Il trauma cranico e' giustamente chiamato "L'Epidemia Silente (del 2000 ndr.)":
In una frazione di secondo, le vite di giovani, prima sani, sono tragicamente e permanentemente alterate. Le famiglie frequentemente devono passare attraverso un tragico percorso, in cui seppelliscono la persona che hanno conosciuto fino a quel momento e sviluppano una relazione con un nuovo, e forse meno piacevole, estraneo.
Nel trauma cranico, il danno critico e' fatto al cervello piuttosto che alla testa. Il cervello, con le sue coperture protettive di capelli, pelle, e cranio e come di un cuscino di fluido; era sufficientemente protetto prima dello sviluppo di armi che hanno spinto noi ed altri oggetti ad alte di velocita' (come le macchine in questo secolo [ndr] ).
Benche' molte persone pensino che il trauma cranico si verifichi solo quando la persona perde coscienza, un danno significativo puo' accadere anche senza perdita di coscienza e senza la consapevolezza della persona danneggiata. La "sindrome del dopo-colpo violento," caratterizzata da difficolta' di concentrazione, irritabilita', mal di testa, e problemi di memoria verificatisi dopo un colpo alla testa, o ad un'altra parte del corpo, apparentemente senza importanza, ha ricevuto recentemente una considerevole attenzione da parte dei medici. Generalmente i sintomi scompaiono in un periodo che va da diversi giorni a diversi mesi, ma alcuni individui non recuperano mai completamente.
Come indicato nella statistica citata sopra, una delle fonti piu' comuni di traumi cranici sono gli incidenti automobilistici; altre cause comuni includono la bicicletta ed incidenti su skateboard, infortuni nello sport, cadute e ferite d'arma da fuoco (negli USA ndr.). Sebbene non tutti i traumi cranici possono essere prevenuti, ci sono prove chiare e convincenti che cinture di sicurazza ed caschi possono ridurre sigificativamente l'incidenza dei traumi cranici e diminuire la gravita' di quelli che si verificano egualmente.
Fino a dieci anni fa, la maggior parte degli individui che subivano gravi trumi cranici morivano. I progressi nella cura del trauma e nelle tecnologie medice hanno significativamente migliorato il tasso di sopravvivenza, benche' molti sopravvissuti abbiano severi deficit. Una varieta' di problemi medico/ fisici possono seguire un trauma cranico, tra cui: paralisi o debolezza del lato del corpo opposto al danno; atassia (movimenti del corpo scoordinati); aumento del tono muscolare e spasticita'; ridotta resistenza fisica; disordini dell'equilibrio; problemi di controllo del parlare e del mangiare.
Comunque, i problemi maggiori del trauma cranico sono raramente di tipo medico o fisico. Invece il sopravvissuto, gli amici ed i membri della famiglia devono affrontare una lunga serie di problemi cognitivi, comportamentali, ed emotivi. Spesso, la persona che ha subito un trauma cranico sara' inconsapevole che lui, o lei, e' diverso e incolpera' gli altri per i problemi che incontra nella vita quotidiana. I membri della famiglia possono trovare che la persona, prima di buona compagnia, si irrita facilmente, picchia, e si comporta in modo inappropriato in pubblico.
Molto facilmente un ex-traumatizzato cranico grave manifestera': difficolta' nell'apprendere e ricordare nuove informazioni; problemi nell'organizzare, iniziare e completare incarichi; diminuita abilita' nell'analizzare materiale visivo; minore capacita' di risolvere problemi in situazioni nuove.
In aggiunta puo' divenire ansioso, depresso e/o frustrato quando ripetutamente non riesce a svolgere compiti per lui facili prima dell'incidente.
Molte persone colpite da un grave trauma cranico sono incapaci di controllare il loro comportamento e mancano della consapevolezza dell'effetto di quei comportamenti su se stessi e sugli altri. Di conseguenza amicizie, anche di lunga data, non sopravvivono ai cambiamenti nel comportamento, del modo di pensare e nella personalita' causati dal trauma. Inizialmente il paziente perde gli amici; troppo spesso anche il resto della famiglia diviene sempre piu' isolato a causa della grande quantita' di tempo necessaria per prendersi cura del proprio caro.
I traumi cranici hanno un impatto devastante sull'individuo colpito, la famiglia e la comunita'. Se la societa' continuera' a premiare solo le capacita' intellettuali, la situazione diverra' probabilmente peggiore per i traumatizzati cranici, con sempre minori possibilita' di occupazione e di condurre relazioni interpersonali soddisfacenti e famiglie incapaci affrontare esigenze sempre diverse.
Tutti dovrebbero lavorare per la prevenzione dei traumi cranici, attraverso l'educazione della societa' e:
I piccoli dolori sono loquaci, quelli grandi muti (Seneca)