next up previous contents
Next: Dopo la nascita telematica Up: La Storia Previous: Il percorso costitutivo

La nascita della Città Invisibile

L'assemblea costituente, ``l'antenata di quel che sarà l'assemblea permanente dell'organizzazione'' (16 agosto), svincolata da LO, iniziò dunque la sua attività all'inizio di agosto del 1994. Si adottò un meccanismo di cooptazione per coinvolgere persone note e interessate, con l'esplicito proposito di creare un nucleo forte e relativamente omogeneo di soci fondatori. Nelle settimane successive, si elaborò una bozza dello statuto, che divenne poi nota con il nome di ``statuto dell'ombrellone'', perché fu scritta in spiaggia a Cesenatico da Lucio Picci e da Cristina Ruggieri durante il fine settimana del 20 e 21 agosto. Lo ``statuto dell'ombrellone'', che era abbastanza simile allo statuto attualmente in vigore e già prevedeva l'articolazione in 5 aree funzionali,gif servì da base per la discussione, che avvenne nelle settimane seguenti all'interno di una apposita mailing-list.

Così impegnati nella forgiatura delle leggi e delle istituzioni della Città Invisibile, i cittadini fondatori trovarono comunque il tempo di organizzare il Secondo Plenum Supremo del Collettivo Immaginario, che ebbe a luogo a Massa, in Toscana, il 3 e il 4 settembre 1994. La situazione alla vigilia del Secondo Plenum testimoniava l'intenso lavoro dei mesi precedenti. Dopo le prime cooptazioni, vi erano circa trenta persone coinvolte nel progetto. Se pur in assenza di uno statuto scritto, oltre all'assemblea Progo, erano già avviati informalmente anche i luoghi virtuali corrispondenti alle 5 aree funzionali. I futuri cittadini invisibili, quindi, già allora stavano sperimentando il funzionamento di una organizzazione telematica, per quanto embrionale, impegnata su più fronti.

A Massa, il sabato 3 settembre, dopo le presentazioni (molti dei protagonisti non si erano mai incontrati prima), ebbe luogo una riunione che, per l'importanza che rivestì per il completamento della fase costitutiva della Città Invisibile (che allora ancora non aveva un nome) fu in seguito ricordata come la ``riunione di Massa''. La riunione, in realtà, si tenne presso l'agriturismo in località ``Le Prade'', poco distante da Massa. Presenti, oltre all'ospite Riccardo Mannella, erano Alessio Bragadini, Saverio Cittadini, Andrea Dell'Amico, Marina Cazzola, Marco Isopi, Lucio Picci e Cristina Ruggieri.

Il ``gruppo di Massa'' delineò un possibile percorso per terminare la fase costitutiva.gif Questo contemplava una sorta di meccanismo di bootstrapping, o di ``auto-sollevamento'', che permettesse di risolvere il problema dell'anonimità del voto delle cariche, in assenza di un apposito software in grado di realizzarla. Inanzitutto, si valutò positivamente la proposta avanzata da Tommaso Astarita di delegare il collegio dei probiviri alla raccolta e allo scrutinio dei voti. Oltre a questa soluzione, il ``Gruppo di Massa'' propose all'assemblea un insieme di norme transitorie allegate allo Statuto, da votare congiuntamente ad esso, che prevedessero, per la prima elezione delle cariche sociali, innanzitutto l'elezione dei probiviri, in modo che questi poi potessero gestire l'elezione dell'organo direttivo, il coordinamento. L'assemblea, con il meccanismo del silenzio-assenso, approvò queste proposte.

Rimaneva ovviamente il problema di determinare la procedura per l'elezione dei probiviri, ma il gruppo di Massa, creativamente, pensò anche a questo. I presenti si accordarono per render nota e per sostenere, non appena fosse stato votato lo statuto, la candidatura di tre soci chiaramente meritevoli della fiducia di tutti per ricoprire il ruolo di proboviro, in modo da poter effettuare l'elezione anche a scrutinio palese. I nomi scelti a Massa furono quelli di Osvaldo Croci, di Bruno Di Stefano e di Ugo Piomelli, che accettarono la candidatura. L'assemblea, con il meccanismo del silenzio-assenso, approvò queste proposte. In questo modo, si delineò con precisione l'ultimo tratto del percorso che avrebbe portato alla costituzione formale della Città Invisibile.

