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n° 2 |
Cinema |
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Dicembre 1998 |
La vita sognata degli angeli
di Lina Mangiacapre
Palmadoro Migliori Attrici Protagoniste - Cannes '98
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I sogni si infrangono nella veglia di Isa (Elodie Bouchez) per fare uscire dal coma una ragazza sconosciuta, e la sua impossibilità a salvare , dal suicidio che avviene davanti ai suoi occhi , la sua amica Marie (Natacha Régnier). Isa e Marie sono sole nel mondo non hanno altro riferimento che se stesse , ma Isa ha un rapporto di armonia con sua madre e per fare soldi nei momenti difficili crea cartoline che vende alla gente per strada , Isa chiede sorride si relaziona al mondo con fiducia crede nella forza della ragione del dialogo della conoscenza ; Marie è distante muta dura la sua relazione con la madre è di disprezzo e pietà la madre è vittima compiaciuta a cui Marie dà i pochi soldi che riesce ad avere quando lavora. Ma le due amiche nel loro incontro e convivenza scoprono di essere più forti e felici di potere giocare di imporsi di ridere di un mondo ostile e troppo duro la loro complicità le rende irresistibili e vincenti anche nell'affrontare la relazione con gli uomini, finchè Marie non incontra il suo principe azzurro colui che dovrebbe riscattarla dalla condizione di miseria e che la utilizza solo come oggetto di piacere oggetto di poco conto da gettare presto via . |
| Inutilmente Isa cerca di impedire all'amica la degradazione e la perdita del rispetto di sè che Marie priva di un modello positivo materno scatena come forza distruttiva e inesorabile scagliandosi ormai anche contro l'amica improvvisamente ridotta a presenza molesta e invadente. Isa decide di andare per la sua strada ma vuole fare l'ultimo tentativo per salvare la ragazza di cui è ospite insieme a Marie, ospiti entrambe nella casa di una madre e figlia in coma per un incidente di macchina . Isa ha trovato nella stanza della ragazza un suo diario che decide di leggerle per risvegliarla , ma non riesce a dirle che la madre è morta , per Isa una madre non può morire . Felice del risveglio dal coma Isa corre a comunicarlo a Marie ma la trova addormentata allora decide di scriverle e quando sta per lasciarle il messaggio nella sua stanza vede l'amica lanciarsi nel vuoto , Erick Zonca firma una regia nervosa sensibile di una sceneggiatura in cui la presenza di una collaborazione di scrittura al femminile non poteva mancare co-sceneggiatrice Virginie Wagon . Una parte della Francia sconosciuta immersa nel gelo nella nebbia una fotografia che esprime l'interiorità di un essere bruciato come Marie un essere che vorrebbe amare ma è incapace di amarsi di amare le altre di qui l'urlo dell'amica che non comprende come possa vivere nella casa di due donne in coma e non interessarsi nemmeno per un attimo a loro . La presenza di una cultura creata da un forte movimento di donne in Francia ha cambiato lo sguardo del maschile nel cinema e nel mondo; questo non si può dire dell'Italia che cieca continua a produrre film in cui l'immagine della donna non muta nemmeno per le donne a cui si concede il diritto d'immagine solo se continuano a produrla e riprodurla ....come madre moglie amante ecc.....sempre identica ad una caricatura voluta da un mondo che si conserva solo nella memoria di una sottocultura imposta. Cristina Ricci è l'interprete sorprendente di un film sorpresa di Don Ross il personaggio di una adolescente che esprime in una voce pensiero tutto quello che la sua immagine di angelo copre e tutto quello che non si vuole che si sappia che pensi una bambina cresciuta dal volto d'angelo che decide di giocarsi il mondo con la sua ostentata e finta innocenza utilizzando i luoghi comuni di ipotetica violenza. Cristina è un portento di ironia e sarcasmo e mostra l'assoluta fragilità degli uomini gay e non di fronte alla voluta seduzione di una donna che decide di legare alla sua maternità un esercito di personaggi trascinati da sensi di colpa e desiderio di paternità .' The opposite of sex ' è un film nuovo ironico forse troppo intelligente e decodificante . ' Illuminata' di John Turturro pone in una relazione parallela il rapporto teatro realtà; sesso amore, gioca attraversando con il cinema l'impossibile scrittura di un testo senza la relazione con la realtà della relazione e l' impossibile piacere sessuale senza amore. Non a caso la pellicola inizia da un rapporto sessuale orale tra un ragazzo allo stremo per cercare di dare piacere ad una giovane attrice che lo dirige annoiata e impaziente e poi stufa gli intima di smettere ,e mentre fugge via e inizia lo spettacolo gli dice di non amarlo. L'amore di un uomo che si appropria della parola di una DONNA e in modo imperfetto scrive un copione in cui racconta la loro vita. Un rifiuto totale di un teatro come finzione in cui la donna che recita viene abbandonata e sbeffeggiata da tutti mentre l'altra che non recita mai ma è la grande attrice è 'Illuminata'. I modelli donna diventano più ricchi e complessi grazie alla presenza donna nel mondo che segna e cambia con la sua differenza il reale e il virtuale ma ancora l'oceano della cecità separa la ricchezza della realtà dalla sua riproduzione e riduzione. | |