Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR)

    Imposte sui REDDITI PERSONE FISICHE E GIURIDICHE 
    G) Testo unico delle imposte sui redditi
    D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (1).

    Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi (1/a).


                     IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Visti [...]
    Emana il seguente decreto:
   
      1. 1. E' approvato  l'unito  testo  unico  delle  imposte  sui redditi.
                 Testo unico delle imposte sui redditi


                                                               Artt.
    TITOLO I   - Imposta   sul   reddito   delle  persone
                 fisiche:
     Capo I    - Disposizioni generali. . . . . . . . . .    1 -  21
     Capo II   - Redditi fondiari . . . . . . . . . . . .   22 -  40
     Capo III  - Redditi di capitale. . . . . . . . . . .   41 -  45
     Capo IV   - Redditi di lavoro dipendente . . . . . .   46 -  48
     Capo V    - Redditi di lavoro autonomo . . . . . . .   49 -  50
     Capo VI   - Redditi di impresa . . . . . . . . . . .   51 -  80
     Capo VII  - Redditi diversi. . . . . . . . . . . . .   81 -  85

    TITOLO II  - Imposta sul reddito delle persone
                 giuridiche:
     Capo I    - Disposizioni generali. . . . . . . . . .   86 -  94
     Capo II   - Societa` ed enti commerciali. . . . . . .   95 - 107
     Capo III  - Enti non commerciali . . . . . . . . . .  108 - 111
     Capo IV   - Societa ed enti non residenti . . . . .  112 - 114

    TITOLO III - Imposta locale sui redditi . . . . . . .  115 - 121

    TITOLO IV  - Disposizioni comuni  . . . . . . . . . .  122 - 128

    TITOLO V   - Disposizioni varie, transitorie e finali  129 - 136


                 Testo unico delle imposte sui redditi

     [...]


