Nel giugno successivo, all'interno di LO, si cominciò a
pensare ad un salto di qualità e alla costituzione di una forma
organizzativa più compiuta. Il 3 luglio 1994, fu convocata a Roma
una riunione ``reale'' tra i partecipanti a LO. In
quell'occasione fu avanzata la proposta di creare un'organizzazione,
dotata di statuto, con cariche sociali elette, che fosse proprietaria
di un ``nodo internet'',
funzionante interamente grazie alla
comunicazione elettronica.
In una giornata di caldo africano, che doveva poi essere ricordata
come il vero momento fondante,
ai piedi
del colle Aventino ebbe luogo l'incontro, al quale parteciparono
Demetrio D'Ambrosi, da Dublino, Marco Isopi, da Roma, Ottavio Rizzo,
da Rhode Island, Lucio Picci, l'autore della proposta, e Cristina
Ruggieri, da Bologna, Ugo Piomelli, da Washington, D.C.
La proposta fu ufficializzata dentro a LO l'11 luglio da Cristina Ruggieri, che la definì nel modo seguente:
[...] creare, partendo da LO, una associazione di persone su Internet, con regolare statuto, cariche sociali e quota associativa. Allargare la partecipazione all'associazione al un'ampia fascia di persone.
Cristina Ruggieri aveva in qualche modo anticipato l'annuncio il 28 Giugno, quando per convincere i membri di LO a partecipare alla riunione romana aveva così concluso un suo intervento:
[...] p.s. Non mancate a questa riunione: ho la sensazione che il lider (ndr: Lucio Picci) ci sta preparando un' altra delle sue trovate ``geniali''.
Le reazioni furono diverse, ma positive nello spirito. Le domande dubbiose di Marina Cazzola, che il 20 luglio, scrisse che ``qualcosa va fatto'', ma che ``la proposta non mi è affatto chiara'', alle precisazioni di Saverio Cittadini, che sottolinea come l'organizzazione debba ``avere anche un aspetto ludico-ricreativo'', si accompagnarono le esortazioni convinte di Marco Isopi, che ai dubbi espressi da Marco Antoniotti: ``Questa è una proposta serissima. Notate che però richiede tempo ed energie non indifferenti'', il 19 luglio così rispose:
Puntualizzazione indispensabile. È inutile illudersi del contrario. Però visto lo stato delle cose, si tratta di prendere un impegno con la propria coscienza a dedicare una parte delle proprie energie a questo progetto.
Un paio di interventi riassunsero forse le intenzioni di allora, che rimangono parte fondamentale per capire quel che è avvenuto in seguito. Lucio Picci, il 19 Luglio, prefigurò la struttura della Città Invisibile:
Problema: si tratta di pensare a come potrebbe essere un'organizzazione per la quale non abbiamo modelli da imitare. Bell'esercizio mentale. Sto cercando di pensare ad una organizzazione che sia ad un tempo orizzontale, e però dotata di responsabili in grado di decidere velocemente. Una organizzazione politica, dotata di una sorta di ``coordinamento'' che sia costantemente presente e abbia poteri di rappresentanza. Tale coordinamento è costantemente controllato dall'``assemblea permanente'' costituita dalla mailing-list generale. Se immaginiamo un'organizzazione potenzialmente con molti membri, non è pensabile che tutti partecipino a tutte le discussioni. Sto pensando ad un'organizzazione in cui ogni ``funzione'' è gestita da una mailing list diversa. Non è né necessario né auspicabile progettare una struttura complessa. Procediamo per gradi, così come abbiam fatto sino ad ora: al crescere delle esigenze organizzative, si trovano soluzioni organizzative. L'importante è avere costantemente presente che si è all'interno di un percorso di questo tipo. Creiamo una organizzazione che sia in grado di crescere.
Alessio Bragadini, il 17 luglio, pose l'accento su una condizione indispensabile per poter procedere, la serietà di intenti:
Completamente d'accordo, soprattutto sulla ``autorevolezza'': o si fanno le cose bene, o non si fanno, come hanno insegnato altre associazioni.Con queste premesse, possiamo dire oggi, nacque la Città Invisibile.
Il 19 luglio, su proposta di Lucio Picci e con approvazione per silenzio-assenso da parte dell'assemblea, furono fissate le linee generali del percorso che avrebbe portato alla nascita dell'associazione. Queste prevedevano che su LO si discutesse la fase iniziale della creazione dell'associazione e della realizzazione dello statuto, che a un certo punto si creassero delle liste di discussione tematiche e che LO terminasse il suo ruolo di ``incubatore'' dell'organizzazione, per tornare eventualmente a svolgere il suo ruolo di coordinamento degli interventi su Society and Culture Italian, che infine lo statuto venisse votato e che si eleggessero le cariche sociali.
Nel mentre, era necessario trovare il modo per realizzare il collegamento con Internet del computer dell'associazione, e cominciare a creare rapporti con referenti esterni in vista delle attività future.
Il 4 agosto nacque la mailing-list ``progo'', assemblea
``costituente'' della Città Invisibile, e da quel momento, nei
fatti, [LO] uscì di scena.
Il nome dell'assemblea della Città
Invisibile deriva da un programma televisivo (Tunnel, di
Rai Tre), nel quale ``Radio Progo'' era la parodia di una radio libera
noiosa e con più di qualche problema di autoreferenzialità.
Alessio Bragadini, in un suo intervento, aveva sostenuto che
l'organizzazione che si voleva formare non doveva essere
autoreferenziale, insomma non doveva essere come ``Radio Progo''.
L'intervento fu così apprezzato, che se ne ricordò in seguito
Riccardo Mannella quando decise il nome da dare al luogo di
discussione. ``Progo'' quindi, oltre al nome attuale della assemblea
della Città Invisibile, è quel che i cittadini di allora
non volevano che essa fosse.