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n° 2 |
Arte |
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Dicembre 1998 |
| Arte | Poesia |
Perdersi nel cosmo assume il senso di una suspence magica e inquietante.
Aulitto sembra suggerire che le strade della contemporaneità
trovano nella materia e nel mito i sintomi di forze enigmatiche e
presaghe dell'anima .
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"La conquista islamica (frammento)" Distrutti sono i luoghi di preghiera,/ i fuochi sono spenti./ I più grandi tra i grandi si sono nascosti./ Gli arabi crudeli abbattevano/ i villaggi dei contadini fino a Sharazur./ Prendevano come schiave le loro mogli, le loro figli./ Uomini valorosi si rotolavano nel sangue./ I riti di Zarathustra non si compiono più./ Ahura Mazda, non hà pietà di noi. Anonimo (secolo VII/VIII) "Lunghe sono le strade dei secoli" Lunghe sono le strade dei secoli/ senza fine è la vita dei popoli./ Segni miracolosi della tua lingua splendente,/ o popolo mio,/ ho scoperto/ nel contemplare l'azzurro/delle tue acque e del tuo cielo puro./Tante e tante tempeste, tante grida,/ tante parole all'orecchio nostro sconosciute./ Lunga è stata la notte e cupo l'orizzonte/ ma quanta è meraviglioso, ora il risveglio./ Soffiamo nel flauto: dalla sua melodia,/ scendono perle più belle di quelle/ dormienti nella notte dei mari./ Sulle lande di questa terra/ parola kurda, tu sola non sei effimera. ALI TARMUKI (secolo XVII) Morire per te, Kurdistan Morire per te, Kurdistan,/ nulla è più bello./ Essere padroni in casa propria/ fieri di cantare in kurdo./ Nella fiamma delle nostri armi/ celebrare la gloria/ della nostra stirpe millenaria,/ della nostra terra amata./ Essere liberi,/ e liberi/ amare, credere e morire./ Chiedi a quella sorgente,/ e ti dirà, nel suo mormorio,/ mille sospiri,/ mille lacrime/ mille rivolte/ mille speranze. Canto popolare (secolo XIX) O nemico! (Inno nazionale della repubblica Mahabad) O nemico, vive ancora il popolo dei Kurdi,/ non lo hanno infranto i colpi del tempo./ La gioventù kurda, coraggiosa, insorge,/ ha tracciato con il sangue una corona viva./ Che nessuno osi dire: sono scomparsi i Kurdi!/ Essi vivono! Vivono! E mai abbasseremo la bandiera./ Veniamo dai Medi e da Kay Koshrow./ E' il Kurdistan la nostra religione, il nostro credo./ Veniamo dalle bandiere rosse e dalla rivoluzione/ guardate il nostro passato, quanto nostro sangue!/ Che nessuno osi dire: i Kurdi sono scomparsi!/ Essi vivono! E mai abbasseremo la bandiera./ Ecco la gioventù kurda è pronta,/ pronta ad offrire la vita all'ultimo sacrificio./ Kurdistan o morte! Kurdistan o morte! DILDAR (secoloXX) Sono kurdo Sfido povertà, privazioni sofferenza./ Resisto con forza a tempi di oppressione./ Ho coraggio./ Non amo occhi d'angelo,/carni bianche come marmo./Amo le rocce, i monti, le vette/perse tra le nubi./Sfido sventura, misera, solituine/e mai sarò servo del nemico/mai gli darò tregua!/Sfido bastoni, catene, torture./E anche se il mio corpo è fatto a pezzi/con tutte le mie forze griderò:/io sono Kurdo HEMIN (secolo XX) |