Articolo 79
Imprese minori

1. Il reddito d'impresa dei soggetti che secondo le norme del decreto del Presidente della 
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (20/e), sono ammessi al regime di contabilità semplificata e non 
hanno optato per il regime ordinario  è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei ricavi di cui 
all'articolo 53 e degli altri proventi di cui agli articoli 56 e 57, comma 1, conseguiti nel periodo d'imposta 
e l'ammontare delle spese documentate sostenute nel periodo stesso. La differenza  è rispettivamente 
aumentata e diminuita delle rimanenze finali e delle esistenze iniziali di cui agli articoli 59, 60 e 61 ed  è 
ulteriormente aumentata delle plusvalenze realizzate ai sensi dell'articolo 54 o delle sopravvenienze 
attive di cui all'articolo 55 e diminuita dalle minusvalenze e sopravvenienze passive di cui all'articolo 66 
(20/f).
2. [La differenza, salvo che siano tenute le scritture ausiliarie di magazzino, è calcolata senza 
tenere conto delle esistenze iniziali e delle rimanenze finali e con esclusione della parte delle spese per 
acquisto di merci destinate alla rivendita che eccede il 75 per cento dei ricavi e della parte delle spese 
per acquisto di materie prime e sussidiarie, semilavorati e merci, destinati ad essere impiegati nella 
produzione, che eccede il 50 per cento dei ricavi. L'eccedenza è deducibile nei cinque periodi di 
imposta successivi in quote costanti o nella maggior misura consentita dai suindicati limiti] (20/g).
3. Le quote di ammortamento sono ammesse in deduzione, secondo le disposizioni degli articoli 67 
e 68, a condizione che sia tenuto il registro dei beni ammortizzabili. Le perdite di beni strumentali e le 
perdite su crediti sono deducibili a norma dell'articolo 66. Non è ammessa alcuna deduzione a titolo di 
accantonamento; tuttavia gli accantonamenti di cui all'articolo 70 sono deducibili a condizione che 
risultino iscritti nei registri di cui all'articolo 18 del decreto indicato al comma 1 (20/f).
4. [I proventi diversi da quelli indicati nel comma 1 non concorrono a formare il reddito di impresa, 
ma concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente secondo le disposizioni relative alla 
categoria di appartenenza, e non si considerano conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali agli 
effetti degli articoli 16, 45 e 81 e della lettera b) del comma 2 dell'articolo 49] (20/g).
5. Si applicano, oltre a quelle richiamate nei precedenti commi, le disposizioni di cui agli articoli 58, 
62, 63, 65 74 e 78, al comma 2 dell'articolo 57, ai commi 1, 2 e 4 dell'articolo 64, ai commi 1, 2, 5 e 6 
dell'articolo 75, ai commi 1, 2, 3, 4 e 6 dell'articolo 76 e all'articolo 77. Si applica inoltre, con 
riferimento ai ricavi ed alle plusvalenze che concorrono a formare il reddito di impresa pur non 
risultando dalle registrazioni ed annotazioni nei registri di cui all'articolo 18 del decreto indicato nel 
comma 1, la disposizione dell'ultimo periodo del comma 4 dell'art. 75 (20/gg).
6. Il reddito imponibile non può in nessun caso essere determinato in misura inferiore a quello 
risultante dalla applicazione dei criteri previsti dal successivo articolo 80 per un volume di ricavi fino a 
18 milioni di lire (20/gg) (20/cost).
6-bis. Per gli enti non commerciali e gli organismi di tipo associativo di cui agli articoli 108 e 111, 
che rientrano tra i soggetti disciplinati dal presente articolo, non si applicano le disposizioni del comma 
6 (20/h).
7. Per gli intermediari e rappresentanti di commercio e per gli esercenti le attività indicate al primo 
comma dell'articolo 1 del decreto del Ministro delle finanze 13 ottobre 1979, pubblicato nella Gazzetta 
Ufficiale n. 288 del 22 ottobre 1979, il reddito d'impresa determinato a norma dei precedenti commi  è 
ridotto, a titolo di deduzione forfettaria delle spese non documentate, di un importo pari alle seguenti 
percentuali dell'ammontare dei ricavi: 3 per cento dei ricavi fino a 12 milioni di lire; 1 per cento dei 
ricavi oltre 12 e fino a 150 milioni di lire; 0,50 per cento dei ricavi oltre 150 e fino a 180 milioni di lire.
8. Per le imprese autorizzate all'autotrasporto di merci per conto di terzi il reddito determinato a 
norma dei precedenti commi è ridotto, a titolo di deduzione forfettaria di spese non documentate, di lire 
15 mila (20/i) per i trasporti personalmente effettuati dall'imprenditore oltre il comune in cui ha sede 
l'impresa ma nell'ambito della regione o delle regioni confinanti e di lire 30 mila (20/i) per quelli 
effettuati oltre tale ambito. La deduzione spetta una sola volta per ogni giorno di effettuazione del 
trasporto, indipendentemente dal numero dei viaggi. Alla dichiarazione dei redditi deve essere allegato 
un prospetto, sottoscritto dal dichiarante, recante l'indicazione dei viaggi effettuati e della loro durata e 
località di destinazione nonché degli estremi delle relative bolle di accompagnamento delle merci o, in 
caso di esonero dall'obbligo di emissione di queste, delle fatture o delle lettere di vettura di cui 
all'articolo 56 della legge 6 giugno 1974, n. 298 (20/l); le bolle di accompagnamento, le fatture e le 
lettere di vettura devono essere conservate fino alla scadenza del termine per l'accertamento (21).
9. [Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle società in nome collettivo e in 
accomandita semplice] (21/a) (21/b).



                              Articolo 87
                        Soggetti passivi (23/b)

