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La Citta' Invisibile replica a Telecom



La Citta' Invisibile replica a Telecom e invoca l'intervento
dell'Autorita' Garante per la Concorrenza e il Mercato.

La Citta' Invisibile, che la settimana scorsa ha denunciato all'Autorita'
Garante per la Concorrenza e il Mercato Telecom Italia per pubblicita'
ingannevole (http://www.citinv.it/ossreti/denuncia-agcm.html), risponde
alla replica di Telecom (http://www.citinv.it/ossreti/risposta-telecom.html).

1) Condizioni di concorrenza nel mercato di Internet

Nella sua replica alla denuncia della Citta' Invisibile per pubblicita'
ingannevole, la societa' Telecom Italia afferma che la pubblicita'
oggetto di denuncia, oltre a voler sottolineare la presunta economicita'
delle tariffa urbana, intende "contemporaneamente promuovere l'utilizzo
di Internet in termini generali".

Come ricordato nella denuncia della Citta' Invisibile, per affermazione
del responsabile Strategia e Pianificazione di Telecom Italia F. De
Brabant, Telecom Italia occupa attualmente il 53% del mercato di Internet
consumer e ha in programma, nei prossimi tre anni, di portare al 60%
tale quota di mercato. Date queste premesse, pare ovvio che la pubblicita'
oggetto di denuncia abbia dunque l'effetto di promuovere innanzitutto i
servizi Internet venduti da Telecom Italia.

Nel Provvedimento 4009 (C2404) dell'Autorita' Garante della Concorrenza
e del Mercato (Bollettino Settimanale AGCM n.25 dell'8 luglio 1996),
che autorizzo' Telecom Italia all'acquisizione della societa' Video
On Line, Telecom Italia, tra le garanzie offerte, dichiara "che la
Business Unit [avra'] una contabilita' trasparente e separata
[...]".

Al punto n. 24 del citato provvedimento C4009, l'Autorita' Garante afferma:

"Gli impegni assunti da Telecom nella comunicazione del 12 giugno 1996,
appaiono sufficienti ad evitare il rafforzamento di una posizione dominante
sul mercato interessato tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e
durevole la concorrenza [...]. Tali impegni costituiscono parte integrante
della comunicazione preventiva dell'operazione di concentrazione, pertanto,
ove gli stessi non venissero pienamente osservati, si realizzerebbe una
concentrazione diversa da quella comunicata, in tal caso l'Autorita'
potrebbe esperre i poteri di cui all'art. 16, comma 7, della legge
n. 287/90".

A questo proposito, La Citta' Invisibile invita l'Autorita' Garante per la
Concorrenza e il Mercato a verificare che la fatturazione della campagna
pubblicitaria oggetto della denuncia sia avvenuta, in toto o nella parte
imputabile ai benefici derivanti alle attivita' Internet di Telecom Italia,
alla "Business Unit" separata, come richiesto dal provvedimento citato.

A prescindere dal rispetto degli impegni relativi alla separazione contabile
della "business unit" Internet, La Citta' Invisibile segnala che la quota di
mercato di VOL prima dell'acquisizione da parte di Telecom Italia, come
indicato nel testo del citato provvedimento C4009, era uguale a circa
il 30%, a fronte di un'inattivita' di Telecom Italia in quel segmento di
mercato. Dunque, diversamente da quanto auspicato dal Provvedimento
citato, ha avuto luogo in effetti un rafforzamento della posizione
dominante allora occupata dalla societa' Video On Line. La Citta'
Invisibile avanza l'ipotesi che il motivo essenziale di tale incremento
possa esser letto con facilita' nell'ultimo bilancio di Telecom Italia,
dal quale emerge che, nel 1996, la "business unit" di Telecom VOL/TOL ha
registrato ricavi per 8.756 milioni, a fronte di costi per 45.478 milioni.

La Citta' Invisibile ritiene che una situazione come quella descritta sia
incompatibile con effettive condizioni di concorrenza del mercato
"consumer" di Internet, che sole possono garantire un adeguato sviluppo
del mercato e una adeguata tutela dei diritti dei consumatori.
La Citta' Invisibile chiede all'Autorita' Garante per la Concorrenza
e il Mercato di fare quanto in suo potere per garantire condizioni
di effettiva concorrenza nel mercato "consumer" di Internet.

2) Settori telefonici e localizzazione dei "punti di presenza" dei
"Internet Servce Provider"

Telecom Italia sostiene che "circa il 75% degli oltre 25 milioni
di abbonati telefonici di Telecom Italia possono collegarsi
ad Internet al costo di una telefonata urbana".

L'affermazione di Telecom Italia equivale all'ammissione che
oltre 6 milioni di abbonati telefonici non possono collegarsi
a un Internet Provider per mezzo di una telefonata urbana.
Questa informazione non e' contenuta nei messaggi pubblicitari oggetto
della denuncia.

