E-mail n° 1 Cinema
Luglio 1998

Faust a Villa Medici
di Lina Mangiacapre

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Dal 18 al 28 novembre a Roma si è tenuta, nell'ambito del RomaEuropa Festival '97, una rassegna di film dal titolo Faust nel cinema. La rassegna è stata organizzata dalla Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura, Acadèmie de France à Rome Villa Medicis, Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale.
"Dopo aver dedicato al mito di Faust la serie di concerti nelle Accademie straniere a Roma, abbiamo pensato di indagare quanto profonda sia l'influenza che tal mito ha esercitato anche nel cinema, dall'inizio del secolo fino ad oggi. "Faust nel cinema" è infatti il titolo di una ampia rassegna di film (...) co-organizzata insieme al Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale in co- produzione con la stessa Accademia di Francia a Roma.
Il cinema, infatti, al pari con la musica ma anche della letteratura, della poesia e del teatro, non ha mai perso d'occhio Faust e lo spirito faustiano raccontandolo in numerose pellicole. L'aspirazione dell'uomo a superare i propri limiti, intesa come grande metafora della condizione umana, ha sempre destato l'attenzione della Settima Arte.
Non è azzardato affermare che il cinema stesso è di per sè faustiano poichè rappresenta uno degli sbocchi tentati della Scienza, della quale è un prodotto fisico. Non è un caso poi che i fratelli Lumière abbiano subito pensato, nel 1896, di girare "Apparition de Méphistophéles" e "Métamorphose de Faust et apparition de Marguerite".
Da allora, si è avuta una lunga serie di film che potremmo definire faustiani, (...) da quelli di Meliès ai vari Studenti di Praga dal "Faust" di Murnau, (...), al clariano "La bellezza del diavolo", con Gèrard Philipe e Michel Simon; dal "Mephisto" di Istvàn Szabo (con Hitler in veste del Maligno tentatore), al "Settimo sigillo" di Bergman, dal "Maestro e Margherita" di Alexander Petrovic, al manniano "Doktor Faustus" di Franz Seitz. Per continuare poi con le più recenti produzioni: un "Mephisto punk" di Marco Poma, ambientato in un centro televisivo, una versione femminista ("Faust, Fausta") firmato da Lina Mangiacapre; e ancora "I misteri del convento" di Manuel De Oliveira, con Catherine Deneuve e John Malkovick, "L'arcano incantatore" di Pupi Avati, e il recente (1994) " Lekee Faust" del regista ceco Jan Svankmajer (...) quasi a suggellare un secolo di cinematografiche inquietudini per il più radicato dei miti. " (Monique Veaute direttore generale di Romaeuropa Festival 97)

Chi non ha letto le immortali pagine del Faust di Ghoethe, Marlowe, Mann, Bulgakov? Faust-Fausta si interroga sul mito oggi e sulla lotta tra libero e servo arbitrio, tra umanesimo e riforma, tra Erasmo e Lutero, tra scienza e religione. Il patto con Mefisto non può che essere il rifiuto da una identità naturale ormai priva di senso. Ma la vita ha sempre le sue carte da giocare. Cambiare sesso, cambiare destino, tutto è possibile alla scienza. Ma la realtà è infinitamente più ricca di ogni immaginazione.
Faust-Margherita-Elena-Mefisto, personaggi mito che disperatamente cercano di sfuggire alla trappola dell'umanità, ma vi ritornano catturati e sedotti. Ogni limite deve essere abbattuto, ogni confine infranto.
La nuova Europa e la nuova identità saranno forse raggiunte da una donna che sfida i limiti del suo passato.
L'amore per la bellezza, il mito classico, Elena, sono le uniche strade, altrimenti le barbarie dell' indistinto, ci divoreranno. I luoghi che hanno ispirato i più grandi poeti, filosofi, musicisti di tutti i tempi: Virgilio, Goethe, Nietzsche, Wagner, saranno i luoghi in cui il nuovo Faust agita la sua antica tragedia. Desiderare ogni conoscenza e rendersi conto di sempre nuovi limiti. Un mito europeo del Faust è già realtà di unione.
Nessuna Europa sarà mai possibile senza una identità culturale ritrovata. E mai come oggi nel trionfo e nella sconfitta delle scienze Faust è presente. Faust è l'Occidente nella superba consapevolezza dell'azione, nella sua civiltà romana laica che percorre le tappe della maledizione dell'essere uomo e dell'essere donna.
Oggi le nuove tecnologie possono rompere questa maledizione, ma da ogni limite infranto nascono nuovi beffardi diabolici limiti.

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