    1.  Sono  soggetti  all'imposta  sul   reddito   delle   persone
    giuridiche:
        a) le societa` per azioni e in  accomandita  per  azioni,  le
    societa` a responsabilita` limitata, le societa` cooperative  e  le
    societa` di mutua assicurazione residenti  nel  territorio  dello
    Stato;
        b) gli  enti  pubblici  e  privati  diversi  dalle  societa`,
    residenti nel territorio dello  Stato,  che  hanno  per  oggetto
    esclusivo o principale l'esercizio di attivita` commerciali;
        c) gli  enti  pubblici  e  privati  diversi  dalle  societa`,
    residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per  oggetto
    esclusivo o principale l'esercizio di attivita` commerciali;
        d) le  societa`  e  gli  enti  di  ogni  tipo,  con  o  senza
    personalita` giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.
      2. Tra gli enti diversi dalle societa`, di cui alle lettere  b)
    e c) del comma 1, si comprendono, oltre alle persone giuridiche,
    le  associazioni  non  riconosciute,  i  consorzi  e  le   altre
    organizzazioni non appartenenti ad altri  soggetti  passivi  nei
    confronti delle quali il presupposto dell'imposta si verifica in
    modo unitario e autonomo. Tra le societa` e gli enti di cui  alla
    lettera d) del comma 1 sono  comprese  anche  le  societa`  e  le
    associazioni indicate nell'articolo 5.
      3. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano  residenti
    le societa` e gli enti che per la maggior parte  del  periodo  di
    imposta hanno la sede legale o la  sede  dell'amministrazione  o
    l'oggetto principale nel territorio dello Stato.
      4. L'oggetto esclusivo o principale dell'ente e' determinato in
    base  all'atto  costitutivo,  se  esistente  in  forma  di  atto
    pubblico o di scrittura privata autenticata, e, in mancanza,  in
    base all'attivita` effettivamente esercitata.




                    Capo III - Enti non commerciali


                              Articolo 108
                          Reddito complessivo

    1. Il reddito complessivo degli enti non commerciali di cui alla
    lettera c) del comma 1 dell'articolo 87 e'  formato  dai  redditi
    fondiari, di capitale, di impresa e diversi, ovunque prodotti  e
    quale ne sia la destinazione, ad  esclusione  di  quelli  esenti
    dall'imposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo
    di imposta o ad imposta sostitutiva. Per i medesimi enti non  si
    considerano attivita` commerciali le prestazioni di  servizi  non
    rientranti  nell'articolo  2195  del  codice  civile   rese   in
    conformita` alle finalita` istituzionali dell'ente senza specifica
    organizzazione  e  verso  pagamento  di  corrispettivi  che  non
    eccedono i costi di diretta imputazione.
      2.  Il  reddito   complessivo   e'   determinato   secondo   le
    disposizioni dell'articolo 8.

                              Articolo 109
                       Determinazione dei redditi

      1. I redditi e le perdite che concorrono a formare il  reddito
    complessivo  degli  enti  non   commerciali   sono   determinati
    distintamente  per  ciascuna  categoria  in  base  al  risultato
    complessivo di tutti i cespiti che vi rientrano.  Si  applicano,
    se  nel  presente  capo  non  e'   diversamente   stabilito,   le
    disposizioni del  titolo  I  relative  ai  redditi  delle  varie
    categorie.
      2. Nella determinazione del reddito di impresa degli enti  non
    commerciali che nel periodo di imposta hanno esercitato attivita`
    commerciali senza contabilita` separata sono deducibili le  spese
    e gli altri componenti negativi risultanti in  bilancio  che  si
    riferiscono ad operazioni effettuate nell'esercizio di  attivita`
    commerciali. Le spese e gli altri componenti negativi,  relativi
    a  beni  e  servizi  adibiti  promiscuamente  all'esercizio   di
    attivita` commerciali e di altre attivita`, sono deducibili per la
    parte  del  loro  importo  che  corrisponde  al   rapporto   tra
    l'ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare
    il reddito d'impresa e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi
    e proventi; per gli immobili e' deducibile la rendita catastale o
    il canone di locazione anche finanziaria per la parte  del  loro
    ammontare che corrisponde al predetto rapporto (29/a).
      3. Le disposizioni del comma 2 si applicano a  condizione  che
    l'ente  abbia  tenuto,  relativamente  a   tutte   le   attivita`
    esercitate e a tutti i beni  posseduti,  una  contabilita`  unica
    contenente tutti  gli  elementi  necessari  e  rispondente  alle
    prescrizioni dell'art. 22 del D.P.R. 29 settembre 1973,  n.  600
    (30). Non si applicano agli enti che relativamente  all'attivita`
    commerciale esercitata  siano  ammessi  ad  uno  dei  regimi  di
    determinazione del reddito di cui agli articoli 79 e  80  e  non
    abbiano optato per il regime ordinario.
      4. Per gli enti religiosi di cui all'art.  26,  L.  20  maggio
    1985, n. 222 (30/a), che  esercitano  attivita`  commerciali,  le
    spese relative all'opera prestata in via continuativa  dai  loro
    membri sono determinate con i criteri ivi previsti.
      4-bis. Per gli enti soggetti alle disposizioni in  materia  di
    contabilita` pubblica, la contabilita` unica di cui al comma 3  si
    intende realizzata nell'ambito della contabilita` pubblica tenuta
    a norma di legge dagli stessi enti (30/b).

