E-mail n° 1 Edito
Luglio 1998

 

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E' stato presentato il 21 Marzo al centro Culturale M.A., gestito con entusiasmo artistico da Ennio Forte e Ilia Tufano, l'ultimo romanzo di Lina Mangiacapre "Pentesilea" ed. Le Tre Ghinee - Nemesiache. Relatrici Adele Cambria e Tiuna Notarbartol,interventi di lettura: Carlo Cerciello, Imma Villa, Teresa De Blasio, Angelarosa De Rosa, performance musicale dell'autrice.

Mi hai aggredita con la tua storia, così crudelmente intrisa del mito, delle passioni, dell'amore e della morte della Regina delle Amazzoni, Pentesilea. Intrisa, ma non mascherata... Parlando di lei, scrivendo di lei, ha infatto parlato e scritto, di te... e di noi, che ti siamo tutte, in un modo o nell'altro, "mancate". Noi del "femminnismo storico", noi affascinate da te nel remoto 1971 (era quello l'anno in cui ti ho visto a Napoli inventare - rappresentare la psicofavola di "Cinderella"?), noi che, in un modo o nell'altro rischiavamo tutte di essere prese nel tuo sortilegio, e non parlo soltanto delle ragazze del tuo "tiaso" saffico, che tu abbellivi di nomi mitici, Dafne, Niobe, Elena... e di chiome ondeggianti e pepli e collane di gelsomini profumatissimi, e soprattutto di "anima" (a molte di loro però, riconoscilo, Lina, non essere impietosa prima di tutto con te stessa, a molte l'anima che tu hai evocato da profondità fino a quel momento forse incoscienti, è rimasta, come dire, felicemente avvinta...).

No, non parlo di loro soltanto, parlo di me: giornalista in qualche misura già "nota" , all'epoca, donna ferita dall'emancipazione degli anni 60, irresistibilmente attratta dalla sfida che tu rappresentavi, e disposta a difenderla) facciamo una bella frase, "davanti al mondo intero"(quante volte mi sono sentita dire, nel movimento ma anche nella società letteraria romana "ma come, ma perchè, ma Lina, perchè si veste in quel modo, tu sei una persona seria..."), eppure: anch'io volevo sottrarmi, scampare al sortilegio, soffrivo - te l'ho confessato più volte - di quella abissale "assenza di mediocrità" nella vita quotidiana che è il tuo marchio... Non sei sostenibile, Lina.
Confessato questo sentimento di impotenza (insufficienza), lascio che Pentesilea - Lina - Nemesi irrompa attraverso le onde del tuo libro, consacrato alla Regina delle Amazzoni (ed a te, ed alla nostra storia di donne degli ultimi trent'anni circa), fino alle soglie della mia percezione letteraria:credo che questo, Lina, sia il tuo testo piu' compiuto, la tua scrittura piu' "legittima", e che ti legittima, a mio avviso (ma non sono un critico) sulla scena letteraria e non soltanto italiana.
Fin dal bellissimo incipit - "La pianura e' disseminata di cadaveri di donne, pezzi di corazze brandelli di carne... " - che subito plana, dopo poche righe che mi ricordano il Flaubert di "Salambò" (l'abbiamo scoperto e amato insieme tanto tempo fa), verso il primo piano di te, Pentesilea - Lina - Nemesi, più che affacciata, proiettata verso il mare di Posillipo da quel sublime balcone che abiti (quando il tuo dolorante nomadismo te lo consente .... Da quando è morto tuo padre, tu non viaggi piu'come facevi, trasognata e, devo dirlo, felice, in quella lunga interminabile stagione dell'adolescenza che la sua intelligente devozione ti assicurava, tu, da quella morte, erri...) E subentra la tenera memoria infantile di quando volevi giocare con lui nel gran letto, ma lui, troppo rispettoso dei ruoli, ti cedeva ad altri (immagino un medico...), perche'impietosamente manipolasse il tuo corpicino per guarirti di una malattia che, fin dai tuoi primi anni di vita, aveva un sole nome: intolleranza della "normalità" che per l'appunto uccide... Uccide le persone come te, voglio dire, ma la tua fortuna (per noi) e, forse la tua condanna (per te), è che la tua rabbia non si spegne, così come la tua volontà di bellezza arde e divampa e continua, continuerà ad abbagliarci fin quando avremo occhi (purtroppo mortali).
Per queste ed altre cose ancora potrei commentare la tua "Pentesilea" riga per riga, stupende le parole di amore e poi di rabbia per Elena...
noi ti diciamo grazie. Si, anche noi che ti siamo "mancate" ...

Adele Cambria

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