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Associazione " Con i Campesinos" -=- Coop." Meridiana 2"

Azioni e Riflessioni per il quotidiano.


----============= SUR Ottobre 94 - n.1 ==========----


TORNO AL SUR

"Torno al Sur", cioè torno al Sud, cantava il grande e indimenticabile compositore argentino Astor Piazzolla. E nella sua canzone parlava di nostalgia per una terra bellissima e abbandonata, la sua appunto, e di un grande desiderio di poterla rivedere dopo una lunga e triste separazione . E' questa un'aspirazione che dovrebbe essere condivisa da tutti, anche da chi, soprattutto da chi, in quelle terre non vi potrà tornare fisicamente, perché non c'è mai stato, perché magari ha avuto la fortuna di nascere e vivere in una delle oasi ricche e protette del mondo. Eppure il "Sur", inteso emblematicamente come il mondo dell'emarginazione e dell'abbandono, chiede con dignità di essere ascoltato, di essere seguito con attenzione, pretende un ritorno verso sé stesso. E' un grido sordo ma insistente, che si leva ogni giorno da tantissimi poveri e emarginati, i cittadini del Sud del mondo. Essi non vivono in terre irraggiungibili, ma percorrono le nostre stesse strade, bussano alle nostre porte, appaiono sugli schermi delle nostre televisioni.

Il Sud del mondo è qui di fianco a noi, il vero problema è che noi facciamo fatica ad accorgercene, cambiamo strada, chiudiamo le nostre porte, abbassiamo gli occhi, invochiamo alibi e pretesti di ogni tipo per rimandare ogni possibile confronto.

Ciò che vorremmo suggerire con questa nostra pubblicazione è provare ad invertire la rotta, provare a camminare verso il Sud . I modi sono tanti, noi proporremo quelli che abbiamo sperimentato, attendendo da possibili lettori e collaboratori altre indicazioni. Non vorremmo essere soli ad intraprendere questa strada, perché in compagnia si viaggia meglio e si evita il pericolo di tornare sui propri passi. Sappiamo cosa c'è all'inizio di questo cammino: un problema grande come una voragine che richiede uno sforzo collettivo perché almeno venga affrontato . Invece non sappiamo cosa ci potrà attendere alla fine, ma vogliamo provare ad ipotizzarlo; certo nessun premio, nessuna consolazione. Forse la riscoperta di quella bellezza delle cose semplici, raccontata da Astor Piazzolla nelle sue canzoni, che il Sud del mondo rivela solo a chi, vinto dalla nostalgia, vi fa "ritorno".

CARO AMICO DELLA BOTTEGA...

Questa lettera è rivolta a te che più o meno consapevolmente, hai provato ad acquistare i prodotti del commercio equo e solidale. Chissà quante volte, entrato in negozio, sedotto dall'esotico profumo di incenso e spezie, hai posato di sfuggita i tuoi occhi, fra uno sguardo ai tessuti arcobaleno del Guatemala ed uno al misterioso artigianato precolombiano, su cartelli che parlavano di "Cooperazione per il Terzo Mondo" e "microprogetti in Africa ed America Latina"... E quante volte mentre la tua mano percorreva sfiorandoli i dorsi dei libri esposti in bottega, uno strano senso di smarrimento ti ha assalito, perchè difronte a te non c'erano che autori, titoli ed edizioni inconsuete e sconosciute...E poi chissà quali bizzarre risposte ti sei dato quando la tua mente si accaniva su un unico, tormentoso dubbio: "Ma perchè ogni volta che entro in questo negozio, dietro al bancone vedo sempre volti nuovi e diversi?" Caro amico della bottega è giunto finalmente il momento di capire cosa si nasconde dietro agli affollati e colorati scaffali del negozio e di renderti conto che ogni volta che vi fai un acquisto, diventi protagonista e soggetto di un grande progetto di solidarietà e giustizia di cui la bottega non è che un'espressione. Innanzitutto, tutte le persone che hai avuto occasione di incontrare in negozio sono dei volontari ed il simpatico e loquace signore che più spesso timbra il cartellino delle presenze è il loro coordinatore.
Buona parte dei prodotti che trovi in Bottega fanno parte del commercio equo e solidale, cioè quella struttura economico-politica, alternativa alle consuete leggi di mercato che si rivolge direttamente ai produttori del terzo Mondo cercando di valorizzarne le risorse umane e naturali. Tutti i guadagni della Bottega sono destinati ad opere di solidarietà: una parte consente alla coop. La Meridiana 2 di gestire una comunità di recupero per tossicodipendenti; il restante viene utilizzato dal Associazione "con i Campesinos" per finanziare microprogetti di sviluppo nei Paesi del Sud del Mondo. Inoltre cerchiamo di fare in modo che la Bottega sia anche un luogo di informazione e cultura, che ci aiuti a far conoscere le abitudini, le caratteristiche , la difficile situazione politica dei Paesi del terzo mondo e i disagi e le problematiche del nostro; a questo servono i libri della nostra piccola biblioteca e tutto il materiale cartaceo che svolazza sul bancone e fra gli scaffali o ricopre le pareti del negozio. Un ulteriore obbiettivo è rappresentato dal nostro territorio: cerchiamo infatti di mantenerci in contatto con altri gruppi che operano nei sociale e di promuovere o pubblicizzare incontri, dibatti ti e iniziative legate alla solidarietà.

