Repressione: Paraná Movimento Sem Terra
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Lotta per la terra,
Lotta per la vita

Vescovo denuncia uccisioni, torture e persecuzioni ai Senza Terra
Giugno 1999

La terra è un dono di Dio per tutti i suoi figli e figlie, perciò quando questo, per i propri vantaggi, viene negato in forma assoluta ed esclusivamente arbitraria, si commette un grande peccato contro la volontà di Dio. La Bibbia, per bocca dei profeti, condanna le ingiustizie praticate da coloro che proibiscono ai poveri ed ai contadini l'accesso alla terra, rendendoli schiavi e imponendo la miseria, la violenza e l'ingiustizia. Il Giubileo dell'anno 2000 chiama tutta la società alla conversione. Questo significa ristabilire il diritto dei poveri e degli emarginati in modo che possano anche loro godere della terra e dei suoi beni, beni che il Signore ha donato a tutti e quindi a ciascuno dei suoi figli e figlie. In questo modo la concentrazione della proprietà è giudicata uno scandalo ed è contraria alla volontà di Dio perché nega a gran parte dell'umanità il beneficio dei frutti della terra, generando diseguaglianze ed ingiustizie che creano seri confitti sociali, come quelli che stanno accadendo in questo momento nel nostro Stato del Paraná.

Come Vescovo ausiliare di Curitiba/Paraná e come Vicepresidente della Commissione Pastorale della Terra Nazionale, visto che ho accompagnato per molti anni la lotta dei poveri nelle campagne brasiliane per il diritto di accesso alla terra, voglio denunziare la situazione di violenza e mancanza di rispetto dei diritti della persona umana che stanno avvenendo oggi nel Paraná. Sono 41 i lavoratori rurali (contadini) incarcerati, alcuni di lori sono stati feriti durate gli sgombri realizzati, all'alba, dalla polizia con umiliazione e a volte con violenza.
Le famiglie sono state sconvolte, le donne e i bambini sono stati segnati per sempre dalle immagini delle atrocità e dalla freddezza degli esecutori degli sgombri. Secondi i dati della CPT dal 1994 sono stati incarcerati più di 200 lavoratori, 6 sono stati torturati, 15 sono stati assassinati, ci sono stati 30 attentati e 41 persone hanno subito minacce. Questo è l'aspetto più terribile della miseria e della violenza che stiamo vivendo nel Paraná negli ultimi anni. Tutta questa violenza avvalora nettamente lo smantellamento dell'organizzazione dei contadini del Paraná e crea un clima di ostilità contro i movimenti popolari e specialmente contro il Movimento dei Senza Terra (MST).

Non possiamo accettare questa strategia. Vogliamo la fine della violenza e dei conflitti, perciò crediamo che l'unica via di uscita sia l'attuazione di una Riforma Agraria ampia e integrale che assicuri un uso democratico della terra e condizioni di vita dignitose per i contadini con la possibilità di produrre alimenti in abbondanza.

Siamo scioccati dalle testimonianze di vari contadini, bambini, giovani, anziani trattati con violenza, scacciati, torturati fisicamente e psicologicamente, bastonati, umiliati..........
L'evidenza della gravità di queste testimonianze è il segno più chiaro dell'urgenza di una soluzione per questi problemi. Non possiamo accettare che il potere esecutivo e giudiziario che, costituzionalmente deve garantire i diritti dei cittadini, sia parziale e, purtroppo, indifferente all'immenso debito sociale della Riforma Agraria.
È frustrante per coloro che lottano per il bene comune sentire dai funzionari statali e federali dei "Gruppi parlamentari latifondisti" parlare di modi favorevoli per l'attuazione della Riforma Agraria senza che mai abbiano presentato progetti concreti per renderla effettiva. Se non fosse per la pressione esercitata dai movimenti popolari e in modo speciale dal MST, la Riforma Agraria sarebbe una legge costantemente morta nella nostra Costituzione. Non basta dire che una proprietà è produttiva per essere immune dall'espropriazione. Secondo la nostra Costituzione brasiliana è necessario che compia contemporaneamente anche una funzione sociale.

Che la ricerca della pace e della solidarietà sia sempre un'esigenza di tutta la società brasiliana che non può essere estranea alla miseria e all'agonia del suo popolo. Perciò la Riforma Agraria è uno strumento per restituire all'agricoltura e ai contadini il loro giusto valore come base di una sana economia, ancorata ai valori evangelici e giustificata politicamente dalla costruzione di una nazione sovrana, democratica e socialmente giusta.

Concludo con una citazione pertinente: "Nei luoghi ove sussistono condizioni inique e di povertà la Riforma Agraria rappresenta non solo uno strumento di giustizia distributiva e di crescita economica, ma anche un atto di grande saggezza politica.
Costituisce l'unica risposta concretamente efficace e possibile, la risposta legale al problema dell'occupazione delle terre.
Il ritardo ed il posticipare la Riforma Agraria toglie tutta la credibilità alle azioni (da parte di coloro che si oppongono a questa) di denuncia e di repressione della occupazione delle terre". (N. 44, documento pontificio Per una migliore distribuzione della terra - la sfida della Riforma Agraria, 1997).

Don Ladislau Biernaski
Vice-presidente della CPT Nazionale
Vescovo ausiliare di Curitiba/Paraná/BRASILE

 
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