UNICEF e OMS hanno redatto un codice che bandisce queste tecniche di marketing...
Il Codice Internazionale
"Inappropriate pratiche nutritive portano alla malnutrizione infantile, alla malattia e alla mortalità in tutti i paesi, e pratiche improprie nel marketing di sostituti del latte materno possono contribuire a questi gravi problemi di salute pubblica."
(Preambolo del Codice)

Il Codice Internazionale fu adottato dalla World Health Assembly (Assemblea Mondiale della Sanità) il 21 maggio 1981. Rappresenta per tutti i governi un modello di minima regolamentazione che dovrebbe essere adottato per proteggere la salute infantile impedendo un marketing inappropriato di sostituti del latte materno. Vieta la pubblicizzazione del latte artificiale e di qualsiasi altro sostituto del latte materno. Una ulteriore risoluzione del 1986 ha chiarito poi il problema dei rifornimenti gratuiti dichiarando che il latte artificiale non è necessario.

Il Codice si applica ai sostituti del latte materno, inclusa la "infant formula", altri prodotti del latte (cibi e bevande, inclusi cibi complementari in biberon, quando presentati come una parziale o totale sostituzione del latte materno), biberon e poppatoi (articolo 2).

Etichette adeguate
Nessuna promozione al pubblico
Non ci deve essere pubblicità o altra forma di promozione al pubblico di prodotti a cui si applica il Codice. Non ci deve essere nessuna pubblicità nel punto di vendita, distribuzione di campioni o ogni altro mezzo promozionale per attirare direttamente il consumatore, come speciali mostre, tagliandi di sconto, premi, vendite speciali.

Il personale addetto al marketing non deve cercare nessun contatto diretto o indiretto con le madri di neonati e bambini piccoli (articolo 5).

Nessun dono alle madri o al personale medico
Produttori e distributori non devono elargire alle madri nessun dono di articoli o utensili che possa promuovere l'uso di sostituti del latte materno o di allattamento tramite biberon.

Nessun incentivo finanziario o materiale, per promuovere prodotti che rientrano negli scopi del Codice, deve essere offerto al personale medico o a membri delle famiglie (articoli 5.4, 7.3).

Una chiara informazione
Nessuna promozione nelle strutture sanitarie.
Le strutture sanitarie non devono essere usate per promuovere l'"infant formula" o altri sostituti del latte materno. Esse inoltre non devono essere usate per mostrare prodotti o manifesti pubblicitari e posters su questi ultimi, o per la distribuzione di materiale che porta il marchio di prodotti trattati dal Codice (articoli 6.2, 6.3, 4.3).

Nessuna promozione al personale medico.
L'informazione fornita al personale medico da produttori e distributori, riguardante prodotti trattati dal Codice, deve essere limitata a fatti scientifici ed effettivi, e non deve implicare o creare l'opinione che l'allattamento mediante biberon sia equivalente o superiore all'allattamento al seno.

Campioni di tali prodotti, l'equipaggiamento e gli utensili per la loro preparazione o uso, non devono essere forniti al personale medico eccetto quando necessario per valutazione o ricerca professionale a livello istituzionale (articoli 7.2, 7.4).

Nessun campione o rifornimento gratis
Campioni di prodotti a cui si applica il Codice non devono essere dati a donne incinte, madri di neonati e bambini piccoli, o membri delle loro famiglie.

Non devono essere dati rifornimenti gratis o sottocosto di sostituti del latte materno a reparti maternità o ospedali. Rifornimenti gratis o sottocosto possono essere dati ad altre istituzioni sociali solo per il benessere di neonati che devono essere nutriti con sostituti del latte materno, e devono continuare per tutto il tempo in cui i suddetti neonati ne hanno bisogno. Essi non devono essere usati come incentivo alle vendite (articoli 5.2, 7.4, 6.6, 6.7, Risoluzione OMS 39.28).

Nessuna promozione di cibi complementari prima che ce ne sia il bisogno.
E' importante per i neonati ricevere cibi complementari adeguati, di solito quando raggiungono l'età da 4 a 6 mesi di vita. Ogni cibo o bevanda dato prima che i cibi complementari siano nutrizionalmente necessari, può interferire con l'inizio o il proseguimento dell'allattamento al seno e quindi non ne deve essere promosso l'uso durante questo periodo.

Bisogna inoltre fare ogni sforzo perché vengano usati i cibi disponibili localmente. (Preambolo del Codice; Risoluzione WHA 39.28).

Le compagnie devono attenersi al Codice Internazionale.
Indipendentemente da ogni altra misura presa per rendere operante il Codice, produttori e distributori di prodotti a cui si applica il Codice devono considerarsi responsabili per la sorveglianza delle loro pratiche di marketing, secondo i principi e gli scopi del Codice, e prendere provvedimenti per assicurare che la loro condotta ad ogni livello sia conforme ad esso (articolo 11.3).

Applicazione del codice.
Dieci anni dopo la stesura del Codice, nell'Agosto 1990, molti rappresentanti di governi di 30 paesi hanno adottato la "Dichiarazione degli Innocenti" in un meeting a Firenze. A tutte le donne, afferma la Dichiarazione, deve essere data la possibilità di allattare esclusivamente al seno... E, per ottenere questo risultato, tutti i governi devono entro il 1995 aver preso provvedimenti per rendere effettivi tutti gli articoli del Codice Internazionale e la risoluzione speciale dell'OMS del 1986 (in cui si afferma che non ci devono essere rifornimenti di latte per bambini negli ospedali e, nei reparti maternità, la piccola quantità di latte necessaria deve essere comprata anch'essa).

Nel 1991 l'UNICEF e l'O.M.S. hanno lanciato anche l'Iniziativa per gli Ospedali Amici del Bambini, che mira a incoraggiare l'allattamento al petto negli ospedali di tutto il mondo. Per dare all'iniziativa una probabilità di successo, hanno chiesto alla Nestlé e ai suoi concorrenti di rispettare il Codice Internazionale ponendo fine ai loro rifornimenti gratuiti in tutti i paesi entro il 1992. Nonostante l'esplicita richiesta dell'UNICEF, le ditte produttrici si sono rifiutate di collaborare, continuando rifornimenti fino a quando i governi non avessero legiferato in proposito o tutte le compagnie fossero d'accordo a smettere. La Nestlé sa infatti che, prima della realizzazione di queste condizioni, ci vorranno anni, durante i quali potrà continuare a vendere i propri prodotti mentre milioni di bambini continueranno a morire.

Durante il 1992 l'UNICEF ha posto nuovamente la questione a molti governi, ma la Nestlé é stata capace di far sollevare molte eccezioni e cavilli, per non includere nella legislazione latti speciali, latti per lo svezzamento, ospedali privati ecc.

Inoltre la compagnia sa che tali cavilli mascherano i sondaggi e aiutano a far finta che i rifornimenti gratis avvengono solo in casi speciali. Né la risoluzione OMS del 1986 né l'UNICEF ammettono queste eccezioni.
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