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La storia e la mitologia

Tutto cominciò pochi anni fa in Society and Culture Italian, allora la comunità virtuale di italiani (e italiofili) più numerosa su Internet. Una grande piazza frequentata da persone spesso argute e a volte rissose, che si scambiavano insulti politici e ricette gastronomiche.

Molti di quei frequentatori decisero, col tempo, di trasformare i neonati rapporti di ``amicizia telematica'' in rapporti di conoscenza diretta. Cominciò allora una girandola di cene e di feste, in ogni angolo del mondo, tra chi sfruttava viaggi di lavoro, o vacanze, per incontrarsi.

Il 3 luglio del 1994 sei di quelle persone si riunirono a Roma e per la prima volta parlarono della possibilità di creare un'organizzazione tra abitanti di Internet. Le idee non erano affatto chiare, ma già allora emersero alcuni punti fermi. L'organizzazione doveva possedere un ``nodo Internet'', essere indipendente, autofinanziata e autorevole. Grazie alla sua autorevolezza, doveva essere in grado di dialogare alla pari con interlocutori importanti. Doveva essere aperta e non settaria. Doveva contribuire a un disegno di ``trasformazione democratica'' e di ``modernizzazione'' della nostra società. Doveva, per ultimo, darsi delle regole improntate a un'idea di democrazia forte e partecipativa.

Questo fu il patto che si strinse il 3 luglio del 1994 a Roma, seduti attorno a un tavolo di un bar ai piedi dell'Aventino. Questo il patto, sacro, che la Città propone oggi ai suoi nuovi cittadini.

Nelle settimane seguenti, si decisero alcune regole operative per condurre i lavori di costruzione della Città, e tra queste una procedura di cooptazione per l'inclusione di persone gradite. Durante l'estate venne elaborata una bozza di statuto, detta ``dell'ombrellone'', perché sotto a un ombrellone, a Cesenatico, fu scritta. Nell'autunno si votò lo statuto e si elessero le cariche sociali, e a fine novembre, a Bologna, vi fu una grande festa. La festa di installazione di ``Calvino'', il computer della Città, e la nascita ufficiale, su Internet, dell'associazione La Città Invisibile. Si chiuse allora il processo di cooptazione, e si aprirono le iscrizioni a norma di statuto.

Pare che il 3 luglio, al termine delle discussioni al bar ai piedi dell'Aventino, in un pomeriggio dal caldo africano, bellissimo sia apparso, a cavallo di una Vespa, Nanni Moretti. Sceso, sarebbe entrato nello stesso bar dove si trovavano i sei futuri cittadini invisibili. Uscendo, li avrebbe salutati con un sorriso.


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La Città Invisibile