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2 - Riconosciamo che l'occupazione è stata probabilmente precipitosa. Ma comprendiamo i sentimenti dei lavoratori che si sono sentiti ingannati da anni e presi in giro dalle bugie del Ministro Raul Jungmann.
Le dimissioni della Signora Maria de Oliveira e del giudice Gercino da Silva, giudice agrario è la prova di come il governo menta perché anche queste persone, nonostante siano consiglieri diretti del Ministro si sono sentite tradite. Questo gesto riafferma la dignità dei funzionali pubblici che hanno preferito stare dalla parte della verità e dei lavoratori.
3 - Il governo ha cercato di buttare la colpa sulla campagna elettorale, sui partiti politici, sul governo di Itamar Franco. Questo è soltanto voler nascondere la sua incompetenza e la sua disonestà di fronte ai problemi sociali e trovare colpevoli esterni.
4 - Il Ministro Aloisio Nunes dice che i crimini devono essere combattuti dalla Polizia Federale. Ma fare pressioni e mobilitazioni come forma di denuncia per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica non è un crimine. Né quella fazenda è un simbolo nazionale anche se di proprietà del Presidente e dei suoi figli in società con Juvelino Mineiro. Tutti i luoghi frequentati dal Presidente sono allora simboli nazionali?
5 - Nessuno sapeva in anticipo della mobilitazione che è stata frutto dell'estrema povertà e della disperazione dei lavoratori della regione, vittime di continue menzogne del governo.
6 - Il popolo brasiliano sa che si tratta di un problema sociale. E un problema sociale non si risolve con la Polizia Federale, l'Esercito e l'aeronautica.
Quello che vogliono i lavoratori sono risorse per produrre nei loro insediamenti, vogliono l'insediamento di 80 famiglie che sono ancora accampate. È chiedere troppo?
I lavoratori sono vittime di una politica più generale del governo che vuole farla finita con l'agricoltura familiare
Per la direzione del MST - regione DF e Entorno. João Paulo Rodrigues
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