Come vedi, caro amico, i sogni , le idee , ma anche le esigenze che si nascondono dietro agli scaffali della Bottega sono tanti; per questo motivo e per il significato stesso che diamo alla parola "solidarietà" accogliamo a braccia aperte chiunque voglia darci una mano o semplicemente conoscerci meglio.

CHIARA


MAG: INVESTIMENTI ETICI

L'immagine che abbiamo di una banca è quella di un luogo sicuro, una grande cassaforte dove depositare i nostri soldi lontano da mani indiscrete.
Che una banca non sia, in realtà, solo una cassaforte risulta evidente dal fatto che, stranamente, questo servizio di "custodia" non è a pagamento, anzi al contrario la banca offre anche un modesto guadagno (tasso d'interesse) a chi deposita i propri risparmi.

Triangolo Produzione-Consumo-Risparmio Come funziona tutto ciò? Molto semplicemente la banca raccoglie denaro dai risparmiatori e contemporaneamente usa il nostro denaro concedendo prestiti ad imprenditori, industrie ecc.. chiedendo loro di restituire le somme versate in un certo tempo e con un certo tasso d'interesse.

In tutto questo gioco non ci sarebbe nulla di male se non fosse che tra le industrie finanziate dalle banche ci sono anche quelle che distruggono le foreste, che inquinano, che producono armi, che sfruttano i lavoratori... OK, siamo arrivati al nocciolo della questione: le banche concedono prestiti in base al criterio "voglio guadagnare il più possibile e subito" (l'espressione "il tempo è denaro" sicuramente sarà frutto della mente di qualche banchiere); poco importa su come vengono utilizzati i soldi prestati. Ed ecco che entrano in azione le MAG, cooperative che concedono prestiti in modo mirato e coerente con i propri principi di giustizia sociale.

La proposta è quindi quella di instaurare un rapporto nuovo con il proprio risparmio, finalizzato ad investimenti socialmente utili; è un' "arma" in più nelle mani del consumatore quella di poter orientare ,oltre che la produzione, anche il credito verso quelle forme d'economia che elgi ritiene più corrette.

E' così possibile sostenere iniziative serie che intervengono settori quali quello dello sviluppo dei paesi poveri, della pace, del disarmo, del risparmio energetico, della controinformazione, dell' emarginazione riappropriandosi della gestione e del controllo diretto dei risparmi, evitando che questi vengano utilizzati per rafforzare le Ingiustizie sociali. Le MAG a noi più "vicine" sono: CTM_MAG, MAG2

Come si fa ad investire in una MAG?? Semplicemente diventando soci della stessa, ovvero scrivendo una lettera al Consiglio d'amministrazione chiedendo di essere ammesso come socio ed indicando il numero di quote di capitale sociale che si intendono acquistare, su tale quota ogni anno si maturano degli interessi, paragonabili a quelli di un C/C bancario. Ci riserverviamo di entrare nei dettagli, di ciascuna MAG, in un prossimo articolo.

Ciascuno di noi, magari sensibile ai temi dello sviluppo dei paesi poveri, della pace o dell' ambiente, rischia di veder neutralizzati i propri sforzi dall' azione incosciente della propria banca. E' anche vero che una banca offre molti servizi (assegni, bancomat ..) a cui difficilmente possiamo rinunciare; il nostro invito è quello di distribuire i propri risparmi tra MAG e banca trovando il proprio equilibrio tra l'esigenza di un risparmio "etico" e l'altrettanto valida esigenza di disporre di un servizio bancario efficiente. L'ideale sarebbe riuscire a fondere le due cose .... e non è detto che non ci si riesca ... ci risentiamo alle prossime puntate.

