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n° 1
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Testimonianze
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Luglio 1998
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La valle dei Mulini
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| di Ambrosiano Maria F. |
La lavorazione della carta fiorì sulla Costiera Amalfitana
in un periodo imprecisato. Di certo Amalfi era la regina
indiscussa del Tirreno Meridionale. Era rinomata anche per
l'arte della seta, del cuoio, del legno e dei
metalli.
L'arte della carta appresa attraverso i rapporti
commerciali con il mondo arabo sopravvive ancora oggi grazie
alla tenace passione di un'antica famiglia amalfitana.
Le fabbriche si insediarono nella valle dei mulini sfruttando
l'acqua che dai Monte Lattari corre verso il mare. Carta, parola
dell'etimologia ignota, carta, charta papyri, charta
pergamena.
Le fabbriche producevano un elaborato di fibre
vegetali sovrapposto e pressato con procedimenti tecnici vari
tra cui quello denominato a tino.
Curve brusche, abitato scaglionato a terrazze, pendii a
traspiombo con gole rabbiose. Pini avvinghiati alle roccie
con artigli rapacei.
Orride cavità e profondi valloni celati da agrumenti. Fioriture di
glicine nelle dimore blasonate. Dall'alto manieri austeri
distribuiti come simulacri ormai a guardia solo del passato,
torri cilindriche di avvistamento, rimaste scarne verso il carro
del sole.
Uliveti contorti e generosi fra le cascine
abbarbicate in una vegetazione spontanea. Scarpate e un terreno
sorprendentemente bello. Intorno un vento fruttato, così
fino al bivio, poi lo scenario di Amalfi, e per le vie odore di
incenso e di cannella preziosi come libri rari.