Attorno al 20 settembre era determinata una divisione ufficiosa degli incarichi. Riccardo Mannella era responsabile dello studio di fattibilità per la costituzione del nodo Internet, Marco Isopi si occupava della creazione di relazioni esterne, Ugo Piomelli teneva aggiornata la lista degli aventi diritto al voto, Marco Trevisani era responsabile del processo di cooptazione, e Lucio Picci teneva le fila della discussione sullo Statuto.

Nelle ultime settimane di settembre si decise anche il nome dell'organizzazione. Tommaso Astarita curò la votazione, che avvenne con un sistema a ``turno unico australiano'' (sic). Si noti che questa fu la prima votazione ``reale'' nella preistoria della Città Invisibile, perché sino a quel punto tutte le decisioni erano state adottate con il meccanismo del silenzio-assenso, quindi in assenza di una ``conta'' formale. Tra le 37 proposte alternative, il 28 settembre, ufficialmente, l'organizzazione trovò un nome, e divenne La Città Invisibile.

Ultima complicazione, la determinzazione delle quote sociali, necessaria per poter effettuare un calcolo preventivo delle disponibilità di bilancio. Ugo Piomelli curò la consultazione, i cui esiti furono in seguito ratificati per mezzo di una opportuna delibera (DC6-94).gif

Il 29 settembre, alla vigilia delle votazioni più importanti (sullo statuto, i probiviri e il coordinamento), si definì una procedura dettagliata che determinò i tempi e i modi di tutti gli adempimenti necessari per potere giungere all'approvazione dello statuto: il termine del processo di cooptazione, la determinazione dell'elettorato attivo e passivo, i tempi e le procedure per la presentazione della proposta di statuto e di eventuali ``proposte altenrative'' su singoli articoli dello stesso.

A metà ottobre fu votato lo statuto, assieme a 23 ``proposte alternative'' presentate dai soci. Il 19 ottobre Lucio Picci, responsabile della votazione, comunicò ufficialmente ai 34 soci fondatori che era stato approvato lo statuto della Città Invisibile.

Lo stesso giorno, il ``gruppo di Massa'' tornò in scena e, tramite Marco Isopi, candidò Osvaldo Croci, Bruno di Stefano e Ugo Piomelli alla carica di proboviro. Non vennero presentate altre candidature e, il 26 ottobre, fu Marco Isopi stesso a comunicare i risultati della prima elezione della Città Invisibile, e l'elezione del collegio dei probiviri.

Il Collegio dei Probiviri, così insediato, si dedicò subito all'organizzazione delle elezioni dei coordinatori. Al termine della campagnia elettorale, durante la quale i candidati illustrarono i loro programmi, e dopo i due turni previsti dalle Disposizioni Transitorie dello statuto, il 19 novembre il Collegio dei Probiviri comunicò i nomi dei membri del primo Coordianmento della Città Invisibile. Furono eletti Alessio Bragadini, Marina Cazzola, Andrea dell'Amico, Marco Isopi, Riccardo Mannella, Lucio Picci, Cristina Ruggieri e Gennaro Zezza.

Il coordinamento, insediatosi, per acclamazione elesse Lucio Picci alla carica di Presidente della Città Invisibile, e Marco Isopi alla carica di vicepresidente.

Dopo la nomina da parte del presidente dei coordinatori d'area (Cristina Ruggieri fu nominata coordinatore dell'Area Amministrativa, Riccardo Mannella dell'Area Informazione, Gennaro Zezza dell'Area Politiche, Andrea dell'Amico dell'Area Servizi Informatici, e Marina Cazzola dell'Area Sociale), il primo atto - e la prima delibera del coordinamento riguardò l'acquisto e l'installazione, a Bologna, del computer della Città Invisibile. La DC1-94 prevedette anche l'organizzazione di una cena sociale di autofinanziamento, che ebbe luogo a casa di Lucio Picci a Bologna sabato 26 novembre 1994. Al termine di una giornata intera di lavoro, dal nodo Internet della Città Invisibile, contattato dal luogo della cena tramite il telefono, fu spedito il primo messaggio di saluto dei presenti a tutti i cittadini invisibili sparsi nel mondo, anche loro collegati, in attesa di sentire, da Bologna, i primi lontani segnali di vita telematica della Città Invisibile. In quell'occasione, il computer dell'associazione venne battezzato Calvino, in onore dell'autore di Le Città Invisibili.


next up previous contents
Next: Dopo la nascita telematica Up: La Storia Previous: Il percorso costitutivo

La Città Invisibile