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Madre Marghera
di Antonella Barina
"....Ho lavorato partendo da una coscienza di
classe inedita: quella dell'abitante che dalla
strada osserva le fabbriche, non essendo concesso
ai residenti varcare i recinti industriali, così ho
finito per amare la strada più di qualunque altra
cosa. Per leggere l'esclusione come titolo di
merito. Eppure: non vi fosse stata Marghera sarei
mai diventata viaggiatrice? Nell'assoluta
deprivazione, infatti, fioriscono risorse
insospettate: ciò che auguro anche al territorio di
cui parlo. Con l'atto di pubblicazione mi libero
anche di buona parte del rimosso che, come
giornalista non ho potuto testimoniare. Rilascio le
scorie del processo di liberazione, nella
convinzione che non stia più a me riciclarle,
nè aiutare altri a farlo. Poi le riprendo
per dissolverle, definitivamente in primo luogo
dentro di me.
ODE A PORTO MARGHERA
Ode a te, Porto Marghera/ cancro di barena/ befana
di morte/ casa dell'orco/ a te Montedison/ Vajont
Stava Bhopal/ e polveri polveri polveri/ in via
dell'Elettricità/ e via delle Industrie/
gocce di rugiada/ gialla/ del Petrolchimico/ terra
bruciata/ dei moli distanti/ dove attenti/ a non
corroderci i tacchi/ respiriamo brevi/ a polmoni
stretti/ Odio a te, Porto Marghera./
Antonella Barina
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