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Lo scorso anno Dario Fo, appena ricevuto il premio, chiamò Saramago. un gesto di stima del vincitore verso il vinto.
"Per fortuna Saramago ha dovuto aspettare solo un anno, dopo il premio assegnato a me.
Lui ed io siamo uniti da un filo rosso di libertà.
I suoi temi sono simili ai miei: la presa di coscienza, la lotta, il non voler mai accettare compromessi col regime, coi regimi.
Con lui Stoccolma ha premiato non solo lo scrittore, ma anche l'uomo delle bataglie civili.
Questa scelta è la continuazione di quella dell'anno scorso: si è voluto premiare ancora una volta un autore per le sue battaglie civili insieme alla sua qualità di scrittore."
Fuori dal coro Aldo Busi:
"José Saramago? Uno scrittore tedioso, noioso.
Anzi non è neppure uno scrittore, è un letterato, incapace di particolari invenzioni".
"Non lo sopporto, le sue opere sono vuote." tuona da Varsavia Czeslaw Milosz, Nobel per la letteratura nel 1980.
"La notizia che il Premio Nobel è stato assegnato a José Saramago mi ha procurato grande gioia e soddisfazione" replica Jorge Amado. "Conosco Saramago da molti anni e sono convinto che se qualcuno maritava il Premio Nobel questo era proprio lui. Hanno premiato la letteratura Portoghese attraverso uno dei più espressivi scrittori del mondo contemporaneo. C'è poi un altro aspetto che credo vada sottolineato in questa occasione, ed è il fatto che il massimo premio letterario finalmente renda giustizia alla lingua portoghese".
All'Osservatore Romano, invece, il Nobel per la letteratura a José Saramago non è piaciuto nemmeno un po':
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