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Nello scorso numero di interConnessioni si e' argomentato che la Firma Digitale e' un elemento fondamentale per poter cogliere le opportunita' offerte dalla "virtualizzazione".
In questo numero, ci occupiamo di aspetti legati alla realizzazione concreta dell'idea di Firma Digitale.
Se la definizione normativa del principio di validita', art. 2 del DPR 513/97, e' stata salutata come una "rivoluzione", l'approvazione delle disposizioni tecniche ed organizzative capaci di definire il corretto utilizzo della firma digitale, stanno sollevando molti dubbi e ritardi. L'oggetto del dibattere e' la definizione del Regolamento Attuativo sulla firma digitale, disponibile in una versione ancora non definitiva, nonostante i termini per la sua pubblicazione, 180 giorni dal 13 marzo '98, siano stati gia' superati.
I problemi emergenti sono:
- Attivita' degli Enti di Certificazione - Tenuti fermi i requisiti tecnici ed organizzativi validi per operare come Ente di Certificazione - ovvero, come ente abilitato alla distribuzione di "identita' digitali" autentiche e riconosciute - si delinea un conflitto tra a) abilitazione d'uso della firma digitale emessa dalla PA che opera come Ente di Certificazione per l'accesso ai propri servizi e b) la certificazione emessa da un Enti di Certificazione privato che consente, per esempio, operazioni di commercio elettronico.
- Gerarchia vs. mutuo riconoscimento - Contro il rischio di una moltiplicazione di certificati emessi da Enti di Certificazione diversi non in grado di riconoscersi, le soluzioni possono essere di due tipi. Gli Enti di Certificazione stipulano accordi di riconoscimento reciproco, lasciando all'utente finale la gestione delle preferenze dei certificati considerati affidabili; gli Enti di Certificazione entrano a far parte di una gerarchia di certificazione che organizza la scala di fiducia degli enti che ne fanno parte, lasciando all'utente finale l'onere della verifica dell'affidabilita' dell'Ente di Certificazione al vertice della gerarchia. Il problema non e' di poco conto rispetto al numero degli Enti di Certificazione che opereranno sul territorio nazionale e che dovranno far dialogare i certificati emessi.
- Disposizioni tecniche - Certificazione a norma ISO 9000 ed ITSEC dei sistemi di sicurezza; definizione dei "dispositivi di firma" abilitati a contenere e generare firma digitale; operativita' degli Enti di Certificazione rispetto alle disposizioni "guida" dell'AIPA. Su questi argomenti abbiamo interpellato Antonio Lioy (docente al Politecnico di Torino e responsabile per l'Italia del progetto di gerarchia di certificazione europea ICE-TEL) e Paolo Peverelli e Marco Tripi (rispettivamente responsabile commerciale e marketing Progetto Certify di BNL Multiservizi, operatore privato di servizi di certificazione). Un approfondimento degli aspetti tecnico-organizzativi e' lasciato a Giovanni Faglioni, responsabile tecnico del progetto Firma Digitale del Comune di Modena.
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