                              Articolo 110
                            Oneri deducibili

    1. Dal reddito complessivo si deducono, se non  sono  deducibili
    nella  determinazione  del  reddito  d'impresa  che  concorre  a
    formarlo, gli oneri indicati alle lettere a), f) e g ) del comma
    1 dell'articolo 10. Per l'imposta  di  cui  all'articolo  3  del
    decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643,
    la deduzione e' ammessa, per quote  costanti,  nell'esercizio  in
    cui avviene il pagamento e nei quattro successivi.  In  caso  di
    rimborso degli oneri dedotti ai sensi del presente articolo,  le
    somme corrispondenti concorrono a formare il reddito complessivo
    del periodo  di  imposta  nel  quale  l'ente  ha  conseguito  il
    rimborso (30/c).

                            Articolo 110-bis
                     Detrazioni d'imposta per oneri

    1. Dall'imposta lorda si detrae, fino alla concorrenza  del  suo
    ammontare, un importo pari al 27 per cento degli oneri  indicati
    alle lett. a), g), h) e i) del  comma  1  dell'art.  13-bis.  La
    detrazione spetta a condizione che i predetti  oneri  non  siano
    deducibili  nella  determinazione  dei   singoli   redditi   che
    concorrono a formare il reddito complessivo. In caso di rimborso
    degli oneri per i quali si e' fruito della  detrazione  l'imposta
    dovuta per il periodo nel quale l'ente ha conseguito il rimborso
    e' aumentata di un  importo  pari  al  27  per  cento  dell'onere
    rimborsato (30/d).

                              Articolo 111
                        Enti di tipo associativo

    1. Non e' considerata commerciale l'attivita` svolta nei confronti
    degli associati o  partecipanti,  in  conformita`  alle  finalita`
    istituzionali, dalle associazioni, da  consorzi  e  dagli  altri
    enti non commerciali di tipo associativo. Le somme versate dagli
    associati  o  partecipanti  a  titolo  di  quote  o   contributi
    associativi non concorrono a formare il reddito complessivo.
      2.  Si  considerano  tuttavia  effettuate  nell'esercizio   di
    attivita` commerciali, salvo il disposto del secondo periodo  del
    comma 1 dell'art. 108, le cessioni di beni e le  prestazioni  di
    servizi  agli  associati  o  partecipanti  verso  pagamento   di
    corrispettivi  specifici,  compresi  i  contributi  e  le  quote
    supplementari determinati in funzione delle maggiori  o  diverse
    prestazioni  alle  quali  danno  diritto.  Detti   corrispettivi
    concorrono  alla  formazione  del   reddito   complessivo   come
    componenti del reddito di impresa o come redditi diversi secondo
    che le relative operazioni abbiano carattere di abitualita` o  di
    occasionalita`.