3) Luogo di origine e costo della chiamata.
Telecom Italia afferma che "Dallo spot emerge con chiarezza che la
telefonata viene effettuata da una linea privata e non da un apparecchio
pubblico". Il calcolo corretto di una telefonata di 1 ora (3.600
secondi) da un apparecchio privato, dalle 18,30 alle 8,00 dei giorni
dal lunedi' al venerdi', dalle 13,00 del sabato fino alle 8.00 del
lunedi' successivo e dalle 00.00 alle 24.00 di tutti gli altri
giorni festivi, il seguente:
- ritmo di conteggio = 1 scatto ogni 400 secondi
- 1 ora di connessione da' luogo a 9 scatti (=3.600secondi/400 secondi)
- il costo della telefonata effettuata da una linea privata
quindi pari a 9 scatti x 127 lire = 1.143 lire +IVA
Quindi, includendo anche l'IVA, 3 monete da 500 lire assicurano il
pagamento della telefonata, nonche' una modesta "mancia"."

La Citta' Invisibile contesta che la chiamata sia effettuata da
un'abitazione privata. Inoltre, in una delle "ambientazioni" del messaggio
pubblicitario, trasmessa durante la prima settimana di ottobre, i
protagonisti dello "spot" si trovano in modo inconfutabile all'interno
di un bar.
E' comunque da escludersi che una chiamata telefonica effettuata da
un'abitazione privata, della durata di 9 scatti, possa essere
pagata L. 1500. Infatti, non soltanto e' inusuale l'addebito di
brevi chiamate telefoniche a parenti o amici dell'intestatario
dell'abbonamento, ma e' espressamente vietato, dall'Art. 18 del
regolamento di servizio (fonte: elenco telefonico), che l'addebito
possa superare le tariffe in vigore:
"Art. 18: L'uso dell'apparecchiatura terminale d'utente
sulla rete telefonica pubblica commutata e' consentito anche ai
dipendenti e familiari dell'abbonato nonche' ai suoi clienti;
e' fatto comunque divieto al titolare dell'abbonamento di pretendere,
per il traffico svolto, un corrispettivo diverso da quello stabilito
dalle norme tariffarie. E' proibita la cessione a terzi per
qualsiasi ragione. [...]"

Dunque, se si trattasse di una abitazione privata, l'intestatario
dell'abbonamento non potrebbe in nessun modo accettare neppure la
"modesta mancia" rilevata da Telecom Italia. A meno che l'intenzione
di Telecom Italia non sia di convincere gli utenti che, attraverso
l'abbonamento telefonico, possono, grazie a "modeste mance",
recuperare almeno in parte le esose tariffe a cui sono soggetti.
Se Telecom Italia desidera confermare che queste erano le sue
intenzioni, immediatamente La Citta' Invisibile produrra' un'ulteriore
denuncia all'Autorita' Garante per pubblicita' ingannevole.

Riguardo alla durata in scatti della telefonata, La Citta' Invisibile
non puo' che ribadire quanto ha gia' affermato nella sua denuncia: una
telefonata urbana della durata di 3600 secondi da' luogo a un addebito di
10 scatti, diversamente da quanto affermato dal messaggio pubblicitario.
Questo perche' si paga uno scatto anche all'inizio della comunicazione, a
prescindere dalla sua durata.
Per convincersi della correttezza dell'affermazione, e' utile considerare
il noto "problema della staccionata": per costruire una staccionata
lunga 9 metri, sostenuta da un palo ogni metro, sono necessari 10 e non
9 pali.

4) Confronti internazionali.

Riguardo ai confronti internazionali, La Citta' Invisibile non ha
presentato elaborazioni proprie (come erronamente riportato da
Telecom Italia), ma dati elaborati da OECD, uno dei piu' prestigiosi
osservatori indipendenti internazionali. E' del tutto evidente come queste
fonti siano intrisecamente piu' credibili rispetto a uffici studi
aziendali e per definizione di parte.

5) I silenzi di Telecom
Per ultimo, La Citta' Invisibile nota che Telecom Italia, nella
sua risposta, ha deciso di non replicare alle argomentazioni della
denuncia circa l'enorme numero di "settori" - un totale di 1399 -
in cui e' segmentato il territorio nazionale, e l'incidenza sul costo
della tariffa urbana della tariffazione "a scatti" e anticipata
praticata da Telecom Italia, rispetto a una fatturazione a secondi
praticata, per esempio, da British Telecom.

La Citta' Invisibile
Osservatorio Reti,
Area Politiche


--
Alberto Biraghi
pr@citinv.it

Ufficio Stampa
della Citta' Invisibile
http://www.citinv.it


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