Su questi temi potete trovare alla Bottega della Solidarietà alcuni libri e delle persone che sapranno dirvi qualcosa di più. ("Soldidarietà - Il risparmio" )

LORIS


INDIRIZZI MAG

Logo CTM_MAG CTM-MAG: opera nel settore del sostegno allo sviluppo dei paesi poveri e del Commercio Equo e Solidale, su tutto il territorio nazionale.

Indirizzo:

CTM MAG S. C. a r.l.
Piazzetta G. Forzatè 1;
35137 PADOVA
TEL. 049.651865
FAX 049.8755714

Logo MAG2 MAG2 : Opera in tutti i settori elencati, ma prevalentemente all'interno della Lombardia.

Indirizzo:

MAG2 Finance;
v. Pacini 11;
20131 MILANO
Tel 02.2665474
Fax 02.26680508


PER UN COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

Dove esportano i paesi del terzo mondo? Soprattutto nei paesi industrializzati. (L'Italia uno di questi) . Che cosa esporta il terzo mondo ? In prevalenza petrolio e prodotti agricoli . Quali prodotti agricoli? Sopratutto il caffè. Su 143 paesi del terzo mondo, 73 di questi hanno come prima voce un prodotto agricolo. Di questi 16 hanno il caffè che precede lo zucchero e la frutta . Chi beve il caffè? Nell'ordine gli U.S.A, la Germania, la Francia e l'Italia . In buona sostanza alcuni paesi sono interessati ad alcuni scambi, altri che hanno consumi diversi ad altri scambi.
Sacco di Caffe` Buona parte degli scambi sono utili ? Utili per i gatti? Utili per gli agnelli? (quelli con la A maiuscola) ? Ciascuno ha diritto ad elaborare in proprio la sua risposta e di scegliere la parte a cui tenere.
La nostra speranza è quella che voi diventiate "partigiani dei poveri" Non possiamo dimostrare che sia giusto perché per noi è una scelta a priori, di parte. Non chiedeteci la massima coerenza verificando quali consumi abbiamo. Se il boicottaggio del caffè un giorno potrà servire - e non è escluso che possa essere così - pensiamo di essere capaci di passare dal caffè al latte. Vogliamo dire che si devono operare solo scelte che servono.

Se qualcuno non vuole comperare un automobile perché i pneumatici gli ricordano le sofferenze dei braccianti del caucciù in Malaysia, se qualcuno nel baciare le piaghe di un crocefisso d'avorio, si ricorda di milioni di crocefissi africani in carne ed ossa, tanto di cappello a tanta e tale sensibilità, ma tutto ciò non ha nulla a che vedere con la fame nel mondo. Tale sensibilità non modifica i rapporti tra le classi sociali tra i sostenitori del caffè piuttosto che del caucciù. Dobbiamo fare qualcosa in più. Ma che fare? Abbiamo l'impressione di poter fare poco, rimarremo secondari e ausiliari per scelta, i popoli, ciascuno dei popoli, ha il diritto di trovare la specifica soluzione ai suoi problemi. Il negozio "LA BOTTEGA DELLA SOLIDARIETA'" in via P. Colombo, 9 a Vimercate è una delle espressioni possibili del fare per ... (altre botteghe) E' un'idea in continua trasformazione. La cooperazione e la solidarietà iniziano ad essere quotidiane e prendono un significato concreto: importare prodotti dall'altro emisfero ad un prezzo stabilito dai produttori e non dagli intermediari, avere contatti diretti con i nostri partner ed essere uno strumento continuo di informazione. E' un inizio poi si vedrà.

VITO


CAFFE': SAI COSA BEVI?

Avete presente quella pubblicità in cui Nino Manfredi apre le ante della sua dispensa e si accorge con sorpresa di essere rimasto senza caffè? Ogni volta che la vedo mi viene da pensare che che sul suo viso comparirebbe la stessa espressione di stupore e di disappunto se su quella mensola, invece del vuoto, trovasse una confezione di caffè Uciri.

Caffe` UCIRI Nessun nome diffuso nei supermercati o decantato da spot televisivi . Al posto di appariscenti scritte 3x2, parole extraterrestri come "solidarietà" e "coltivazione biologica"! Come non capire il senso di smarrimento ? Lo stesso che assalirebbe tutti coloro che non immaginano che esiste un commercio di caffè alternativo a quello tradizionale e che quest'ultimo nasconde dietro sé ingiustizie e sfruttamento. Infatti il prezzo del caffè coltivato nei paesi del terzo mondo, dove rappresenta una delle maggiori risorse economiche, viene fissato arbitrariamente nelle grandi borse internazionali, senza tenere conto delle esigenze dei produttori che non hanno gli strumenti e le possibilità di opporsi a questa speculazione.