      3. Per le associazioni politiche, sindacali  e  di  categoria,
    religiose,  assistenziali,  culturali   e   sportive,   non   si
    considerano effettuate nell'esercizio di  attivita`  commerciali,
    in deroga al comma 2, le cessioni di beni e  le  prestazioni  di
    servizi verso pagamento di corrispettivi  specifici  effettuate,
    in conformita` alle finalita` istituzionali, nei  confronti  degli
    associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono  la
    medesima attivita` e che per legge, regolamento o  statuto  fanno
    parte  di  un'unica  organizzazione  locale  o  nazionale,   dei
    rispettivi  associati  o  partecipanti  e  dei  tesserati  dalle
    rispettive organizzazioni nazionali, nonche` le cessioni anche  a
    terzi  di  proprie  pubblicazioni  cedute  prevalentemente  agli
    associati. Per le cessioni di beni e le prestazioni di  servizio
    effettuate da associazioni culturali o  sportive  costituite  ai
    sensi dell'art. 36 del codice civile, la disposizione si applica
    nei confronti degli associati o partecipanti minori d'eta`, e per
    i maggiorenni, a condizione che questi  abbiano  il  diritto  di
    voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto  e  dei
    regolamenti   e   per   la   nomina   degli   organi   direttivi
    dell'associazione ed abbiano diritto a  ricevere,  nei  casi  di
    scioglimento della medesima, una quota del  patrimonio  sociale,
    se questo non e' destinato a finalita` di utilita` generale (30/e).
      4. La disposizione del comma 3 non si applica per le  cessioni
    di beni nuovi prodotti per la vendita, per  le  somministrazioni
    di pasti, per le erogazioni di acqua, gas, energia  elettrica  e
    vapore,  per  le  prestazioni  alberghiere,  di   alloggio,   di
    trasporto e di deposito e per le prestazioni di servizi portuali
    e aeroportuali ne` per le prestazioni  effettuate  nell'esercizio
    delle seguenti attivita`: a) gestione di spacci  aziendali  e  di
    mense; b) organizzazione di viaggi  e  soggiorni  turistici;  c)
    gestione di fiere ed esposizioni  a  carattere  commerciale;  d)
    pubblicita` commerciale; e) telecomunicazioni  e  radiodiffusioni
    circolari.

    Note
    (1) Pubblicato  nel  Suppl.  Ord.  alla  Gazz.  Uff.  31
    dicembre 1986, n. 302.
    [...]
    (29/a) Comma  cosi`  modificato  dall'art.  1,  D.P.R.  4
    febbraio 1988, n. 42, riportato al n. G/II. Il  comma  2
    dell'art.  109,  inoltre,  e'   stato   cosi`   sostituito
    dall'art. 14, L. 24 dicembre  1993,  n.  537,  riportata
    alla voce Amministrazione del patrimonio  e  contabilita`
    generale dello Stato.
    (30) Riportato al n. E/I.
    (30/a) Riportata alla voce Enti di culto.
    (30/b) Comma aggiunto dall'art.  10,  D.L.  28  novembre
    1988, n. 511, riportato alla voce Finanza locale.
    (30/c) Comma  prima  modificato  dall'art.  1,  D.L.  1ø
    ottobre 1991, n. 307, riportato al n. A/LXXII e poi cosi`
    sostituito dall'art. 2, D.L. 31  maggio  1994,  n.  330,
    riportato alla voce Imposte e tasse in genere.
    (30/d) Aggiunto dall'art. 3, D.L.  31  maggio  1994,  n.
    330, riportato alla voce  Imposte  e  tasse  in  genere.
    L'aliquota e' stata ridotta al 22% dall'art. 18, D.L.  23
    febbraio   1995,   n.   41,    riportato    alla    voce
    Amministrazione del patrimonio  e  contabilita`  generale
    dello Stato.
    (30/e) Periodo aggiunto dall'art.  14,  L.  24  dicembre
    1993, n. 537, riportata alla  voce  Amministrazione  del
    patrimonio e contabilita` generale dello Stato.
    (30/f) Comma cosi` modificato dall'art. 27, D.L. 2  marzo
    1989, n. 69, riportato al n. A/LII.
    (30/g) Comma  cosi`  modificato  dall'art.  1,  D.P.R.  4
    febbraio 1988, n. 42, riportato al n. G/II.
    (30/h) Il secondo e il terzo  periodo  sono  stati  cosi`
    sostituiti dall'art. 2, D.L. 31 maggio 1994, n. 330.
    (31) Comma aggiunto dall'art. 3, D.L. 31 maggio 1994, n.
    330, riportato alla voce  Imposte  e  tasse  in  genere.
    L'aliquota e' stata ridotta al 22% dall'art. 18, D.L.  23
    febbraio   1995,   n.   41,    riportato    alla    voce
    Amministrazione del patrimonio  e  contabilita`  generale
    dello Stato.
    [...]