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Il nucleo organizativo

Negli anni Society and Culture Italian, piazza virtuale frequentata allora perlopiù da italiani residenti all'estero (ma anche da tanti stranieri amanti dell'Italia, e da un numero di italiani in patria che cresceva col ritmo della diffusione di Internet in Italia), seguì con ansia e con speranza le vicende di Tangentopoli. Come in tutte le piazze quando si parla di politica, le discussioni erano molto accese, e riflettevano il clima nel paese. In quel periodo, nel paese reale come in quello ``virtuale'', stavano acquisendo maggiore visibilità alcuni tra i tratti peggiori dello spirito nazionale. Una forma strisciante di revisionismo storico e, come spesso avviene nelle società in crisi, una tendenza alla banalizzazione dei problemi, che in seguito ebbe come massima espressione i caratteri demagogici della campagna elettorale della destra durante la primavera del 1994.

La vittoria dello schieramento guidato da Silvio Berlusconi alle elezioni del marzo 1994, con la maggiore visibilità che ne seguì per i suoi sostenitori, aprì ulteriori spazi a queste tendenze. Il timore che la destra sarebbe stata in grado di formare un blocco di interessi e di potere coeso e comprendente i tradizionali interessi forti, non ancora pienamente rappresentati dopo lo sfaldamento del precedente assetto politico, contribuìall'ulteriore deterioramento del clima nel paese. Si ricordi, per esempio, la pubblicazione da parte di un settimanale vicino ad Alleanza Nazionale di ``liste di proscrizione'', la metodica occupazione della Rai da parte del governo di Berlusconi e Fini e, infine, l'attacco all'autonomia della Banca d'Italia da parte, principalmente, di esponenti di Alleanza Nazionale. Society and Culture Italian, per certi versi, fu specchio fedele del clima grigio e pesante che si respirava in quei mesi. Il sentimento forse più diffuso, da parte di chi non si riconosceva nelle forze che avevano vinto le elezioni, era di impotenza nel contrastare la quantità di interventi contenenti inesattezze, falsità, o semplicemente interpretazioni di fatti prive di ogni fondamento.gif

Alcuni frequentatori abituali di quella comunità virtuale, perlopiù conosciutisi ``dal vivo'' grazie agli incontri del Collettivo Immaginario, decisero di organizzarsi per potere meglio contrastare in rete la disinformazione attuata dalla destra, e per poter meglio elaborare delle argomentazioni a favore di una diversa idea del paese.

All'inizio dell'aprile del 1994, nacque una mailing-list,gif riservata, (``Lista Organizzativa'', o LO) per attuare questi fini. Gli obiettivi dichiarati di LO erano tutto sommato modesti. Ci si proponeva principalmente di realizzare un coordinamento degli interventi politici su Society and Culture Italian al fine di renderli più efficaci, e di coordinare, per condividerne i risultati, la raccolta di materiale di documentazione (articoli di giornale, ecc.) che potesse servire di supporto alla discussione.

I risultati immediati di LO non furono troppo rilevanti, anche per l'eseguita delle forze coinvolte (inizialmente, una quindicina di persone). LO ebbe però un ruolo molto importante per la nascita della Città Invisibile, perché al suo interno ebbe luogo la prima fase del percorso che portò alla sua costituzione, e f furono sperimentati alcuni strumenti di funzionamento che in seguito si rivelarono cruciali per il successo del progetto.

Si decise che la partecipazione a LO poteva avvenire solo per invito, e si adottò un meccanismo di cooptazione per i partecipanti che, opportunamente modificato e codificato, fu esteso alla fase costitutiva della Città Invisibile, sino all'entrata in vigore dello statuto.

Quando cominciò a presentarsi il problema di prendere decisioni legittime, si pensò di utilizzare un meccanismo di ``silenzio-assenso'', secondo il quale è da ritenersi valida la decisione che non riceve obiezione legittimamente formulata entro un periodo di tempo prefissato. L'istituto del ``silenzio-assenso'' permette di ricorrere solo raramente a votazioni vere e proprie, che sono estremamente lunghe e dispendiose all'interno di un'assemblea ``asincrona'' (cf. capitolo 3). Il meccanismo del silenzio-assenso fu poi accolto nello statuto della Città, ed è ora uno degli assi portanti del suo processo politico.

Si pose immediatamente il problema della ``netiquette'', ovvero di quelle regole di buone maniere che in una assemblea telematica devono essere rispettate perché i diritti di tutti siano salvaguardati. Le norme di netiquette di LO furono utilizzate come base per il regolamento dell'assemblea della Città Invisibile tutt'ora in vigore.

Per finire, è dentro a LO che i fondatori della Città, per la prima volta, dovettero affrontare i problemi della trasformazine di una ``comunità non strutturata'' in una ``comunità strutturata'', ovvero in un luogo virtuale dove le discussioni sono finalizzate all'adozione di decisioni legittime che riguardino la realizzazione di progetti.


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La Città Invisibile