel prima non è facile, poiché lo vieta la seconda legge della termodinamica. In ogni sistema chiuso il disordine o l'entropia aumenta col tempo. Una tazza integra sul tavolo è in uno stato di alto ordine, mentre una tazza rotta sul pavimento è in uno stato di disordine. Si può passare facilmente dalla tazza sul tavolo nel passato alla tazza rotta nel futuro ma non viceversa. L'aumento col tempo del disordine dell'entropia è un esempio della freccia del tempo, qualcosa che distingue il passato da futuro dando al tempo una direzione precisa. L'universo sarebbe iniziato in uno stato omogeneo e ordinato e sarebbe diventato grumoso e disordinato al passare del tempo. Si spiegherebbe così l'esistenza della freccia del tempo termodinamica. Per sopravvivere gli esseri umani devono consumare cibo, che è una forma ordinata di energia e convertirlo in calore che è una forma di energia disordinata. Perciò nella fase di contrazione dell'universo non potrebbero esistere forme di vita intelligenti. Noi osserviamo che le frecce del tempo termodinamica e cosmologica sono puntate nella stessa direzione. Non è l'espansione dell'universo a causare l'aumento del disordine, ma la condizione dell'assenza di confini dell'universo. La scienza quindi ci condanna a non avere futuro e non avere realtà. Le nostre sicurezze crollano in un sapere che ci annuncia la morte a meno che non fuggiamo in altre possibilità; potrebbero essere i regni del virtuale. Il cinema ci ha fatto viaggiare nel tempo e nello spazio, i poeti hanno attraversato il tempo portati dalle varie tecniche della scrittura, noi stessi possiamo diventare comunicazione, come afferma Mc Luhan nella sua "Galassia Guttembertg": " Il medium è il messaggio". La televisione crea una modificazione tra spazio interno / esterno e illude di informazioni in tempo reale, ci invia a cronache dallo spazio e mistifica di ipotetiche realtà scisse dalla necessità di verifica. Uno strumento che può essere il primo punto di distacco dal nostro corpo come strumento unico di conoscenza. Il corpo, la percezione, le città, il viaggiare spostandosi nello spazio sarà per pochi eletti privilegiati. Le masse avranno informazioni in tempo reale, prese da reti telematiche, come bambini figli di madri/mostri che non hanno mai insegnato a camminare. Ma nella lotta tra l'originale e le copie, l'autore/autrice sarà sequestrato/a come pericolo di conoscenza vietata. La confusione è apparente, siamo alle soglie di un nuovo pensiero, un pensiero che si riappropria del mito, che pensa in concetti e immagini, un pensiero futuro in cui la forza delle immagini genera ed acutizza tutti i sensi, potenzia altre capacità di comunicare e pone linguaggi in incroci di azioni.

 

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