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Seconda fanciulla: Sognavo di un marinaio che si era
perduto in un'isola lontana..... In quell'isola c'erano poche
rigide palme e fuggevoli uccelli volavano tra di esse... Non so
se a volte si posavano... Da quando scampando ad un naufragio,
vi era approdato, il marinaio viveva in quel luogo... Poichè
non aveva modo di tornare in patria, e soffriva troppo ogni
volta che il ricordo di essa lo assaliva, si mise a sognare una
patria che non aveva mai avuto, si mise a creare un'altra
patria come fosse stata sua, un' altra specie di paese con
altri personaggi e altra gente e un'altra maniera di
passeggiare per le strade e di affacciarsi alle finestre.
Ora per ora egli costruiva in sogno questa falsa patria, e non
smetteva mai di sognare, di giorno, alla breve ombra delle
grandi palme che si frastagliava, orlata di punte, sulla sabbia
calda; di notte, sdraiato sulla spiaggia, senza badare alle
stelle.
...... Per anni e anni, giorno su giorno, il marinaio edificava
in un sogno continuo la sua nuova terra natale... Tutti i
giorni metteva una pietra di sogno su quell'edificio
impossibile. Possedeva ormai un paese tante volte percorso...
Si ricordava di avere già passato migliaia d'ore lungo le sue
coste. Sapeva di che colore solevano essere i crepuscoli in una
rada del nord, e come era soave entrare a notte fonda, con
l'animo sospeso sul mormorio delle onde solcate dalla nave, in
un grande porto del sud, dove egli aveva passato una volta,
forse felice, la sua immaginata gioventù ... Dapprima creò i
paesaggi; poi le città, poi le strade e le traverse, ad una a
una, cesellandole nella materia della sua anima, ad una ad una
le strade, quartiere per quartiere, fino ai muraglioni dei
moli, dove creò i porti... Ad una ad una le strade e la gente
che le percorreva o che guardava su di esse dalle finestre.
Cominciò a conoscere certe persone, come uno che le conoscesse
appena... Cominciò a conoscere le loro vite passate, e le
conversazioni, come uno che sognasse paesaggi e allo stesso
tempo li vedesse veramente ... Poi viaggiava, ancora in
ricordo, attraverso il paese che aveva creato...
E così costruì il suo passato. In breve ebbe un'altra vita
anteriore...
Aveva già, in questa nuova patria, un posto dov'era nato, i
luoghi dove aveva passato la sua giovinezza, i porti dove si
era imbarcato... Cominciò ad avere i compagni d'infanzia, e poi
gli amici e i nemici dell'età virile... Tutto era differente da
quello che era stato: nè il paese, nè la gente, nè il suo
stesso passato assomigliavano a quelli che erano stati... Un
giorno che aveva piovuto molto e l'orizzonte era più incerto,
il marinaio si stancò di sognare ... Allora volle ricordare la
sua patria vera... Ma si accorse che non ricordava niente, che
essa per lui non esisteva più... La sola infanzia che ricordava
era quella della sua patria di sogno; la solo adolescenza che
aveva in mente era quella che si era creato ... Tutta la sua
vita era stata la vita che aveva sognato....E si rese conto
allora che non era possibile che fosse esistita un'altra vita,
se lui non ricordava nè una strada, nè una figura, nè un gesto
materno... Mentre di quella vita che credeva di aver sognato
tutto era reale ed era esistito ... Arrivò un giorno una nave e
passò da quell'isola, ma il marinaio non c'era più...
Prima fanciulla: Ma almeno, come finì il sogno?
Seconda fanciulla: Non finì ... Nessun sogno
finisce...
Prima fanciulla: (Guardando la bara ) Perchè si
muore?
Seconda fanciulla: Forse perchè non si sogna
abbastanza...
Terza fanciulla: ... Tutto sta per finire ... Di tutto
questo resta, sorella mia, che voi sola siete felice, perchè
voi sola credete nel sogno.
Da "Il Marinaio" di F.
Pessoa
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