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H2000
Associazione Universitaria di
Ragazzi piu' o meno Abili


FAQ su H2000

  1. Diritto allo studio? Ma non e' gia riconosciuto?
  2. Cosa propone H2000?
  3. H2000 = disabilita' + Internet
  4. Ok, siamo d'accordo, tutto cio' e' giustissimo ma quanto costa?'
  5. Cos'e' H2000 H2000 (l'Handicap nel 2000) e' un'associazione di studenti piu' o meno abili per il diritto allo studio, la prevenzione dell'handicap e la riduzione della disabilita'.

    Diritto allo studio? Ma non e' gia riconosciuto?

    Per diritto allo studio non intendiamo la sola rimozione delle barriere archittettoniche ed economiche perche' non e' certo cosi' che si ottiene una reale integrazione sociale e culturale.

    Bello, ma come?

    Soprattutto attraverso Internet che per ora, almeno in Italia, viene usata piu' per stupire gli amici e le amiche che per lavorare, studiare e viaggiare.

    H2000 = disabilita' + Internet

    E' incredibile vedere come Internet stia sconvolgendo la societa'. Apparsa apparentemente da pochi mesi in Italia gia' e' sulla bocca di tutti.

    E' interessante vedere lo stupore che suscita nella gente sapere che non esistono solo i bambini handikappati ma anche i disabili studenti universitari. H2000 e' questo.


    Si - dicono molti adulti, operatori sociali, medici - ma se neach'io so usare un computer, figuriamoci se ci riesce un handikappato

    Una caratteristica di un disabile fisico o sensoriale e' quella di essere perfettamente confondibile con un normodotato nel cyberspazio (=neologismo per indicare il mondo abitato dagli utenti di Internet (20.000.000) quando sono collegati).

    Ad un disabile, vuoi per le barriere architettonica, vuoi per quelle sensoriali, ma soprattutto a causa del disagio naturale che prova un normodotato nel vedere un 'diverso' e' spesso impossibile un ottimale inserimento sociale, scolastico e lavorativo. Spesso purtroppo un disabile fisico o sensoriale puo' solo starsene chiuso in casa a guardare passivamente la TV.

    Data la situazione si capisce che non e' solo 'sfizioso' garantire il diritto allo studio fino ai livelli piu' alti ai disabili ma e' pure necessario. Nei prossimi anni, un disabile, grazie all'informatica e la telematica potra' esercitare qualsiasi attivita' accademica e non-fisica.


    Ok, siamo d'accordo, tutto cio' e' giustissimo ma quanto costa?'

    E qui viene il bello.

    Nulla (o quasi)!

    Non si sta parlando di trasformare l'universita' in un parcheggio di lusso per centinaia di Handikappati. Non sarebbe certo questa la soluzione.

    L'idea sarebbe quella di potenziare la tele-istruzione (gia' funzionante da anni in Italia), la telematica per i disabili sperimentare e sviluppare le tecnologie del futuro (la telematica, il tele-lavororo, la tele-presenza, il Video on Demad, il riconoscimento vocale ed ottico), utilizzare parzialmente il lavoro delle miglia di tesisti che l'universita' sforna ogni anno (7.000 solo a Padova) e coordinare il volontariato degli studenti.

    Non dimentichiamo che nel 2000 le risorse indispensabili per garantire una dignitosa qualita' di vita non saranno materiali (materie prime, produttivita'), ma immateriali (cultura, conoscenza).

    Di queste l'Europa e le universita' in particolare ne sono ricchisime.

    Se non diamo a tutti la possibilita' di studiare, e non cogliamo la ghiotta occasione di sperimentare grazie ai disabili, 'i prototipi dei cittadini del 2000' rischiamo non solo di abbandonare moltissimi ragazzi ad un futuro di assistenzialismo, ma anche di trovarci presto spaesati nella imminente eta' dell'informazione.

    Il telelavoro, la teleistruzione, la telepresenza e le teleconferenze sono il futuro di tutta la societa' non dei soli disabili. Non ci saranno piu' discriminazioni in base alla condizione fisica, il sesso o la ricchezza economica e di questo i disabili, ma non solo, non possono che esserne entusiasti. L'elemento determinante non sara' piu' di natura sociale, razziale o economica, ma generazionale. I ricchi e i poveri saranno i giovani e gli anziani.


    Mi sono convinto, H2000 propone delle cose buone e giuste; prima o poi si fara' certamente qualcosa, tanto non c'e' mica fretta; gli handikappati (o disabili come dite voi) sono sempre esistiti.

    No, non e' cosi'; la posta in gioco e' alta; si va verso una quasi completa integrazione nella societa' per noi disabili o verso una totale e definitiva distinzione fra disabili e normodotati!

    A molti e' noto il caso dei non vedenti, che pur essendo stati i primi a sfruttare le enormi potenzialita' dell'informatica (OCR e sintesi vocale) sono ora gravemente svantaggiati dalla pressoche' globale diffusione delle interfacce grafiche.

    Se fino a poco tempo fa i disabili motori sono stati esclusi dall'informatica a causa dei tradizionali dispositivi di input da tastiera o mouse, ora lo sono i non vedenti perche' non possono accedere alle rappresentazioni grafiche delle informazioni. E quando fra pochi anni la voce sara' la modalita' principale con cui 'colloquiare' con i mezzi informatici, anche i sordo-muti saranno tagliati fuori?

    Il problema e' che i disabili non sono stati finora un mercato importante. I disabili quasi sempre non lavorano, non producono, non hanno un peso sociale e politico, non sanno far valere i propri diritti e non sono organizzati fra di loro.

    La societa' e' quasi sempre impreparata, si pensa che il problema dei disabili sia solo economico.

    Le soluzioni sono sempre dettate dal caso e dalla fortuna.

    Ma i disabili che riescono ad emanciparsi, quelli che vanno a finire sui giornali, sono quelli con ingenti risorse economiche e culturali. Sono solo la punta di un iceberg.

    Non possiamo permetterci che solo dei 'Rambo' possano attraversare indenni il campo minato che e' l'attuale nostra societa'. Ed a nulla serve istruire dei tecnici superspecializzati. Bisogna bonificare il campo minato, bisogna rinnovare radicalmente la cultura dell'handicap.

    Non dimentichiamoci che i disabili sono in forte aumento sia in seguito all'aumento dell'incidentalita', che sforna ogni anno in europa centinaia di migliaia di giovani neo-disabili ex-normodotati, che all'aumento della vita media.

    In una societa' piu' giusta e piu' equa (almeno cosi' si spera) verso cui stiamo andando incontro non si puo' emarginare milioni di persone. Sarebbe una cosa sbagliatissima sia dal punto di vista etico che di quello economico.


    Non bisogna mai stare senza fare niente, specialmente quando non si ha niente da fare. (Cicerone)