Sergio Duretti - La firma digitale per il Comune di Modena e' il logico e naturale proseguimento dell'attivita' promossa dal Comune sin dal 1995 con l'avvio della Rete Civica Mo-net. La particolare accentuazione della Rete Civica come strumento di semplificazione e sburocratizzazone del rapporto tra cittadini ed Ente (ad es. la modulistica on line, l'accesso alle banche dati ecc.), ha progressivamente evidenziato come la possibilita' di utilizzo di una tecnologia che consentisse, in modo sicuro, integro ed autenticato, di poter svolgere interamente per via telematica un procedimento amministrativio, ha portato il Comune, sin dal luglio del 1997, ad avviare un lavoro di analisi, ricerca e sperimentazione sulla firma digitale. A tal fine, sono state esplorate le diverse possibilita' presenti e si e' giunti, a seguito della pubblicazioen del Dpr 513, ad avviare per il lato tecnicio-scientifico un rapporto formale con il Politecnico di Torino
sul lato amministrativo ad avviare un profondo processo di revisione dei procedimenti amministrativi. Il comune di Modena avviera' entro l'autunno l'attivita' di certificazione delle chiavi pubbliche sulla base di un accordo per la sperimentazione della firma digitale in via di sigla con l'Aipa e il Ministero della Funzione Pubblica. La valutazione sulle necessarie modifiche, o meglio sui necessari percorsi di riorganizzazione organizzativa, culturale e professionale della PA nell'era digitale, e' soltanto agli inizi e il tempo indicato nelle norme di attuazione di 5 anni evidenzia quanto e come firma digitale e documento informatico possano cambiare in profondita' il mondo del pubblico.
Guido Bolatto - Il Comune di Torino si attende un impatto determinante dall'introduzione della Firma Digitale su due fronti: i rapporti con il cittadino e i rapporti interni. Per quel che riguarda i rapporti con il cittadino ci si attende di ridurre in maniera drastica i tempi di risposta e soprattutto le code che il cittadino deve spesso fare per ottenere risposta dalla PA. Dal punto di vista interno: per un ente di circa 14.000 dipendenti si intuisce come siano molti i problemi di comunicazione e sia elevatissimo il quantitativo di carta che ancora gira per gli uffici. Tutto cio' allunga di molto i tempi dei procedimenti ed implicitamente i tempi di risposta all'esterno. Ci aspettiamo che l'introduzione di uno strumento quale la Firma Digitale, che consente di apporre la firma su un documento elettronico anziche' cartaceo, consenta una significativa riduzione di questi tempi oltre a migliorare il tipo di lavoro all'interno.
Leda Guidi - Prima di tutto vorrei precisare che non farò finta di avere competenze informatiche (in senso stretto) che non ho e che non potrei/vorrei improvvisare, senza risultati deludenti quanto quelli ottenuti degli informatici che si occupano di informazione/comunicazione.
Credo che sia abbastanza prematuro avventurarsi nel disegno di scenari prossimi venturi che prevedano razionalissime ed imminenti
"reingegnerizzazioni" interne alle organizzazioni, come conseguenza dell'introduzione di sperimentazioni di firma digitale.
Certo è che in tempi medi (tutto dipende dalla velocità di diffusione del sistema e dalla sua "friendlyness") questa tecnologia cambierà flussi e processi produttivi, modalità
di erogazione e di distribuzione di servizi. Semplificazione, risparmio di risorse, tempo liberato, una opzione in più
tra cui scegliere, (e speriamo che altre ne verranno) sono solo alcuni dei cambiamenti interni/esterni (per il Comune e per i cittadini , cioè) che
si potranno verificare e già - in misura "laboratoriale" - si verificano.
Già interattività nella comunicazione telematica, informazione e trasparenza hanno modificato percorsi e metodologie: il cambiamento
culturale e comportamentale è comunque quello più importante; le tecnologie e le applicazioni accompagnate da formazione interna e da coinvolgimento e
motivazione degli addetti sono una leva di importanza centrale.
Nell'organizzazione interna del Comune di Bologna la rete civica, l'introduzione dell'intranet, della posta elettronica, dello scambio di
dati e informazioni sono stati e sono essenziali motori di rinnovamento in modi e forme di lavorare e di comunicare.
Tutto questo comunque avviene in un contesto favorevole, abituato all'innovazione e al dialogo con i cittadini fin dagli anni '60 e dal
decentramento amministrativo: certamente una cultura interna che facilita ogni sperimentazione e apertura all'esterno.
Mauro Fenili - La Camera di Commercio di Lucca ha presentato ad Unioncamere, sul fondo di perequazione 1997, un progetto per la realizzazione, in collaborazione con la societa' partecipata Lucense SpA, di una applicazione pilota per la sperimentazione della firma digitale e la simulazione di funzionalita' di Autorita' di Certificazione. Il progetto prevede percio' la realizzazione di un "prototipo" per il rilascio delle chiavi di cifratura (su Smart Card) e dei relativi certificati attestanti l'identita' degli utenti ai quali e' stata attribuita una determinata chiave. In tal modo sara' possibile erogare per via telematica alcuni servizi con un campione di utenti sperimentatori (imprese e professionisti) con lo scopo, da un lato, di sviluppare internamente alla Camera quelle conoscenze e competenze che saranno poi necessarie per una futura piena applicazione della Legge Bassanini e, dall'altro, di realizzare un
imprescindibile momento di informazione/formazione e di promozione/trasferimento di tecnologie alle imprese. Lo sviluppo del prototipo e la sperimentazione sopra descritta vadra' inoltre attivamente coinvolta la societa' Lucense che, per statuto, ha tra le sue finalita' lo sviluppo di progetti e servizi a sostegno dell'economia lucchese e che, da tempo, e' impegnata nello sviluppo di servizi telematici su Internet. Il progetto consentira' quindi anche di potenziare le competenze ed i servizi di Lucense in questo settore, con lo scopo di poter supportare ulteriormente le imprese nell'uso dei sistemi telematici e in attivita' ad essi connesse quali, ad esempio, quella del commercio elettronico.