Il caffè Uciri, importato in Italia dalla CTM, è un tentativo di opporsi a questo sistema ed il suo segreto è nascosto nel suo nome: " Union de la Comunidades Indigenas de la Region de Istmo" fondata nel 1983 nelle regioni del Messico meridionale. La CTM acquista il caffè direttamente dalla comunità di contadini ad un prezzo base di 120 $ per ogni 100 libbre (4.200 £/Kg) che tenga conto dei bisogni dei produttori : Infatti con il prezzo del commercio tradizionale i contadini non arrivano a coprire nemmeno le spese di produzione . Ai 120$ si aggiungono un 20% come fondo di solidarietà ed un 5% come premio per la coltivazione biologica . Questo perché i contadini Uciri hanno deciso di rinunciare ai concimi e anti-parassitari chimici testimoniando in questo modo il loro attaccamento alla terra ed un maggior senso di responsabilità e rispetto per le generazioni future di quanto non ne possediamo noi. Inoltre , con i guadagni ottenuti dalla vendita del caffè, i contadini cercano di migliorare le condizioni di vita di tutta la comunità in cui non esiste proprietà privata, costruendo una una rete di acqua potabile e promuovendo la scolarizzazione e la lotta alle malattie.

CHIARA


PER UN NATALE DI SOLIDARIETA'

L'usanza dello scambio dei doni nel periodo natalizio, può essere una buona occasione per non lasciarsi ancora una volta sopraffare dalle leggi del consumismo esasperato che spesso si affermano in questo periodo. Capita sovente di fare o ricevere regali inutili, magari bizzarri o spiritosi, frutto della spasmodica ricerca dell'idea originale, o del colpo ad effetto, ma che poi restano assolutamente inutilizzati in qualche scatolone polveroso o peggio addirittura gettati via.

Non si più certo negare che lo spreco sia una delle voci maggiormente ricorrenti nella nostra società, in modo particolare nei periodi di festa. Con questo non si vogliono sottovalutare gli aspetti positivi del gesto del donare, comunque legato a sentimenti di amicizia, affetto e condivisione. Se regalo deve essere, che sia utile, gradito, e soprattutto, EQUO e SOLIDALE. Oltre a compiere un atto di concreta solidarietà, inviteremo anche chi questo regalo deve ricevere ad un istante di riflessione sul significato più profondo del "donare" che in fondo è quello di privarci di qualcosa alla quale teniamo, per darlo ad altri, più bisognosi, in un atto di fraterna condivisione.

Quale significato può assumere allora lo scambio di regali tra persone che non si trovano in condizioni di bisogno immediato? Certo, è testimonianza di stima e affetto reciproci, ma rischia comunque di essere un atto formale, uno scambio di cortesie un po' fine a se stesso. Così non è se con tale gesto si contribuisce anche alla crescita ed al miglioramento delle condizioni di vita di chi ha realizzato quel prodotto, sua unica fonte di reddito. In previsione del prossimo Natale, oltre a quanto normalmente disponibile presso la nostra bottega, stiamo preparando dei cesti da regalo contenenti i più svariati prodotti: Caffè, the, cacao, miele, biscotti, farine, cioccolato, tutti di provenienza rigorosamente "equa e solidale" e prodotti secondo i criteri dell'agricoltura biologica, potranno essere i vostri regali veramente "alternativi".

Rivolgiamo la nostra attenzione anche alle iniziative che spesso le ditte ed in generale i datori di lavoro compiono nei confronti dei propri dipendenti e clienti. L'invito è ad un gesto diverso dal solito "panettone e spumante" che consenta un più significativo ed utile "NATALE DI SOLIDARIETA'". Tutte le informazioni relative all'iniziativa "un Natale di solidarietà", possono essere richieste presso La Bottega della Solidarietà, via P.Colombo, 9 20059 Vimercate 039/660036 oppure telefonando al n 6079639 chiedendo di Vito o Ernesto.

