Documenti: di Stedile Movimento Sem Terra
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Riforma Agraria: la realtà e la propaganda

João Pedro Stedile, Dicembre '99

La terra, nel nostro paese, continua ad essere un diritto assoluto soltanto per una minoranza. Il Brasile è il secondo paese al mondo per livello di concentrazione della proprietà della terra. Anche con l'industrializzazione (a partire dal 1930) il capitalismo brasiliano si è sviluppato nel settore agricolo sulla base della grande proprietà. E così milioni di lavoratori rurali poveri sono stati ancora una volta privati della possibilità di accedere alla terra.
Per risolvere questo problema, tutti i paesi, oggi sviluppati , hanno promosso la Riforma agraria. Ossia, hanno democratizzato la proprietà della terra. Hanno trasformato i loro senza terra in cittadini, produttori e consumatori. D'altra parte la democratizzazione della proprietà della terra è vincolata a modelli economici che mettono al primo posto il mercato interno e la distribuzione del reddito per ottenere crescita economica accompagnata da una maggiore giustizia sociale.
Queste lezioni della storia non sono servite alle élite brasiliane. Queste hanno sempre cercato, ad ogni costo, di mantenere i loro privilegi di grandi proprietari come fattore di potere economico, politico, elettorale e anche di influenza socio-culturale. Per quale motivo per esempio un senatore, in pensione dall'università, principe dei sociologi, senza nessun legame con le questioni agricole (caratteristica che è sempre richiesta ai senza-terra) si sente spinto a comprare un piccolo terreno di 1046 ettari?
Negli ultimi dieci anni e più precisamente durante il governo Cardoso è stato adottato un modello economico totalmente subordinato al capitale finanziario internazionale che ha impedito uno sviluppo più giusto. Si è continuato a concentrare la rendita e ad accrescere la povertà. Si è impedito un processo di distribuzione del reddito e di sviluppo del mercato interno.
Ed è stata marginalizzata completamente l'agricoltura il cui sviluppo è direttamente subordinato alle politiche di distribuzione del reddito e di rafforzamento del mercato interno. Il risultato di questa politica si vede per le strade e nelle statistiche. L'agricoltura è in crisi. L'area coltivata è diminuita di 8 milioni di ettari. Importiamo miliardi di dollari di prodotti agricoli. Il reddito medio è caduto del 46%. In 10 anni 942.000 piccole proprietà con meno di 100 ettari sono scomparse. Due milioni di salariati agricoli hanno perso il lavoro negli ultimi 5 anni, secondo il prof. Delfim Neto. Milioni sono obbligati ad emigrare verso le grandi città, accrescendo le aree di marginalità.
È ovvio che in questo contesto non c'è spazio per una seria politica di Riforma Agraria nel suo vero significato di democratizzazione della proprietà della terra. Per questo la concentrazione della terra continua, indipendentemente dalla propaganda del governo.
Dal '95 al '98 il governo ha realizzato insediamenti, solo come politica di compensazione sociale e ha messo al primo posto la distribuzione di lotti di terra nelle regioni Centro Ovest e Nord (65% di tutte le famiglie insediate) dove espropriare era sinonimo di loschi affari per i fazendeiros. Con queste iniziative aveva così i dati necessari a fare propaganda. Nel frattempo l'aumento di povertà nei campi e la mancanza di prospettive dei lavoratori hanno ovviamente aumentato mobilitazioni e proteste. Ma il governo ha continuato con il suo atteggiamento insensibile ed arrogante. Il Governo sa che il popolo è spinto ad organizzarsi non dal proselitismo del MST ma dalle necessità oggettive. Chi si è accampato di fronte alla fazenda dei figli del presidente (in società con il Sr. Juvelino Mineiro, conosciuto organizzatore della UDR a Pontal), non l'ha fatto per desiderio di far propaganda al MST, ma perché sapeva che se non venivano fuori le risorse per coltivare avrebbe sofferto la fame per un altr'anno!
I tecnici dell'INCRA avevano proposto alla fine del 98, la necessità di un bilancio di 2,5 miliardi di reais per il 1999. Al congresso l'hanno ridotto a 1.9 miliardi. Dopo l'accordo con il FMI, lo hanno portato a 1.2 miliardi. E durante i primi dieci mesi dell'anno Mr. Pedro Malan, ha autorizzato l'utilizzo di appena il 30% delle risorse.
Risultato: l'Incra è rimasto paralizzato. Nel primo semestre non ha praticamente fatto valutazioni. Chiedete ai funzionari dell'Incra quante famiglie sono state effettivamente insediate nel Sud, Sudest, Nordest, durante quest'anno? Migliaia di famiglie insediate non hanno avuto accesso a risorse. E per la prima volta nella storia del Brasile ci sono più di 100.000 famiglie accampate sotto le baracche di plastica nera, in più di 500 accampamenti affrontando ogni tipo di sacrificio e aspettando.....le menzogne del governo. L'unico problema per il governo è che i poveri del campo hanno deciso di organizzarsi e lottare. Signori onnipotenti, padroni della verità, della storia e del bilancio pubblico: non chiedeteci la vigliaccheria di smettere di lottare per sopravvivere!

PS. Hanno la faccia tosta di fare richieste al popolo ministri abituati ad utilizzare gli aerei della FAB, pagati con il denaro di questo popolo, per andare in spiaggia a Fernando de Noronha?

 
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