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n° 2

Edito

Dicembre 1998

Lettera aperta al Papa

Traps

Giugno 1799, il Cardinale Ruffo, ha ordinato la strage al comando dell'esercito della Santa Fede, ha creato la nostra Vandea, una notte più profonda di quella di S: Bartolomeo, a capo dei feroci briganti calabresi, dei lazzaroni, dei galeotti, ed ergastolani liberati dalle carceri siciliane e calabresi per ordine del re, tutti con licenza di saccheggio, di stupro e di massacro protetti dalla famosa armata turco russo anglo cristiano cattolica e dalla flotta comandata da Nelson. Si spargono dappertutto teste di patrioti imbrattate di sangue, portate in trionfo per le strade, le loro carni sono mangiate. Gli abitanti delle coste marittime diventano olocausti della ferocia inglese, ad Ischia, a Procida, a Sorrento sono mutilati e vengono buttati vivi nelle onde del mare; gli si strappano il cuore, le unghia, gli si cavano gli occhi, gli si mutilano le altre membra. Ma il Cardinale Ruffo afferma di non essere responsabile del tradimento della Capitolazione. Di avere inutilmente protestato con la regina e il re perchè tenessero fede ai trattati. Anche lo zar di Russia, Paolo I scrisse al re Ferdinando chiedendo di non uccidere Mario Pagano e di non sopprimere gli intellettuali della cultura napoletana. Quel capestro che uccise tra gli altri Eleonora Pimentel e Luigia Sanfelice ha strangolato la connessione tra Napoli e l'Europa segnando il difficile destino del sud. Invito il Papa, in questo Giubileo 1999, a chiedere perdono delle vittime dell'esercito della Santa Fè guidato dal Cardinale Ruffo, e a denunciare l'orrore della strage che i Borboni, complice Nelson, hanno perpetrato contro tutti/e gli/le intellettuali, scienziati/e, rivoluzionari/e del 1799.

Lina Mangiacapre

 

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