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n° 2

Edito

Dicembre 1998

 

Madre Marghera
di Antonella Barina

"....Ho lavorato partendo da una coscienza di classe inedita: quella dell'abitante che dalla strada osserva le fabbriche, non essendo concesso ai residenti varcare i recinti industriali, così ho finito per amare la strada più di qualunque altra cosa. Per leggere l'esclusione come titolo di merito. Eppure: non vi fosse stata Marghera sarei mai diventata viaggiatrice? Nell'assoluta deprivazione, infatti, fioriscono risorse insospettate: ciò che auguro anche al territorio di cui parlo. Con l'atto di pubblicazione mi libero anche di buona parte del rimosso che, come giornalista non ho potuto testimoniare. Rilascio le scorie del processo di liberazione, nella convinzione che non stia più a me riciclarle, nè aiutare altri a farlo. Poi le riprendo per dissolverle, definitivamente in primo luogo dentro di me.

ODE A PORTO MARGHERA

Ode a te, Porto Marghera/ cancro di barena/ befana di morte/ casa dell'orco/ a te Montedison/ Vajont Stava Bhopal/ e polveri polveri polveri/ in via dell'Elettricità/ e via delle Industrie/ gocce di rugiada/ gialla/ del Petrolchimico/ terra bruciata/ dei moli distanti/ dove attenti/ a non corroderci i tacchi/ respiriamo brevi/ a polmoni stretti/ Odio a te, Porto Marghera./

Antonella Barina

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