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Lettera del Direttore Esecutivo dell’UNICEF
all’Amm.re Delegato Nestlé - 31.12.1999
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Dr. Peter Brabeck-Letmathe
Chief Executive Officer
Nestlé S.A.
Avenue Nestlé, 55
CH-1800 Vevey, Switzerland
e, pc Dr.ssa Gro Harlem Brundtland
Direttore Generale
Organizzazione Mondiale della Sanità
31 Dicembre 1999
Egregio Dottor Brabeck-Letmathe,
Dopo la mia ultima lettera del 16 dicembre scorso, ho avuto
modo di ricevere ed analizzare informazioni più dettagliate sul Rapporto
Nestlé inviato alla Dr.ssa Brundtland, direttore generale dell’Oms, che
riguardava il rispetto del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei
Sostituti del Latte Materno, nonché le successive importanti risoluzioni
dell’Assemblea Mondiale della Sanità, da parte della sua impresa. Questa
ulteriore analisi, condotta in collaborazione con gli uffici Unicef competenti,
conferma le nostre precedenti preoccupazioni circa l’inadeguatezza delle
metodologie adottate da Nestlè nella stesura del Rapporto.
Come già Le ho detto in precedenti occasioni, l’Unicef
è grata a Nestlé per i suoi sforzi di verifica del rispetto del
Codice Internazionale. Ma purtroppo, alla luce delle analisi ora disponibili,
debbo esprimere le nostre riserve sull’affermazione che il Rapporto adempia agli
obblighi dovuti dalle imprese secondo l’articolo 11.3 del Codice. Come
già affermato, il Codice stabilisce che entrambi, Governi ed Imprese,
realizzino distinti e separati sistemi di monitoraggio. Il fatto di aver
ottenuto una certificazione del Codice da parte di alcuni Governi, laddove il
monitoraggio effettivamente non ha avuto luogo, non appare come una base
adeguata per una dichiarazione del genere.
Oltre a queste generiche osservazioni, ne avanziamo altre
più specifiche sul contenuto del Rapporto:
- Il Ministero della Sanità dell’Autorità
Nazionale Palestinese ha espresso, in una lettera al Rappresentante
Nestlé a Gaza, la propria insoddisfazione sul modo in cui era stata
riprodotta la lettera scritta dal Direttore dell’Ufficio di Direzione della
Salute Infantile, in sostanza utilizzando una traduzione modificata del testo
originale.
- Il Dr. Saleh Al-Khusaibi, Capo del Dipartimento Salute
Infantile presso il Ministero della Sanità dell’Oman, ci ha informati che
la lettera redatta per ringraziare le imprese di aver preso parte ad un incontro
da lui organizzato nel Novembre 1998, è stata inviata a tutte le imprese
produttrici di latti per neonati. Egli afferma che questa lettera in nessun modo
conferma o certifica che la Nestlé stia rispettando il Codice in Oman, e
che non esiste alcun documento ufficiale in questo senso.
- La certificazione proveniente dal Direttore Generale del
Dipartimento Sanità della Repubblica del Sud Africa afferma chiaramente
che "L’ufficio di direzione del Dipartimento Nutrizione non ha le
capacità di verificare eventuali trasgressioni del Codice".
- La "Notifica" del Ministro tedesco della
Sanità è datata Febbraio 1997 ed accompagna un rapporto del
Governo federale dal titolo "Esperienze connesse alla legge tedesca sulla
Pubblicità per i latti per neonati iniziali e di proseguimento".
Questo rapporto non fa alcun riferimento alla Nestlé o alle sue pratiche
di marketing e pertanto non può essere presentato come una certificazione
di avvenuto rispetto del Codice.
- Il Direttore dell’Ufficio Medico del Dipartimento Salute
Pubblica di Hong Kong ha certificato solo che "per quanto ne possa sapere,
i rappresentanti della Nestlé non forzano le madri ad utilizzare il latte
artificiale con campioni omaggio all’interno dei nostri centri ospedalieri e
nelle case per il parto". Il monitoraggio non è stato realizzato, e
la certificazione risponde solo ad un aspetto della promozione dei prodotti
coperto dal Codice.
- Il Certificato del Dipartimento Tutela Madri, Bambini e
Adolescenti, del Ministero della Sanità e della Sicurezza Sociale del
Venezuela, ha dichiarato che Nestlé non regala sostituti del latte
materno "il che significa che rispetta il Codice OMS". Di nuovo, si
tratta solo di un minimo elemento di rispetto del Codice, che non può
valere quale certificazione di rispetto dell’intero Codice.
