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Dal 18 al 28 novembre a Roma si è tenuta, nell'ambito del
RomaEuropa Festival '97, una rassegna di film dal titolo Faust
nel cinema. La rassegna è stata organizzata dalla Fondazione
Romaeuropa Arte e Cultura, Acadèmie de France à Rome
Villa Medicis, Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca
Nazionale.
"Dopo aver dedicato al mito di Faust la serie di concerti
nelle Accademie straniere a Roma, abbiamo pensato di indagare quanto
profonda sia l'influenza che tal mito ha esercitato anche nel cinema,
dall'inizio del secolo fino ad oggi. "Faust nel cinema" è infatti il
titolo di una ampia rassegna di film (...) co-organizzata insieme
al Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale in co-
produzione con la stessa Accademia di Francia a Roma.
Il cinema, infatti, al pari con la musica ma anche della
letteratura, della poesia e del teatro, non ha mai perso
d'occhio Faust e lo spirito faustiano raccontandolo in numerose
pellicole. L'aspirazione dell'uomo a superare i propri limiti,
intesa come grande metafora della condizione umana, ha sempre
destato l'attenzione della Settima Arte.
Non è azzardato affermare che il cinema stesso è di per sè
faustiano poichè rappresenta uno degli sbocchi tentati della
Scienza, della quale è un prodotto fisico. Non è un caso
poi che i fratelli Lumière abbiano subito pensato, nel 1896,
di girare "Apparition de Méphistophéles" e "Métamorphose de Faust
et apparition de Marguerite".
Da allora, si è avuta una lunga serie di film che potremmo definire
faustiani, (...) da quelli di Meliès ai vari Studenti di Praga dal
"Faust" di Murnau, (...), al clariano "La bellezza del diavolo",
con Gèrard Philipe e Michel Simon; dal "Mephisto" di Istvàn Szabo
(con Hitler in veste del Maligno tentatore), al "Settimo sigillo" di
Bergman, dal "Maestro e Margherita" di Alexander Petrovic, al
manniano "Doktor Faustus" di Franz Seitz. Per continuare poi con
le più recenti produzioni: un "Mephisto punk" di Marco Poma,
ambientato in un centro televisivo, una versione femminista
("Faust, Fausta") firmato da Lina Mangiacapre; e ancora "I
misteri del convento" di Manuel De Oliveira, con Catherine
Deneuve e John Malkovick, "L'arcano incantatore" di Pupi Avati,
e il recente (1994) " Lekee Faust" del regista ceco Jan
Svankmajer (...) quasi a suggellare un secolo di
cinematografiche inquietudini per il più radicato dei miti.
" (Monique Veaute direttore generale di Romaeuropa Festival 97)
Chi non ha letto le immortali pagine del Faust di
Ghoethe, Marlowe, Mann, Bulgakov? Faust-Fausta si interroga sul
mito oggi e sulla lotta tra libero e servo arbitrio, tra
umanesimo e riforma, tra Erasmo e Lutero, tra scienza e
religione. Il patto con Mefisto non può che essere il
rifiuto da una identità naturale ormai priva di senso. Ma la
vita ha sempre le sue carte da giocare. Cambiare sesso, cambiare
destino, tutto è possibile alla scienza. Ma la realtà
è infinitamente più ricca di ogni immaginazione.
Faust-Margherita-Elena-Mefisto, personaggi mito che
disperatamente cercano di sfuggire alla trappola
dell'umanità, ma vi ritornano catturati e sedotti. Ogni
limite deve essere abbattuto, ogni confine infranto.
La nuova Europa e la nuova identità saranno forse raggiunte da
una donna che sfida i limiti del suo passato.
L'amore per la bellezza, il mito classico, Elena, sono le uniche
strade, altrimenti le barbarie dell' indistinto, ci divoreranno. I
luoghi che hanno ispirato i più grandi poeti, filosofi,
musicisti di tutti i tempi: Virgilio, Goethe, Nietzsche, Wagner,
saranno i luoghi in cui il nuovo Faust agita la sua antica
tragedia. Desiderare ogni conoscenza e rendersi conto di sempre
nuovi limiti. Un mito europeo del Faust è già realtà
di unione.
Nessuna Europa sarà mai possibile senza una identità culturale
ritrovata. E mai come oggi nel trionfo e nella sconfitta delle
scienze Faust è presente. Faust è l'Occidente nella superba
consapevolezza dell'azione, nella sua civiltà romana laica che
percorre le tappe della maledizione dell'essere uomo e dell'essere
donna.
Oggi le nuove tecnologie possono rompere questa maledizione, ma
da ogni limite infranto nascono nuovi beffardi diabolici limiti.
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