E-mail n° 1 Cinema
Luglio 1998

Creteil: XX° Festival films de femmes
di Lina Mangiacapre

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Vent'anni di festival per esplorare il mondo con un altro sguardo. Creteil si festeggia trionfante, sostenuto dal pubblico, dalle istituzioni nazionali ed europee. Altra sorte quella del festival femminista di Sorrento nato nel 1976 e costretto a chiudere nel 1990 per mancanza di fondi. La storia delle pioniere spesso scomoda, la vittoria si paga con l'eliminazione e l'ingratitudine. Il colore del festival di Creteil '98 collegato alla fine della schiavitù, un colore nero, denso di musica, di vita. Un omaggio a Safi Faye presente anche con l'ultimo film Mossane (La Bellezza) un'opera di fiction sulla fragilità dell'adolescente e la crudeltà di chi per calcolo le vuole strappare il sogno e l'amore. La bellezza non si può rinchiudere, Mossane preferisce morire, la vediamo correre verso il fiume, unico elemento che l'ascolta e, protettivo, la copre con morte. Troppo bella per vivere se la bellezza è ridotta a merce. Il film scorre tra documento e fiction, i personaggi sono immersi nella natura, soggetto di ogni evento. Sempre la natura è il soggetto di una ironica lotta tra donne nel film "La Bataille de l'arbre sacre" di Wanjuru Kinyanjui, la battaglia di una donna contro la violenza del marito la porta al ritorno al suo villaggio, e a ritrovare le radici della vita e dell'amore nella difesa dell'antico albero sacro. Ironico e moderno il film mostra una possibilità di progresso in cui il passato non sia distrutto. Anche "Saikati" di Ann G. Mungai mostra lo scontro di una donna con le tradizioni che l'imprigionano e l'impossibile fuga. Saikati preferisce sposare il capo del villaggio dal quale era fuggita nel comprendere che l'alternativa è la prostituzione. Amarezza e speranza, desiderio di libertà e amore per le radici sono componenti profonde di questo cinema che mostra la difficile e solitaria rivolta delle donne nere. L'autoritratto di un'attrice è dedicato a Hanna Schygulla, attrice feticcio di Fassbinder che ha scritto per lei personaggi più seducenti e ambigui dello schermo. Ma Anna ritorna in veste di cantante per i 20 anni Creteil e afferma: " ho sempre sognato di cantare, la musica crea un rapporto piu' immediato delle parole". Si rivedono i film culto del ventennio, si incontrano le registe Margharethe von Trotta, Ula Stockl, Ulrike Ottinger, Helma Sanders, Marleen Gorris, etc. Ci sono films che non devono essere dimenticati, ma c'è anche il problema di films che non si riescono a fare, dobbiamo porci il problema del passato ma affrontare anche quello del futuro. Le pellicole in corso si alternano ma dal primo giorno il film che ha colpito pubblico e giuria conquistando entrambi i premi è "V Toi Stranie" (In quel paese) di Lidia Bobrova. In un villaggio della nuova Russia, si vive ancora una vita collettiva, in cui il rapporto con gli animali e la natura sembra ricordare l'animismo africano. La fotografia e l'autenticità della storia, la poesia neorealismo italiano, man mano che le immagini scorrono ci si sorprende catturate dalla musica della loro profonda semplicità. Gli altri films in competizione scorrono tra la noia di pellicole eccitanti come "Gesches Gift" (L'avvelenatrice) di Wlaburg Von Wandeldels. La storia di Gesche Gotfried nella Brema del XIX° secolo, una donna, madre perfetta agli occhi degli altri, sposa e figlia devota, in realtà per 15 anni ha avvelenato con l'arsenico genitori, figli, fratelli, amici. Il film non spiega nè giustifica i delitti, ma ci nutre quantitativamente di rituali di morti prevedibili come un'abitudine normale o un dovere a cui è impossibile sfuggire. "The Well" di Samantha Lang, racconta l'incontro di due donne di diversa generazione, momenti gioiosi, vinti da sprofondamenti e noia. " Thed Sticky Finers of time" di Hilary Brougher non riesce a superare come il suo personaggio il labirinto degli spazi e tempi paralleli in cui è rinchiuso da una sceneggiatura un pò confusa. "Ben Sheng Yang" (18 primavere) di Ann Hui, la regista Cinese più amata a Creteil, è una splendida telenovelas , storia di un amore - odio - gelosia nella Shanghai degli anni '30. Interessante ricerca al di là della morte della regista polacca Teresa Kotlarczyk con "Odwiedz mnie we snie" (Vienimi in sogno). Una donna - madre, moglie e scrittrice - muore investita da una macchina. Nel regno dei morti, incontra un'amica morta suicida, le chiede di aiutarla a tornare sulla terra. In questa ricerca scopre l'archivio dei morti e riesce a ritornare in vita nel corpo di un'altra e farsi riconoscere dai suoi figli e da suo marito. Il premio per il miglior lungometraggio è andato a Andra Weiss per "A bit of Scarlet" divertente e graffiante film di montaggio che mostra sguardi e personaggi della storia del cinema in chiave lesbica. Laititia Masson vince il premio per il miglior cortometraggio francese con "Je suis venue te dire". Una ragazza scrive lettere d'amore all'amica partita per sempre. Interessante la relazione scrittura - immagini in un ribaltarsi della ragione della scrittura e dell'immagini , lettere a cui non sarà mai data una risposta, immagine dirette a chi non potrà e non vorrà vedere. "Sexing the lebel" e' il documentario premiato dall'AFJ (l'associazione delle donne giornaliste) nel riconoscere la necessità del rispetto delle scelte di un'identità sessuata. I premi, gli incontri, le feste, vent'anni di speranze colmi di futuro nell'annuncio del XXI° Festival che avrà luogo dal 12 al 23 marzo 1999.

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