- Certificazioni provenienti da sette paesi (Antigua e
Barbados, Repubblica Federale Islamica delle Comore, Repubblica Democratica del
Congo, Guyana, Madagascar, St. Vincent e Grenadines, Trinidad e Tobago),
dichiarano che le pratiche che l’impresa ha presentato adempiono con il Codice e
le leggi locali. Ciò non rispecchia necessariamente l’attuale situazione
di marketing in questi paesi, nè tanto meno le dichiarazioni di
Nestlé costituiscono quel monitoraggio indipendente richiesto per
ottenere la certificazione che l’impresa stia effettivamente rispettando il
Codice.
- Certificazioni provenienti dai Ministeri della
Sanità di Rwanda e Burundi si basano solo su rapporti annuali di
Nestlé/Regione dei Grandi Laghi e non su monitoraggi
indipendenti.
- La certificazione del Ministero della Sanità e
dell’Ambiente della Repubblica delle Isole Marshall, fa riferimento unicamente
alle pratiche Nestlé interne all’ospedale Majuro.
- La certificazione del Segretario ai Servizi Salute e
Medicina della Repubblica di Nauru, afferma semplicemente che il Governo non ha
espresso alcuna obiezione all’importazione e vendita di latte artificiale da
parte di Nestlé, e da ciò fa conseguire che i prodotti per i
neonati dell’impresa elvetica siano in regola con il Codice. Non fa alcun
riferimento alle pratiche di marketing, che sono il soggetto stesso del
Codice.
- La certificazione del Ministro della Sanità della
Repubblica del Libano riporta semplicemente che il suo ministero non ha ricevuto
alcuna lamentela in merito al rispetto del Codice. Ciò non significa che
alcune violazioni stiano comunque avendo luogo. Dello stesso tono quella del
Direttore del National Health Supervision, Norvegia, che dichiara "Il
Ministro della Sanità non possiede informazioni che possano condurre a
credere che Nestlé non rispetti l’accordo". Dichiarazioni non
ufficiali sulla stessa falsariga sono riportate in certificazioni provenienti
dalla Federazione Russa e dalla Bulgaria.
- La lettera dell’Amministrazione Alimentazione e
Veterinaria danese, dichiara semplicemente che "il sistema di controllo
alimenti sta attualmente verificando che la legge venga rispettata" e non
che Nestlé la stia rispettando.
- Il Rapporto Nestlé non riporta una lista dei
governi che sono stati contattati dall’impresa e che hanno rifiutato di
rilasciare qualsiasi certificazione di rispetto del Codice. Noi siamo stati
informati da fonti sicure che il Governo cinese (la Divisione Salute del Bambino
del Ministero della Sanità) rappresenta uno di questi casi.
- Nelle Filippine, dove una certificazione sul rispetto del
Codice fu rilasciata dal Segretario della Sanità nel Febbraio 1999, un
recente articolo informa che la situazione è cambiata. Il 30 settembre
1999, Business World informava che la compagnia di pubbliche relazioni
Nestlé, OgilvyOne, aveva vinto un premio per quella che fu definita una
"Campagna di fedeltà Nestlé" nelle Filippine. Secondo
quanto affermato dal direttore generale della OgilvyOne a Manila "Quando
progettammo il programma di nutrizione infantile della Nestlé,
utilizzammo appieno le tecniche di penetrazione commerciale diretta che
rappresentano ora il modo in cui commercializziamo i marchi e le relazioni tra i
consumatori ed i marchi stessi". Il direttore dichiara poi che la
"chiave di successo del programma OgilvyOne è stata quella di
stabilire una relazione con il cliente utilizzando la comunicazione diretta con
le madri - con l’invio di più pacchi postali - in tutte le fasi della
maternità". Questo tipo di contatto diretto con le madri è
proibito dall’Articolo 5.5 del Codice.
Dovremmo concludere che è ancora lungo il cammino da
percorrere per riuscire a raggiungere l’adempimento del Codice Internazionale,
incluse tutte le successive quanto rilevanti Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale
della Sanità. Auguriamoci che il nuovo millennio ci aiuti a fare maggiori
progressi.
Distinti saluti.
Carol Bellamy
Direttore Esecutivo Unicef