ORLANDO


IL "DISTRICT SIX" di RICHARD RIVE

Nel nostro panorama culturale la letteratura africana è ancora un pianeta sconosciuto dai contorni indefiniti . Certo negli scaffali delle librerie trovano posto opere di autori africani, ma per lo più si tratta di scrittori bianchi, oppure di Europei o Nordamericani che hanno soggiornato per tempi più o meno lunghi in Africa. Niente a che vedere con la vera anima letteraria del continente. Eppure la critica internazionale non ha potuto non considerare l'autentico talento degli scrittori africani, tanto da attribuire gli ultimi premi Nobel della letteratura all'egiziano Mahfuz, al nigeriano Soynka e a Toni Morrison, grande scrittrice di colore statunitense, riconducibile per i temi trattati e per lo stile adottato alla tradizione della letteratura africana. E' un segno di riscatto che rende giustizia a tutta una stirpe di grandi scrittori dimenticati e trascurati per molto tempo. Fra questi occupa una posizione di notevole rilievo lo scrittore sudafricano Richard Rive, nato nel 1921 e morto nel 1987 in circostanze drammatiche, ucciso dalla mano di un giovane teppista.

Copertina del libro Il capolavoro di Rive è il romanzo "District Six" scritto originariamente in inglese e ora tradotto anche in lingua italiana ed edito da una piccola casa editrice di Milano: la E. L. Il libro narra la storia del District Six, un quartiere di Capetown in cui lo stesso autore era nato e si era formato.

District Six occupa un'area ai margini della grande città, povere case e strade malridotte, uno dei tanti slum che affollano la periferia della metropoli, ma il suo cuore pulsante sta nell'intensità dei rapporti umani che la scrittura di Rive sa far emergere con grande lirismo . Nel quartiere vivono persone di razze diverse, di diverse religioni e culture e proprio questa diversità ne fa un luogo superiore a tutti gli altri, un'isola nel mare dell'apartheid, l'esempio di uno stile di vita che è un'aperta ribellione a un mondo, quello del vecchio Sudafrica, segregato e diviso .

Nella storia non c'è un solo protagonista, ma si tratta di una vicenda corale in cui si combinano i destini di tanti personaggi tutti accumunati da un'unica caratteristica: le loro esistenze sono indissolubilmente legate al District Six. Il senso di questa appartenenza costituisce la forza dei suoi abitanti, consapevoli di far parte di una vera comunità, che per Rive, in perfetta sintonia con la cultura africana, non è solo un posto in cui vivere, ma un luogo privilegiato, crocevia degli affetti e dei sentimenti.

Il libro è diviso in episodi inframmezzati da pagine autobiografiche, in cui l'autore autobiografiche, in cui l'autore racconta le fasi più importanti della storia del District Six filtrandole attraverso i suoi ricordi .

La trama si snoda attraverso le vicende di straordinari personaggi : Zoo September che apre la sua casa a chiunque la voglia abitare; Mary, la tenutaria del "casino" e vera autorità del quartiere, stimata anche dal reverendo padre Rowlands che le affida l'organizzazione del banchetto di vendita durante la festa della parrocchia; il signor Katzen padrone di casa ebreo tedesco che non si cura di riscuotere l'affitto dai suoi inquilini e si rifiuta fino all'ultimo di vendere le case del District Six ai bianchi per non assistere a un'altra deportazione dopo quella che aveva visto nel 1938 in Germania .

Sottile ironia quando non vera e propria comicità contraddistinguono le storie in cui è coinvolta la gente del District Six ; Rive presenta al lettore una trama di sicuro effetto mischiando humor a momenti più drammatici con grande sensibilità . Proprio nel suo epilogo la storia si volge in tragedia: quando l'ombra dell'apartheid avvolge anche il District six, l'ultima isola felice, il sogno è spezzato e ciò che il signor Katzen aveva temuto si avvera. I razzisti bianchi entrano nel quartiere se ne impossessano e lo distruggono; materialmente, demolendone le case e culturalmente disperdendo i suoi abitanti e soffocando così la vita della comunità. Il libro si chiude con un inno alla memoria : "non dimenticare" è il messaggio che Rive affida al lettore attraverso le battute finali di Mary, di Zoo September e dei loro amici, nella convinzione, quasi profetica, che solo dalla memoria un giorno si potrà trovare la forza per cambiare le cose. E noi oggi non dobbiamo dimenticare una grande scrittore come Richard Rive; il nuovo Sudafrica finalmente libero dall'apartheid deve qualcosa anche a lui. Il volume District Six è in vendita presso la "Bottega della solidarietà" 20.000. a Lit. 20.000.

FABIO


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