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Pará: organizzatori del "5° Grido degli esclusi" condannano violenza
BRAZIL, 9 SEP 1999 (12:58) (STANDARD, PEACE/JUSTICE)
Di fronte ai gravi incidenti verificatisi nello Stato del Pará (Brasile) in occasione del "5° Grido degli Esclusi", i promotori
dell'iniziativa hanno emesso un comunicato di condanna della violenza che la MISNA pubblica qui di seguito.
"Noi, pastorali sociali della Conferenza Episcopale Brasiliana (Cnbb), Centrale Unica dei Lavoratori (Cut), Movimento dei
Lavoratori Senza Terra (Mst), Chiesa Luterana, Chiesa Anglicana, Caritas, Movimento di Occupazione di Ananindeua
(Moa) e altri organismi sociali popolari, intendiamo esprimere la nostra indignazione di fronte all'azione arbitraria e
violenta della Polizia Militare dello Stato del Pará, comandata dal governatore Almir Gabriel e dal Segretario alla
Sicurezza, Paulo Sette Câmara. Lo scorso 7 settembre, giorno del 'Grido degli Esclusi', in più di 1500 città di tutto il
Brasile ha avuto luogo l'evento dal titolo 'Brasile: nessuno dei tuoi figli fugge la lotta'. Purtroppo, nello Stato del Pará si
sono verificati episodi di violenza. In tutti gli Stati il 'Grido' si è svolto in forma pacifica, senza scontri con le forze di
polizia.
Nel Pará, la popolazione ha di nuovo subito l'azione barbara della Polizia Militare. A Belém, gli 'esclusi' che
partecipavano all'evento sono stati colpiti con proiettili di gomma, bombe lacrimogene e colpi di sfollagente. Ad
Abaetuba i poliziotti hanno ammanettato e portato in carcere un minore. (...)
I feriti - donne, uomini, ragazzi, bambini e anziani - hanno riportato clavicole fratturate, oltre a lesioni corporali ed ematomi. Noi, organizzatori del 'Grido degli Esclusi' riaffermiamo che la nostra iniziativa ha l'obiettivo di denunciare le situazioni di ingiustizia e chiamare il popolo (...) a costruire una società che abbia come fondamenta la democrazia, la giustizia ed il benessere per tutti.
La storia del 'Grido degli Esclusi' ha dimostrato che negli ultimi 4 anni il partecipanti hanno dato vita all'evento senza violenza.
Nel 1995, il 'Grido' ha interessato 180 città del Brasile, avendo come tema ispiratore 'La vita, in primo luogo'. Nel
1996, il 'Grido' si è esteso a 300 città e gli 'esclusi' hanno chiesto 'Giustizia e Pace, Lavoro e Terra per vivere'.
Nel 1997, in oltre 700 città del Paese gli 'esclusi' hanno manifestato domandando 'Giustizia e Dignità'. Nel 1998, il 'Grido'
ha toccato 1000 città con il tema: 'Questo è il mio Paese: l'ordine è che nessuno soffra la fame'. In tutti questi anni
non sono mai avvenuti episodi di violenza.
(...) Quest'anno, la Polizia Militare non ha permesso che si ripetesse il
nostro percorso.
(...) Ha dato nuovamente una dimostrazione di forza. A noi, che abbiamo partecipato al 'Grido', non rimane che esprimere la nostra indignazione, assistere le vittime e sostenere la popolazione, che ha sempre più paura della polizia. Che il nostro sdegno abbia eco. Che le autorità ne vengano a conoscenza. Che il Brasile e il mondo
sappiano come la Polizia Militare agisce nei confronti degli 'esclusi' del Pará.
Manifestate la vostra indignazione al governatore Almir Gabriel ed al segretario alla Sicurezza Paulo Sette Câmara".
LaCNBB vuole il plebiscito sul debito estero.
Il presidente della Caritas Brasiliana, Don Demetrio Valentini, ha proposto, in occasione del Grido degli Esclusi, il 7 settembre scorso, un plebiscito per sapere se il Brasile deve o non deve pagare il debito estero.
Secondo il vescovo di Jales (SP), però, il plebiscito, che a suo parere dovrebbe essere realizzato in tutto il Paese entro l' aprile del 2000, dovrebbe andare oltre la semplice domanda sul pagamento o meno del debito estero.
Gli slogan
Lo slogan delle manifestazioni di quest'anno è: Brasile, un figlio tuo
non fugge dalla lotta. Sono previste manifestazioni in più di 1500
località del Paese.
Il simbolo scelto è quello del libretto di lavoro.
È chiaro a cosa vuol riferirsi. Ma non si vuole denunciare solo la disoccupazione nelle città.
Si vogliono denunciare tutte le forme di esclusione: quella dei portatori di handicap, degli emigranti, dei piccoli agricoltori a cui non è concesso il credito.
Si vuol denunciare la sempre maggiore concentrazione della terra, la non realizzazione della demarcazione delle terre indigene, il pregiudizio contro i neri e le donne, l'esclusione degli anziani che non hanno spazio nella società e dei giovani che non hanno prospettive.
Grido degli esclusi
7 settembre
La prima edizione del Grido si è svolta nel 1995. Lo slogan era: La vita al primo posto. L'idea è stata delle Pastorali sociali della Conferenza dei vescovi.
Dal 1996 è iniziata un'ampia collaborazione con i movimenti sociali, come MST, CUT, CMP (centrale dei mov.pop.).
Lo slogan del 1996 era:"Terra e lavoro per vivere", mentre quello del 1997:"Vogliamo giustizia e dignità" (il tema principale era infatti quello relativo ai carcerati).
Nel 1998 il Grido si è occupato principalmente di educazione ed ha utilizzato lo slogan:"Qui è il mio paese".
Quest'anno l'attenzione si è concentrata sul problema della disoccupazione. Dal 1995 in poi si è progressivamente ampliato il numero delle località e delle organizzazioni coinvolte.
Grido Latino-Americano
La novità quest'anno è la realizzazione, il 12 ottobre, di un Grido
latino-americano, che ci sarà il giorno 12 ottobre, contemporaneamente
in molti paesi dell'America Latina. Nello stesso giorno verrà lanciata
la Campagna Globale per la riforma agraria, promossa da Via Campesina,
organizzazione internazionale dei piccoli agricoltori e dal FIAN. In
Brasile la campagna sarà portata avanti dal Forum per la riforma
agraria.
Slogan della campagna è : "Terra e Esclusione"
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